Internazionalismo capitalista

“Mala tempora currunt”: l’internazionalismo proletario è morto, ma quello padronale è vivo e vegeto. Ecco un’ offerta di lavoro comparsa in questi giorni:
*OPERAI GENERICI POLACCHI*
Interim25 Italia S.p.a.
Sede: * Regione Veneto – Treviso provincia *
REQUISITI: – MAX 36 ANNI – SERIETA’ E BELLA PRESENZA – MINIMA CONOSCENZA DELLA LINGUA ITALIANA – BEN ACCETTE CONOSCENZE TECNICHE NEL SETTORE DEL LEGNO SI OFFRE: – CONTRATTO BIENNALE CON PROSPETTIVA DI ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO – FORMAZIONE PROFESSIONALE – POSSIBILITA’ DI ALLOGGIO – MENSA INTERNA INIZIO MISSIONE: OTTOBRE 2007 ZONA DI LAVORO: – PORTOBUFFOLE’ E MANSUE’ (TREVISO) – PRATA DI PORDENONE inviare CV …
Alla faccia dei disoccupati italiani giovani ed in età matura!
Non vogliamo fare una discriminazione etnica al contrario: ci preme sottolineare che al capitale poco importa dell’etnia dei lavoratori, quello che conta è il dominio sulle classi subalterne: chi può lavorare lo sceglie lui, non funziona così anche il caporalato per i cantieri edili?

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2 thoughts on “Internazionalismo capitalista

  1. Trovo estremamente grave due cose: in primo luogo che l’annuncio riporti chiaramente la dizione “operai generici POLACCHI” . Quel “polacchi” è discriminatorio nei confronti dei lavoratori di altra nazionalità, specialmente italiana. In secondo luogo trovo estremamente grave che il governo italiano, il quale, come tutti i governi del mondo, ha il dovere di tutelare innanzitutto i cittadini della nazione che conduce, permetta la pubblicazione di simili annunci.
    Gli immigrati fanno comodo a tutti: alla destra perchè permettono agli imprenditori di risparmiare notevolmente sui costi per le maestranze e di infrangere le leggi sul lavoro senza temere lamentele da parte dei lavoratori, alla sinistra perchè ci si nutre della vana speranza che i lavoratori immigrati votino in una certa direzione.
    Finiamola con i buonismi da quattro soldi una volta per tutte e garantiamo solo ai lavoratori che esigono il rispetto delle norme sul lavoro il diritto alla solid

  2. Finiamola con i buonismi da quattro soldi una volta per tutti e garantiamo solo ai lavoratori che esigono il rispetto delle norme sul lavoro il diritto alla solidarietà e alla tutela sindacale.
    Il lavoratore in regola deve denunciare non solo le imprese che utilizzano maestranze in nero ma anche chi accetta di lavorare in nero o per stipendi ridicoli: costoro sono nemici del lavoratore non meno di quanto lo siano i “corsari” dell’imprenditoria italiana o una determinata parte politica.

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