Referendum: Noi precari esclusi pronti a votare no

Quest’estate il governo Prodi ed i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) hanno sottoscritto un accordo su pensioni e mercato del lavoro che sottoporranno ai lavoratori, che lo dovranno approvare in una consultazione nei posti di lavoro l’8-9-10 ottobre. L’accordo viene presentato da tutti, governo, sindacati ed anche da Confindustria, come il migliore possibile per garantire un futuro ai pensionati e soprattutto ai giovani.
Tutto sembra procedere per il meglio, ma da subito emergono non solo le perplessità di circostanza ma tutte le gravi insufficienze dell’accordo: non cancella ma diluisce soltanto lo «scalone» di Maroni, conferma sostanzialmente la Legge 30 e quindi il futuro di precarietà per milioni di giovani (e meno giovani). Non solo: penalizza le lavoratrici ed i lavoratori, facendoli lavorare più a lungo, rende una beffa il miglior trattamento per i lavori usuranti limitandolo a 5000 lavoratori l’anno, introduce una sorta di scala mobile al contrario tagliando i coefficienti, riduce i contributi per gli straordinari, permette che i contratti a termine durino oltre i 36 mesi, rendendo il destino precario per milioni di giovani per i quali, inoltre, il limite del 60% delle pensioni più basse è solo un’ipotesi allo studio. Ma che bel futuro che ci hanno disegnato!
Per questi motivi questo accordo è stato immediatamente condannato da tutto il sindacalismo di base, dai centri sociali e da tutti coloro che da anni si battono contro la precarietà. Anche la discussione nella Cgil porta la Fiom ad annunciare la propria contrarietà. Un no secco, che potrà avere anche conseguenze sulla consultazione.
Da Montezemolo agli esponenti del partito democratico, passando per i sindacati, un fiume di insulti e di accuse di irresponsabilità per una componente sindacale, la Fiom appunto, che si rifiuta semplicemente di sottoscrivere un accordo che penalizza le lavoratrici e i lavoratori, soprattutto quelli precari e precarie, i disoccupati, i migranti e le migranti, gli studenti e tutti i nuovi lavoratori della conoscenza, della cultura, dello spettacolo, ma anche tutto il mondo della parasubordinazione che è completamente escluso dalle misure previste dall’accordo.
Guarda caso infatti sono proprio questi i soggetti esclusi dalla consultazione dei sindacati confederali a cui invece possono per paradosso partecipare milioni di pensionati dal futuro «garantito». Si legittima così l’accordo senza nulla chiedere a quelli che ne sono più coinvolti. E’ una ferita alla democrazia e alla rappresentanza delle organizzazioni sindacali, sociali e politiche. Una nuova frattura, dopo le molte aperte in questo anno di governo, sulla base di Vicenza, sulla guerra, i diritti civili per le persone glbtq, il tema del securitarismo: troppe, per chi ancora una volta deve sentirsi escluso dalla partecipazione democratica. Troppe per chi pensa che nessuno ha il diritto di decidere escludendo e recintando. Troppe per una generazione di studenti e precari a cui è stato letteralmente rubato il futuro. Non ci vogliono far contare ma non siamo dei fantasmi e vogliamo farci sentire.
Siamo movimenti, sindacati di base, centri sociali, precari, migranti, senza casa, studenti, lavavetri, writers e senza diritti: dobbiamo trovare il coraggio di alzare la voce e di unirci ai guastafeste della Fiom. Dovremmo farlo con assemblee, azioni di denuncia della nostra condizione di precarietà ma soprattutto urlando il nostro no nella consultazione sull’accordo, e anche organizzandoci per andare a votare e per far votare laddove veniamo sfruttati, nei territori, nei Municipi, nei centri sociali, nelle scuole e nelle università, per le strade.
Organizziamo questa partecipazione dal basso partendo da noi ma con la capacita di parlare a tutti, associazioni, cooperative, intellettuali, artisti e mondo della cultura in genere, trasformando la sgrammaticata antipolitica in domanda sociale autorganizzata. Vieni a votare no dal 6 al 10 ottobre. Cerca il seggio piu’ vicino su www.consultazioneprecaria.org

Cobas, Action, M. Marcelli e G. Cremaschi (Rete 28 Aprile Cgil), Csoa Corto Circuito, Factory Occupata, Csoa Spartaco, Csoa La Strada, Spazio Sociale 32, Ass. Movimenti, Comitato quartiere Alberone, Giovani Comunisti/e, Leoncavallo Spa, Csoa Depistaggio, Csoa GrottaKapovolta, Ass. Duumchat hu

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5 thoughts on “Referendum: Noi precari esclusi pronti a votare no

  1. ….ci siamo anche noi, over 40 inoccupati e senza ammortizzatori e visto che siamo tutti invisibili facciamo una bella manifestazione a Roma con addosso dei lenzuoli bianchi, proprio come dei fantasmi, e le parole d’ordine scritte sulla tela bianca “invisibili per la costituzione”, “invisibili per lo stato”, “invisibili per la previdenza” e gridiamo tanti “Buuu, Buuu, Buuu” proprio come fanno i fantasmi, mettiamo le nostre firme su un lungo rotolo di tela bianco e lo consegnamo a qualcuno che decideremo: pacifici, visibili nell’invisibilità delle istituzioni e tanti come non se ne sono mai visti….la proposta è seria

  2. pochi giornali nazionali hanno parlato su quanto accaduto a Napoli.
    La Fillea Cgil di Napoli, il sindacato degli edili della Cgil ha licenziato un suo dipendente colpevole di avere denunciato i vertici dell’ispettorato del lavoro per violazione del segreto istruttorio.
    Per Ciro sono state presentate interrogazioni parlamentari, oltre trenta parlamentari hanno firmato un appello per il suo rientro in Cgil e metà del consiglio comunale di Napoli ha votato in suo favore.
    Tutto quello che è accaduto lo trovi su Google News e Google Web alla voce Crescentini+Cgil e sul blog il Mattone Selvaggio http://www.mattoneselvaggio.blogspot.com
    Ti prego intervieni.
    Intanto ti chiediamo di aderire all’appello che manderemo ad Epifani nei prossimi giorni.
    ———————————————

    Solidarietà a Ciro Crescentini licenziato dalla Fillea-Cgil Napoli un dirigente sindacale conosciuto e stimato per la sua attivita’ a favore

  3. Ciao, all’Università di Cagliari ho chiesto se potevo aver diritto al voto come disoccupata. Mi hanno detto con un sorriso, che non ero autorizzata in quanto non titolare di contratto di lavoro. Sono rimasta allibita!

  4. CARI AMICI

    Sono una consulente e ho rapporti di lavoro con la Cassa Edile della provincia di Agrigento.
    Ciò che succede in Campania negli enti bilaterali tipo Casse Edili e Scuole Edili è niente in confronto di cosa succede in Sicilia ed in particolare ad Agrigento.
    Tutti i vertici provinciali e regionali di tutte e tre le sigle sindacali, facente parte del consiglio d’amministrazione dovrebbero vergognarsi. Assieme al presidente , direttore e consiglieri assumono i propri figli e nipoti con dispregio del CCNL degli Edili e dello statuto della Cassa Edile VERGOGNA.
    Le assunzioni si dovrebbero fare per selezione e per professionalità, così recita il CCNL.
    Ma ad essere assunti per linea diretta sono sempre loro, i soliti parenti dei direttori, presidente e sindacalisti, mentre i figli dei poveri lavoratori, che finanziano gli Enti con i loro contributi, devono emigrare per poter trovare un posto di lavoro, VERGOGNATEV

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