In questo mondo libero di Ken Loach

Quando ci si accosta ad un film di Ken Loach, si è quasi certi di non rimanere delusi: è ciò che accade anche con questa ultima opera, in cui viene ripreso il tema del lavoro, già trattato in “Riff, Raff” e in “Piovono pietre”, ambientati nell’ Inghilterra di Margareth Tatcher ed in “Paul, Mick e gli altri”, nel periodo della privatizzazione delle ferrovie britanniche.
Il soggetto del film è la discesa all’inferno della classe lavoratrice iniziata nei primi anni ’90 e proseguita all’alba del 2000, cui la globalizzazione ha dato il colpo definitivo con l’ampliamento della platea della forza lavoro disponibile sul mercato mondiale: russi, cinesi, brasiliani, indiani, africani, dell’ Europa dell’ Est , tutti in “offerta” sul mercato delle braccia per salari più bassi e condizioni di vita peggiori di quelle riservate ai colleghi dell’ Europa dell’Ovest.
La protagonista è una giovane donna intraprendente e senza scrupoli, alla quale neppure la disavventura del rapimento del figlio ad opera di un gruppo di immigrati sfruttati insegnerà nulla: siccome nell’epoca della globalizzazione sfrenata, fino ad allora ha preso solo calci nel culo dai padroni, ha deciso di rifarsi organizzando una sorta di agenzia interinale per lavoratori clandestini basata su caporalato, lavoro a giornata, precarietà e morti sul lavoro.
Il dialogo con l’anziano padre, che le rinfaccia il suo cinismo, è illuminante: per lei lui è un fallito, lei invece costruirà qualcosa di importante per sé e per suo figlio, non importa se passando come un carro armato sulle vite degli altri.

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7 thoughts on “In questo mondo libero di Ken Loach

  1. Segnalo anche un altro film sul tema “precariato e dintorni” che mi propongo di andare a vedere.
    Si tratta dell’ultimo film di Silvio Soldini con Antonio Albanese “Giorni e nuvole”. Come la perdita improvvisa del posto di lavoro può sconvolgere la vita di una famiglia agiata.
    Albanese, già protagonista de “L’uomo flessibile”, conferma la sua sensibilità rispetto ai disagi creati dal precariato.

  2. Domani vado a vederlo con Marco poi facciamo una bella recensione , cosa ne dite se organizziamo una manifestazione dei precari lombardi ?

  3. D’accordo sulla manifestazione di precari lombardi.
    Sulla recensione a mio giudizio è inutile farne un altra dal momento che quella di Fedele ha già focalizzato il contenuto fondamentale del film (la trasmutazione della tavola di valori)e il conseguente messaggio diretto al pubblico.
    Tutt’al più in sede di commento si potrà inserire qualche approfondimento.

  4. Sig. Marco , mi permetto di dissentire , nonche’ il Sig. Fedele non sia un esperto cinematografico, un conto e’ un commento sui contenuti un altro e’ una critica recensiva con scopo costruttivo.

  5. Sono appena tornato dal cinema , buon film anche se tocca aspetti molto piu’ crudi del precariato come l’immigrazione e lo sfruttamento di clandestini si se vogliamo anche questo e’ precariato…..voto 6.5

  6. Mi sembra che la cosa più importante sia l’organizzazione di un manifestazione dei precari lombardi!
    In ogni caso ben vengano film come “In questo mondo libero…” e “Giorni e nuvole “, e tutti i commenti costruttivi possibili.

  7. Sono d’accordo ma abbiamo bisogno di esposizione mediatica altrimenti ci troviamo in 5 il che sarebbe peggio di non farla poiche’ ci bruceremmo, per questo dobbiamo chiere aiuto

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