Contestazione globale

In un articolo precedente, scrivevamo che la precarizzazione del lavoro e la vita precaria cui sono costretti milioni di giovani ed almeno un milione e mezzo di lavoratori in età matura in Italia, è sorte condivisa nell’ Europa dei 27 paesi membri, e nel resto del mondo.
Ora troviamo una conferma dove forse meno l’aspettavamo.
Nella Spagna di Zapatero, i giovani vivono le stesse contraddizioni e frustrazioni dei coetanei italiani: permanenza nella famiglia di origine fino a trentacinque anni di età, possibilità di uscire solo in appartamenti in affitto condivisi in tre o più persone, in alternativa mutui per l’acquisto della casa di trenta/quarantanni, e paghe medie di € 785 mensili per gli uomini, di € 573 per le donne.
I giovani laureati ingegneri, architetti, professori universitari e quanti altri arrivano a mille euro al mese, dopo anni di studio, laurea, a volte un master, conoscenza delle lingue e preparazione informatica…
Sembra il ritratto dell’ Italia.
Allora viene da pensare che forse il problema non è avere come premier Prodi o Zapatero, ma che la soluzione del problema è rispolverare un vecchio slogan: contestazione globale come nel ’68, questa volta alla globalizzazione!

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3 thoughts on “Contestazione globale

  1. Riporto una considerazione fra due ipiegati, nel luogo dove io svolgo un tirocinio post laurea:- Tra ICI e luce non riusciamo ad arrivare a fine mese. Più di noi stanno meglio i disoccupati…c’è mammina che paga tutto e loro se ne vanno in giro per festini e pub vari, si fanno le vacanzine pagate da papà…Sono scattata, sono diventata una bestia. Il bello che come risposta ho avuto la proposta di uno sciopero! ma se non abbiamo potere contrattuale, se è un problema europeo,non se ne esce..sono sempre più demoralizzata, più del ’68 dove c’era la speranza, qui forse sarebbe parlare di contestazione disperata col senso del nulla davanti.

  2. Qualche anno fa,

    Furio Colombo, ex direttore dell’ Unità ed esperto di “cose” americane” disse che in realtà negli Stati Uniti non esistono due partiti bensì due correnti dello stesso partito. Era ed è vero perchè le differenze fra partito repubblicano e democratico negli U.S.A. riguardano questioni insignificanti mentre c’è perfetta identità sulle questioni veramente importanti come la politica estera, la politica economica, la politica fiscale, etc.
    Ora mi pare che la stessa situazione si sta verificando in Europa: tra governi di centro destra e socialisti non c’è ormai più differenza apprezzabile. Entrambi gli schieramenti ormai non mettono in discussione la “metafisica” che ci domina in questa congiuntura storica: il turbocapitalismo neoliberista. Ci sono differenze circa il metodo da adottare per tenere in vita il “mostro” ma perfetto accordo sul fatto che il “mostro” va tenuto in vita.
    Non mi m

  3. Non mi meraviglia affatto quindi che nella Spagna di Zapatero ci sia un duplicato della situazione italiana.
    In questo momento la priorità dei governi di destra come di sinistra europei è quella di occultare la priorità del problema del precariato dilagante: spazio quindi sui mezzi d’informazione a problemi minori come i DICO, i preti pedofili, il bullismo a scuola, etc. Tutti problemi indubbiamente gravi ma, poichè riguardano la cronaca o coinvolgono nette minoranze, certamente quantitativamente ( e non qualitativamente )meno urgenti rispetto alla questione del precariato e delle nuove povertà che investe milioni di persone ed è in crescita esponenziale.
    Per questo nessuna organizzazione di destra come di sinistra in quanto funzionali alla “metafisica” turboliberista, puo’ aiutare il precario il quale se vorrà aiutarsi dovrà crearsi da se i propri organi di tutela.

    Un caro saluto a tutti.

    Marco.

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