Chi ci ridarà quello che abbiamo perso per sempre?

Pubblichiamo la lettera di una socia indirizzata al presidente di Atdal

…E’ diventato buio, o meglio il buio s’è impossessato di noi…

In questi anni persone giovani e over, donne e uomini si sono battuti alla una continua ricerca di equilibrio senza abbandonarsi a pianger su se stessi, ma hanno elaborato piani di sopravvivenza utilizzando tutta quell’elasticità mentale, lavorativa ed esistenziale così largamente declamatata dai “ nostri supervisori” (politici, datori di lavoro, agenzie interinali etc.) la differenza fra noi e loro sono una scrivania e una “poltrona”; una pseudo-barricata , minima se si vuole, ma così efficace da non lasciar arrivare la giusta e totale corrispondenza fra le due fazioni.
Da una parte il datore di lavoro con obiettivi ben precisi: massima rendita con poca spesa, quindi la/il giovane è il candidato migliore, contratti a progetto o similari, poche spese, nessuna garanzia di lavoro a tempo indeterminato… si cambia la dicitura della mansione e il gioco è fatto(come dice il proverbio? Fatta la legge, trovato l’inganno) tanto son giovani…(conosco giovani di 28/30 anni che non hanno ancora un lavoro fisso non si possono permettere una casa una famiglia perché son giovani) .Dall’altra parte un popolo sempre più over (perché i giovani prima o poi diventano vecchi basta guardare le offerte di lavoro – cercasi impiegato… operaio… ingegnere… centralinista… operatore ecologico… max 26 anni…) alla disperata ricerca di un reinserimento o un miglioramento dell’occupazione.
Le agenzie interinali sono, per me, una forma di razzismo evoluta.
Ti chiamano ti mettono in mano quintalate di carta, ti chiedono la mansione, e tu stai là a guardare la ragazza/o 23enne che ti sta intervistando con aria compiaciuta distante per niente interessata a ciò che le/gli stai dicendo (e dentro di te ti domandi ma dove son capitata/o?)sorridi e tenti di fare presente che hanno anche in archivio un curriculum ben dettagliato…ma la ragazza/o imperterrita continua il suo soliloquio… -sa la posizione X è stata già coperta… (sorriso compiaciuto…, vecchietta/o dove credi di andare??…) apri la bocca per reclamare…ma la “selezionatrice/ore” ti previene dicendoti… che comunque era necessario per la tua iscrizione per la banca dati…non si sa mai…
È qui che il buio cade e ti avvolge… improvvisamente… È un buio fatto di menefreghismo, di supponenza, che sa di abbandono, di svalutazione, un buio d’anarchia cattiva, dove tutti si permettono tutto, anche di usare il tuo tempo la tua speranza per la farsa di un “non si sa mai!”
A 53 anni credo di potermi permettere di urlare che non ne posso più… che io come milioni di persone giovani e meno, non ne possiamo più!!! Che i miei figli non ne possono più! Siamo stanchi dei lavori precari, siamo stanchi di alzarci al mattino mendicando un’occupazione seria dove lavoratore e datore di lavoro s’incontrano per edificare, progettare, costruire una solida alleanza proficua per tutti e due, siamo stanchi di NON AVERE PIU’ UN FUTURO E UNA GIUSTA PENSIONE (e chi ci arriverà alla pensione? Se già noi 50enni siamo “fuori”… i ns figli che faranno?).
I politici parlano seduti comodamente sulle loro poltrone pre-riscaldate dai loro predecessori poltrone ben pagate, rassicuranti , poltrone a tempo indeterminato (al massimo possono cambiare il colore, ma la pelle è sempre “certa”) ci chiedono sacrifici, ci tolgono un pezzo di qua un pezzo di là, chiedono i ns voti perché LORO cambieranno tutto…
Non è cambiato nulla, il buio è rimasto tale , anzi in quest’orgia “INCOLORE” s’aggirano ombre di un passato oramai troppo lontano e di un futuro improbabile… CHI CI RIDARÁ QUELLO CHE ABBIAMO PERSO PER SEMPRE???

Luisi Maria Clara “OVER”

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2 thoughts on “Chi ci ridarà quello che abbiamo perso per sempre?

  1. Rispondo indirettamente a Luisa.
    Nella sua domanda “Chi ci ridarà quello che abbiamo perso per sempre?” è già impilicita la risposta in quel “per sempre” finale. Nessuna organizzazione partitica, ecclesiastica, sindacale ci ridarà quello che è perduto per sempre: queste organizzazioni, nella migliore delle ipotesi, possono solo rallentare il processo di declino e la conseguente catastrofe finale. Le agenzie interinali sono nate negli USA con la finalità di garantire posti di lavoro provvisori per far fronte alle urgenze più pressanti fra un posto di lavoro stabile e l’altro. In Italia sono diventate la forma visibile e più spettacolare della precarizzazione trasformando l’eccezione in regola. Ma il vero problema italiano è un problema etico: in Italia nessun ente istituzionale di qualsiasi tipo è configurato eticamente. Dallo stato alla chiesa, dal mondo del lavoro al campionato di calcio nulla è incorr

  2. Dallo stato alla chiesa, dal mondo del lavoro al campionato di calcio nulla è incorrotto.
    Sempre più forte è la sensazione che se non ci diamo una mano da soli nessuno interverrà per aiutarci.

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