Non aspettiamoci niente

Ieri sera tardi ho seguito un dibattito televisivo su Rai tre. Protagonisti della trasmissione per la sinistra Enrico Letta, per la destra un più coerente rappresentante di cui non ricordo il nome. (Ronchi – AN, NdW)

Enrico Letta, forse futuro leader del partito Democratico, ha esposto il suo programma politico. Esso poggerà su due pilastri di cui lo stesso Letta ha fatto nome e cognome: libertà e sicurezza. Secondo lui, i due aspetti sono inscindibili: non ci può essere libertà senza sicurezza; non è vero ( sempre secondo il “nostro” ) che una maggior sicurezza restringe la libertà individuale ma, al contrario, non so tramite quale specioso ragionamento, la espande.

Due considerazioni:

– prendiamo atto una volta di più che il programma politico dei leaders di sinistra è identico a quello dei leaders di destra. Con la differenza ( come faceva giustamente notare il contradditore di Letta ) che la gente tra l’originale e la copia preferisce sempre l’originale;

– davanti a priorità drammatiche come il precariato lavorativo, l’emergenza casa, l’emergenza nuova povertà, etc.. ci si domanda come sia possibile insistere su questioni minori e demagogiche come appunto quello della “sicurezza”. Il problema della sicurezza si risolve a monte non a valle ossia dando risposte di carattere sociale: posti di lavoro seri ( e non precari ) , politica edilizia seria, stato sociale da ricostruire, etc .. e non installando telecamere ai semafori o vietando agli immigrati di pulire i vetri delle macchine. L’arma della “sicurezza” ha lo scopo ben preciso di terrorizzarci affinchè, sentendoci circondati dai barbari, la gente accetti qualsiasi provvedimento atto a restringere le libertà personali e quindi democratiche.

Nessuno si faccia illusioni: siamo soli a combattere la nostra battaglia.

Nessun aiuto nè da sinistra nè da destra, nessun aiuto dalla legislazione, nessun aiuto di gran parte della Chiesa italiana, nessun aiuto dai sindacati, poco o nessun aiuto dagli intellettuali a vario titolo.

E così mentre alla Biennale divampa il dibattito, sul tema di capitale importanza di un incremento degli stanziamenti di stato per il cinema d’autore, la vita dei lavoratori dipende drammaticamente sempre più da ignobili cooperative ( di cui credo parlerò in un prossimo post ) e il paese naufraga fra l’indifferenza generale. Tutto ciò ci deve rendere consapevoli di una cosa: non aspettiamoci niente da questa sinistra fotocopia ( e per giunta malriuscita ) della destra: i precari italiani possono contare solo sulle loro forze e sulle loro organizzazioni per uscire dalla palude.

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One thought on “Non aspettiamoci niente

  1. Caro Marco,
    non dimenticarti che i parlamentari attuali sono rappresententi dello stato borghese, anzi delle segreterie dei partiti borghesi, e come tali si comportano.

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