Loach, Soldini, vecchia e nuova morale

Buongiorno a tutti.

Sono reduce dalla visione di entrambi i film dedicati al tema del mondo del lavoro in programmazione in questi giorni nelle sale. Vederli entrambi è stato non semplicemente interessante ma più precisamente istruttivo. Istruttivo perchè rappresentano bene il tema cruciale cui un precario deve oggi far fronte: quello della trasmutazione dei valori.

Prendiamo i due protagonosti dei film: Angie nel film di Ken Loach e Michele (l’ottimo Antonio Albanese) in quello di Soldini. Angie riesce ad emergere e ad arricchirsi nel momento in cui getta a mare la tavola dei valori trasmessagli dal padre per adottarne una nuova; Michele naufraga proprio a causa dell’ostinata volontà di mantenere a tutti i costi l’etica cui Angie ha rinunciato. La scelta appare drammatica: la differenza fra l’appartenere alla classe dei sommersi o dei salvati (per dirla alla Vittorini) dipende dalla fedeltà o meno alla tavola di valori tradizionale di matrice, pur con importanti differenze, cattolica o comunista oppure, ed è la stessa cosa, dall’adozione della nuova tavola di valori di matrice neo borghese caratterizzata da cinismo e spietatezza. Rinunciare alla propria umanità per non naufragare materialmente (Angie) o rinunciare al proprio benessere materiale per mantenere la propria umanità (Michele) ? Scelta estrema: in entrambi i casi il prezzo da pagare è altissimo. Apparentemente sembrerebbe che Angie ha fatto la scelta migliore, più logica, per certi versi più “sana”. Il messaggio fondamentale frutto della visione in parallelo dei due film potrebbe riguardare il fatto che la vecchia morale tradizionale rende vulnerabili, inadatti alla competizione “in questo mondo libero” e quindi, come naturale conseguenza, bisogna rinunciarvi. Ciò potrebbe essere vero se la scelta si riducesse alle due alternative sopra esposte.

Ma esiste una terza via che consente di mantenere la propria umanità senza rischiare di giocarsi tutto: è la via della solidarietà. Solo con la solidarietà di classe (la classe dei “sommersi”)si evita quella competizione fra poveri che li degrada umanamente e si propongono rivendicazioni economiche collettive che evitano almeno le derive economiche più catastrofiche. E’ significativo che nè Angie prima di emergere, nè Michele abbiano in qualche modo cercato l’allenza di chi come loro era “sommerso”: entrambi hanno cercato una soluzione individuale ed entrambi, seppure in due modi diversi rinunciando alla propria umanità l’una e al proprio benessere materiale l’altro, hanno fallito. E allora io personalmente voglio ricavare un messaggio dalla visione dei due film. Un messaggio che non emerge con chiarezza dal punto di vista cinematografico (in quanto non rappresentato) ma tuttavia soggiacente e presentissimo: solo la solidarietà oggi ci permette il lusso di non essere costretti a diventare disumani per sopravvivere.

718 Visite totali, 1 visite odierne

3 thoughts on “Loach, Soldini, vecchia e nuova morale

  1. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli iscritti del blog del suddetto srcitto in particolare vorrei conoscere il parere di fedele, io trovo questo scritto stupendo , Marco in questo e’ maestro.

  2. Penso che sia un ottima recensione.
    D’altra parte l’importanza della solidarietà
    di classe è anche nel mio articolo “Diseguaglianze e solidarietà” del mese di aprile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *