Racconti di vita


In onda domenica 29 Aprile ore 12.10 su Raitre ci sarà la puntata di Racconti di vita intitolata: “Il lavoro in Italia”. In studio tra gli intervistati ci sarà il fondatore nonché anima di Spartaco per parlare del precariato in età matura.

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7 thoughts on “Racconti di vita

  1. Cavoli, complimenti. Ho appena assistito alla trasmissione su RAI3 e ho provato una scossa. Sono stanco di stare rintanato in me stesso quando potrei anch’io picchiare i pugni sul tavolo, ho 51 anni e una storia che potrebbe essere una fotocopia della vostra. Sono stato tre anni imbottito di Zoloft e in terapia per la depressione, ma la cura è una sola: la lotta! Un abbraccio

  2. Ho appena assistito alla trasmissione.Ho 39 anni di cui almeno dieci passati fra un lavoro precario e l’altro, naturamente la maggior parte in nero.Molte volte ho sognato di farla finita, ma l’idea di mia figlia che rimarrebbe sola, mi ha salvata.Mi sono laureata recentemente, ma una biologa è meno ricercata di una netturbina, e so fare anche quello.Sogno di fuggire all’estero, ma con quali soldi?Qui in Sardegna si fa la fame…

  3. Anch’io ho assistito alla trasmissione e ne sono ancora emozionata: io sono fortunata perché ho cinquantatotto anni e trtentotto di servizio nella scuola pubblica… ma ho una figlia di 29 anni e un figlio di 23. Sono disgustata dai cosiddetti governi di sinistra. Mi metto a vostra disposizione.

  4. Caro Fedele,

    complimenti per il tuo intervento televisivo: chiaro, preciso, sintetico e, soprattutto, quanto mai eloquente.
    Sono Marco, un disoccupato di 40 anni di Milano, laureato: gli ultimi anni ho svolto solo lavori precari con turni diurni, notturni, festivi anche da 12 ore, stipendio umiliante: alla fine mi sono licenziato per non rovinarmi la salute. Ora sono qui e vivo alla giornata in attesa di vendere la casa: domani chissà.
    Il caso di Pasolini che già 30 anni fa aveva denunciato gli sviluppi aberranti del consumismo in Italia dimostra ulteriormente che difficilmente un profeta è ascoltato in patria.
    La colpa della situazione attuale, mi permetto di osservare, non è certo dei giovani di sinistra.
    Un caro saluto a tutti.

  5. Caro Marco,
    la colpa della situazione attuale non è certo dei giovani, e tantomeno di quelli di sinistra. Dobbiamo lavorare per creare un clima di solidarietà tra precari giovani ed in età matura, e battere l’isolamento e la sfiducia.
    Non vendere la casa, prendi il lavoro che trovi, stai in mezzo agli altri lavoratori!
    Che Guevara ha scritto:” Ognuno da solo non vale niente”
    Coraggio!

  6. bello parlare di rimanere e lottare, ma quando si hanno bocche da sfamare e non ci sono i nonni e/o parenti che ti aiutano, le pensi tutte.Prendere il lavoro che trovi?! Ma dove?!Qui in Sardegna, se hai più di 30anni non ti fanno nemmeno il colloquio, e questo vale sia per i lavori qualificati che quelli che lo sono meno,nemmeno il lavapiatti ti fanno fare.Poi non ci si stupisca se inneschiamo un guerra ” fra poveri” età-dipendente.Dovrebbe cambiare la cultura d’impresa, e badare di più alle competenze,che all’età anagrafica.

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