Contestazione globale

In un articolo precedente, scrivevamo che la precarizzazione del lavoro e la vita precaria cui sono costretti milioni di giovani ed almeno un milione e mezzo di lavoratori in età matura in Italia, è sorte condivisa nell’ Europa dei 27 paesi membri, e nel resto del mondo.
Ora troviamo una conferma dove forse meno l’aspettavamo.
Nella Spagna di Zapatero, i giovani vivono le stesse contraddizioni e frustrazioni dei coetanei italiani: permanenza nella famiglia di origine fino a trentacinque anni di età, possibilità di uscire solo in appartamenti in affitto condivisi in tre o più persone, in alternativa mutui per l’acquisto della casa di trenta/quarantanni, e paghe medie di € 785 mensili per gli uomini, di € 573 per le donne.
I giovani laureati ingegneri, architetti, professori universitari e quanti altri arrivano a mille euro al mese, dopo anni di studio, laurea, a volte un master, conoscenza delle lingue e preparazione informatica…
Sembra il ritratto dell’ Italia.
Allora viene da pensare che forse il problema non è avere come premier Prodi o Zapatero, ma che la soluzione del problema è rispolverare un vecchio slogan: contestazione globale come nel ’68, questa volta alla globalizzazione!

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Flessibilità

La realtà ormai supera anche le testimonianze più drammatiche e toccanti, che abbiamo visto in film di denuncia della precarietà come “L’uomo flessibile” e “Cristalli flessibili’.

Questa è la parte più significativa di una e-mail, inviata in questi giorni al presidente di ATDAL Over40, che aveva scritto al trombone poitico di turno, da parte di un socio milanese:

“Caro Armando, invece di scrivere a qualche coglione disonesto ed in totale malafede, tengo a parteciparti di cosa mi è successo sabato scorso, 4 maggio, intorno alle ore 11:30. Stavo facendo la solita spesa settimanale presso la Coop di Peschiera Borromeo, dove mi ha avvicinato una bella signora (normale, italiana) la quale mi ha sussurrato, molto impacciata e guardando a terra, pressapoco questo:

“mi scusi signore, se le può far piacere io verrei volentieri con lei se potesse pagarmi la spesa oppure aiutarmi in qualche altro modo, purtroppo non riesco più a sopravvivere con il mio stipendio, mi scusi se sono così sfacciata, ormai non so più cosa fare”.

Saluti

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Ripartiamo dal blog

A distanza di quindici giorni circa dalla trasformazione di Spartaco da sito in blog, voglio ringraziare tutti coloro che hanno inviato i loro commenti, ripromettendomi di rispondere più frequentemente ed interagire così in maniera più efficace.

Comunico a tutti i visitatori, inoltre, che è disponibile sul blog il mio intervento alla trasmissione Racconti di vita del 29 aprile 2007, condotta da Giovanni Anversa su RAI TRE.

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