Diseguaglianze e solidarietà

Abbiamo partecipato in questi giorni ad un evento importante per la causa della lotta al precariato.
L’appuntamento sabato 14/4/2007 h. 14.30 è stato il convegno organizzato dal Centro culturale Concetto Marchesi di via Spallanzani, 6 Milano “Il lavoro precario è la nuova schiavitù, combattiamola!”; erano presenti relatori di valore come l’ex segretario generale della CGIL Antonio Pizzinato ed il giuslavorista Giovanni Sozzi.
Antonio Pizzinato ha posto l’accento sulla necessità di continuare ad applicare, anche riguardo i problemi della precarietà del lavoro, gli articoli della nostra Costituzione nata dalla Resistenza, per completare, attuandola integralmente, il percorso iniziato ormai sessant’anni fa. Ha affermato che fenomeni di disparità di trattamento dei lavoratori all’interno di una stessa azienda, si sono già verificati in un passato meno recente, es. lavoratori di ditte che eseguivano lavori in appalto, ma che sono stati battuti dalla solidarietà degli altri lavoratori, che hanno posto al primo punto della piattaforma rivendicativa l’annullamento delle disuguaglianze e l’equiparazione del trattamento.
Il giuslavorista Giovanni Sozzi ci ha illustrato i capisaldi del disegno di legge 29 gennaio 2007 presentato alla Camera dei Deputati da oltre quaranta parlamentari “Norme per il superamento del lavoro precario”: in dodici articoli si pongono le basi per l’abbattimento della diseguglianza di trattamento economico e normativo tra lavoratori dipendenti e lavoratori precari, e si dà ai Sindacati dei lavoratori lo strumento per la lotta al lavoro nero. Infatti la nuova giurisprudenza del lavoro ha realizzato, che continuare ad identificare i lavoratori dipendenti soltanto come persone sottoposte a ”capillari direttive ed assidui controlli” da parte del padrone, non riconosce questo “status” a tutti i lavoratori interinali, assunti da un agenzia di lavoro, in affitto, che lavorano presso l’azienda cliente, ed analogamente ai lavoratori a progetto, parasubordinati, laddove il progetto non è mai veramente a termine, ma si perpetua nel tempo, con i rinnovi di mese in mese.
Ora al criterio obsoleto di “capillari direttive ed assidui controlli”, viene sostituito il concetto della dipendenza socioeconomica e della “doppia alienità” : i lavoratori interinali, parasubordinati, e precari in genere, sono da considerarsi dipendenti a tutti gli effetti, perché non sono i proprietari dei mezzi di produzione e nemmeno del risultato utile della produzione, ma in cambio ne ricevono solo uno stipendio per il sostentamento di sé e della propria famiglia. Infine per un lotta efficace al lavoro nero, viene riportato d’attualità l’aricolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, che sanziona il comportamento antisindacale: il lavoro nero impedisce di fatto l’attività sindacale, non potendo il Sindacato avvicinare ed organizzare lavoratori invisibili.
In tal modo i Sindacati dei lavoratori potranno bonificare il territorio, denunciando le aziende che utilizzano lavoratori irregolari.

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7 thoughts on “Diseguaglianze e solidarietà

  1. da diffondere ….
    Ecco i dati più significativi riferiti dall’Assessore Provinciale al Lavoro di Milano Bruno Casati nel corso del convegno sulla precarietà tenutosi a Milano il 14 aprile 2007.

    DATI PROVINCIA DI MILANO

    Aziende in crisi a livello provinciale (si tratta di aziende di una certa consistenza medio-piccole, medie e grandi che hanno chiesto l’intervento di ammortizzatori sociali): 180

    DATI SUGLI AVVIAMENTI AL LAVORO

    Il 70% dei nuovi avviamenti avviene tramite contratti a termine di 3 mesi

    Il 20% dei nuovi avviamenti avviene con contratti della durata di 1 giorno

    STRUTTURE PREPOSTE AL COLLOCAMENTO PUBBLICO E PRIVATO

    In Provincia di Milano operano 13 Centri per l’Impiego Pubblici e 170 Agenzie Private

    Ogni 100 lavoratori che trovano una occupazione:

    – 3 la trovano grazie all’aiuto di un CPI

    – 4 la trovano grazie alle Agen

  2. Ma quali agenzie interinali…? io ne ho girate decine e non mi ha mai chiamato nessuna? Se voi li vedeste, questi impiegati..ti guardano come se avessi chiesto una cosa impossibile, ci sono decine di offerte sul giornale e mai che te ne propongano qualcuna.Secondo me sono annunci civetta.Ma solo in Sardegna si comportano così? Se poi parliamo dei CPI…una laurea breve non è nemmeno inserita nell’elenco dei titoli.Ufficialmente “avrei” un diploma universitario…mah…A me è stato consigliato un corso d’infermiera al posto della specialistica 3+2.E questo dall’orientamento al lavoro.Incompetenti!

  3. cara Rosy … hai ragione!
    purtroppo per problemi di spazio non mi è stato possibile aggiungere la fine del rapporto ufficiale relativo alla provincia di Milano, che aggiungo adesso: “In Provincia di Milano operano 13 Centri per l’Impiego Pubblici e 170 Agenzie Private. Ogni 100 lavoratori che trovano una occupazione:
    -3 la trovano grazie all’aiuto di un CPI

    – 4 la trovano grazie alle Agenzie Private

    – 93 trovano lavoro grazie a conoscenze personali”
    Sono dati sconsolanti che fanno riflettere: dove si incontrano la domanda con l’offerta di lavoro? milioni di curricula itineranti.. recrutatori incompetenti.. aziende che propongono contratti di 1 giorno. Peggio di cosi’! ci vuole veramente il contributo di ognuno di noi (precari, disoccupati, giovani e no) laddove è possibile per cambiare le regole .. è l’unica speranza che ci resta: l’impegno!

  4. …mi chiamo Roberto è vivo in Lombardia, finita la pratica legale (professione aperta solo ai ricchi, per lo più capre) e, dopo essere stato cacciato dallo studio, cerco un lavoro che mi permetta di vivere…non riesco a trovare! però, ho la soluzione per tutti, di sicuro risultato! Io proprio non riesco ma a tutti consiglio di entrare a far parte di comunione e liberazione. Un movimento economico che gestisce, tra l’altro, l’attività di ricerca lavorativa dei propri fedeli. Messaggi, mail, incontri, passa parola tra persone che occupano posti di primissimo piano, hanno un sicuro risultato. Lo consiglio a tutti!altro che CPI.

  5. cara rosy sono d’accordo con te. anch’io ho spedito e portato personalmente decine e decine di curricula alle agenzie interinali a Milano. mi avessero mai proposto un impiego da lavapiatti. eppure laureata la sono…non è sufficiente per lavare stoviglie???..nemmeno per quello. io di certo no protendevo un ruolo da dirigente bancario..per carità e che dire degli impiegati delle agenzie stesse. nella maggior parte dei casi ti guardano con un’aria di sufficienza da non credere …eppure fanno (dovrebbe) fare selezione di personale tutti i giorni…totalmente insofferenti; dai fastidio, secondo lro vai li a rompere le scatole….scusate se devo mangiare anch’io e mi danno l’nima girando come una trottola per la città a lasciare c.v. a destra e manca!!!!e non parliamo del CPI: ame in provincia dove abito hanno detto che dovrei riconsiderare il mio corso di studi…che forse non ho studiato abbastanza (liceo classico, laurea, master, corsi di formazioni professiona

  6. All,

    premetto di essere un ” fortunato” ed ho un lavoro “fisso” ben retribuito , sono cmq molto vicino al precario e al precrariato, potete contare su di me poiche’ ne capisco il profondo disagio e’ una vera ingiustizia . Precari tenete botta arriverrano tempi migliori ne sono sicuro

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