La nostra lunga marcia

Cari amici, concordo con Fedele nel sostenere che solo una federazione che riunisca il pulviscolo di enti che lottano contro il precariato può essere efficace. Ritengo anzi auspicabile la nascita di un partito incentrato quasi solo ed esclusivamente sui temi del mondo del lavoro che raccolga le adesioni di gran parte dei precari italiani.

L’anno appena concluso è stato difficilissimo: i precari in Italia sono 7.500.000, cioè un terzo della forza lavoro e con un trend in continuo aumento. Di quei 7.500.000 circa 1.500.000 non cercano più lavoro avendo perso ogni speranza: si aggiungano poi ai precari il numero dei disoccupati cronici che vanno ad ingrossare le file dei poveri o poverissimi. Poichè il precariato economico spessissimo implica anche quello esistenziale appare preoccupante l’aumento di consumo di psicofarmaci e droghe specie nelle grandi città: anche su questo fronte le aride cifre sono più eloquenti di mille parole. Non esagero quindi se dico che alcuni di noi sono giunti al termine dell’anno letteralmente con la sola forza della disperazione. Lo dimostrano post come quello del 12 dicembre dove perfino l’ipotesi di farla finita come possibile soluzione di tutti i mali, entra drammaticamente in gioco.

E allora che dire, che fare ?

Noi siamo stati confinati dalla civiltà dei consumi, contro la nostra volontà, in un luogo esistenziale, che chiameremo “il luogo del precariato”, iniquo e violento: iniquo perchè profondamente ingiusto e ripugnante a qualsiasi coscienza che abbia in sé ancora un residuo di umanità; violento perchè coattivo, intimidatorio, ricattatorio, disumano. Noi da questo luogo vogliamo uscire, e ci usciremo, intraprendendo la nostra “Lunga Marcia” : una marcia che, come tutte le marce di emancipazione dall’iniquità e dalla violenza, imporrà il pagamento di un prezzo altissimo. Si tratta di un prezzo fatto di incomprensione, di tentativi di marginalizzazione, di manovre violente e poliziesche, di bombardamento mediatico, in qualche caso perfino di derisione. L’Italia è il paese dove, in occidente, l’esperimento iniquo e violento volto al nostro confinamento appare particolarmente spietato e cattivo.

La nostra Lunga Marcia deve rappresentare qualcosa di veramente alternativo, anzi di totalmente alternativo rispetto a questo esperimento: dove la civiltà dei consumi parla di competizione spietata noi parleremo di solidarietà e coesione; dove la civiltà dei consumi decide le regole del gioco e subito dopo ne proclama l’ ineluttabilità come fossimo delle pedine, noi ci faremo le nostre di regole basate su ben altri fondamenti etici; dove la civiltà dei consumi utilizza in modo manipolatorio il suo linguaggio mass mediatico per indottrinarci noi useremo il nostro di linguaggio dove le cose sono chiamate col loro nome senza ipocrisia.

Io credo che noi non dobbiamo tentare di integrarci nella civiltà che ci ha confinati come se, dopo essere stati cacciati dalla porta tentassimo di rientrare dalla finestra. Non si tratta di integrarci per il semplice fatto che non lo permetteranno e non lo permetteranno perchè, come stanno ampiamente dimostrando, non ci vogliono. Oppure lo permetteranno nella misura in cui ci potranno sfruttare: sarebbe un imperdonabile ingenuità credere che gli stessi che ci hanno esiliato ci possano riaccogliere se non come loro servi. Il traguardo di questa Lunga Marcia non può essere allora la reintegrazione in qualcosa di preesistente al nostro esilio ma bensì la fondazione di qualcosa di totalmente nuovo. Non bisogna farsi illusioni : sarà una marcia, la nostra, irta di difficoltà e, in alcuni momenti, assumerà perfino i tratti di un Calvario prima di condurci fuori dal ghetto, alla luce del sole. Tuttavia non sono richiesti particolari requisiti per partecipare a questa autentica maratona che ci apprestiamo ad affrontare: è sufficiente la volontà di uscire dal ghetto.

Infine è soprattutto ai più disperati che mi rivolgo: in questo momento difficilissimo, in questo luogo iniquo e violento in cui siamo stati esiliati dalla spietatezza della civiltà dei consumi è più importante che mai non perdere la luce a costo di continuare a sperare contro qualsiasi evidenza e a costo di ignorare i generatori di negatività che col loro cinico realismo non fanno che ripeterci che ci dobbiamo rassegnare a viverci, anzi a morirci, in questo luogo iniquo e violento. Per non perdere la luce la prima cosa da fare è non restare soli e per non restare soli innanzitutto occorre partecipare: abbiamo ancora un patrimonio di idee, anzi di ideali, che insieme alla solidarietà rappresentano la nostra sola ricchezza. Questa ricchezza si può, anzi si deve, spendere all’interno delle organizzazioni che ci rappresentano se necessario anche per cambiarle qualora non soddisfino. In secondo luogo si eviti che un malinteso senso di dignità impedisca di chiedere aiuto a chi può darcelo: un precario di mia conoscenza mi diceva tempo fa di essere rovinato soprattutto a causa dell’ eccesso di orgoglio e della cieca ostinazione con cui si è rifiutato di chiedere aiuto. Aveva ragione naturalmente.

La nostra Lunga Marcia è appena iniziata: coraggio.

573 Visite totali, 1 visite odierne

2 thoughts on “La nostra lunga marcia

  1. Caro Marco,
    anch’io concordo con quello che scrivi, ma se non cominciamo a far seguire alle parole i fatti, partecipando alle assemblee ed alle iniziative del movimento antagonista (sindacalismo di base e P.C.L.), sarà difficile cambiare qualcosa!

  2. Cari compagni di Spartaco,

    vi comunichiamo che il nuovo sito internet del Coordinamento
    Sindacale Nazionale Eunics si trova all’indirizzo
    http://www.eulav.net
    Vi chiediamo gentilmente di inserire un link verso la nostra
    Home page in modo da aiutarci ad essere più visibili su internet.

    Trovate alcuni piccoli banner da utilizzare per il link all’indirizzo
    http://www.eulav.net/banner.html

    Saluti fraterni
    Gennaro Molino
    Redazione del Coordinamento Sindacale Nazionale Eutelia ex
    Eunics on-line

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *