Flessibilità

La realtà ormai supera anche le testimonianze più drammatiche e toccanti, che abbiamo visto in film di denuncia della precarietà come “L’uomo flessibile” e “Cristalli flessibili’.

Questa è la parte più significativa di una e-mail, inviata in questi giorni al presidente di ATDAL Over40, che aveva scritto al trombone poitico di turno, da parte di un socio milanese:

“Caro Armando, invece di scrivere a qualche coglione disonesto ed in totale malafede, tengo a parteciparti di cosa mi è successo sabato scorso, 4 maggio, intorno alle ore 11:30. Stavo facendo la solita spesa settimanale presso la Coop di Peschiera Borromeo, dove mi ha avvicinato una bella signora (normale, italiana) la quale mi ha sussurrato, molto impacciata e guardando a terra, pressapoco questo:

“mi scusi signore, se le può far piacere io verrei volentieri con lei se potesse pagarmi la spesa oppure aiutarmi in qualche altro modo, purtroppo non riesco più a sopravvivere con il mio stipendio, mi scusi se sono così sfacciata, ormai non so più cosa fare”.

Saluti

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6 thoughts on “Flessibilità

  1. Ciao a tutti.

    la testimonianza riportata in blog è tragica ma la cosa che più spaventa è che nessuno pare più spaventarsi di episodi come questo.
    Oramai tutto è diventato tragicamente normale: è normale la condivisione abitativa con degli sconosciuti, il lavoro nero, il precariato cronico, le vecchiette di 80 anni che vengono sbattute fuori di casa perchè il padrone di casa ha più convenienza a metterci 6 marocchini o rumeni, la signora che offre prestazioni sessuali in cambio di cibo, etc.
    Nessun partito, nessuna organizzazione, nessun filantropismo ci potrà aiutare se non ci aiutiamo da soli.
    Solo fondando un movimento di opinione che agisca a livello legislativo e aziende di precari per precari forse, e dico forse, non è troppo tardi per evitare la catastrofe.
    in caso contrario restano aperte due vie: o quella del prosieguo del mutamento antropologico in atto che rende “digeribili” c

  2. in caso contrario restano aperte due vie: o quella del prosieguo del mutamento antropologico in atto che rende “digeribili” cose fino a ieri inaccettabile per le coscienze o lasciare la strada aperta al black block.

    Serena settimana a tutti.

  3. Caro Marco,
    credo che si possano riprendere alcune delle tue idee.
    Per quanto riguarda un movimento di opinione che agisca a livello legislativo, almeno per i lavoratori over 40, cinque anni fa è nato ATDAL, di cui trovi i link ai primi due posti della lista.
    Per quanto riguarda i lavoratori precari giovani ed in età matura, Spartaco si propone di costruire un’alleanza tra loro a partire dai luoghi di lavoro, pur conoscendo le enormi difficoltà da superare per far nascere un movimento dal basso.
    Ma non abbiamo scelta!
    Ci muoviamo sulle sabbie mobili, possiamo essere licenziati in qualsiasi momento, i padroni dei call-center, arrivano a minacciare la delocalizzazione in Romania o paesi simili, di fronte ad una
    semplice richiesta di confronto anche da parte dei sindacati confederali.
    Perciò dobbiamo agire con molta prudenza, senza rinunciare all’ azione: ti propongo di incontrarci, magari cominciando a scambiarci il N

  4. Ci muoviamo sulle sabbie mobili, possiamo essere licenziati in qualsiasi momento, i padroni dei call-center arrivano a minacciare la delocalizzazione in Romania o paesi simili, di fronte ad una semplice richiesta di confronto anche da parte dei sindacati confederali.
    Perciò dobbiamo agire con molta prudenza, senza rinunciare all’ azione: ti propongo di incontrarci, magari cominciando a scambiarci il N

  5. grazie Rosi veramente interessante l’articolo!! lo pubblicherò sul Blog Over40. Sono studi importanti per fronteggiare i tanti “luoghi comuni” degli “scienziati” dell’economia che ci stanno pugnalando da anni, centralizzando il profitto (di pochi) a scapito del “lavoro” e dei lavoratori (i tanti).

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