Norberto Bobbio diceva sulle differenze tra destra e sinistra

«Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza».

«La differenza fra sinistra e destra è fra chi prova un senso di sofferenza di fronte alle disuguaglianze e chi invece non lo prova e ritiene, in sostanza, che al contrario esse producano benessere e quindi debbano essere sostenute. In questa contrapposizione vedo il nucleo fondamentale di ciò che è sinistra e di ciò che è destra»

«Sarei tentato di dire che la distinzione va al di là delle semplici idee politiche, è un elemento quasi antropologico».

Ora, se io concordo con questo, qualcuno potrebbe spiegarmi: “Che cavolo sta facendo questo organismo geneticamente modificato e mostruoso che siede sui banchi della sinistra e che somiglia così tanto alla destra? E chi si è fregato la vera sinistra di cui parla Bobbio?”

viviana v. (dal sito Ciardulli Domenico)

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5 thoughts on “Norberto Bobbio diceva sulle differenze tra destra e sinistra

  1. Il problema è che ormai in Italia non c’è praticamente più alcuna distinzione fra il programma di governo della destra e della sinistra.
    Berlusconi ha ragione: il programma della sinistra è una fotocopia del programma della destra solo che fra l’originale e la copia gli elettori preferiranno l’originale.
    Di più recentemente Veltroni ha presentato i candidati del P.D. : Colannino in Lombardia, Benetton in Veneto, Artoni in Emilia vale a dire tre rappresentanti di confindustria. Come questi tre rappresentanti del nord produttivo possano fare gli interessi dei lavoratori appare problematico tantopiù che la stessa confindustria, con un cinismo e una spietatezza che la dicono lunga sul degrado etico del mondo del lavoro italiano, si è pronunciata contro le proposte legislative per garantire una miglior sicurezza del lavoro. Infine il neo assoldato Caleano, ex presidente di federmeccanica, ha recentemente incensato il decreto Biag

  2. Infine il neo assoldato Caleano, ex presidente di federmeccanica, ha recentemente incensato il decreto Biagi.
    Riassunto: la destra non prevede la lotta al precariato nei primi sette punti del suo programma, la sinistra pesca a piene mani i suoi candidati dal calderone confindustriale.
    Resta la sinistra arcobaleno che tuttavia presenta con leggerezza i cavalli di t***a massoni ( P.R., Bonino, Mussi ) paladini della globalizzazione e che rischiano di duplicare “l’effetto Mastella” all’interno del partito.

  3. La tua analisi mi sembra corretta, tuttavia
    io non dispero: oggi 8 marzo 2008 centinaia
    di migliaia di donne (e di uomini al seguito) sono scese in piazza per rivendicare il loro diritto all’ autodeterminazione contro Ratzinger, Ferrara, Formigoni e tutti i parrucconi del centro e della destra, come pure
    contro quelli che si annidano nel P.D.
    Noi precari dobbiamo emulare le donne di questo 8 marzo e creare una forte mobilitazione per riempire la piazze e le strade di tutta Italia!

  4. In realtà P.R. e Bonino sono nel P.D. e non nella sinistra arcobaleno, chiedo scusa. Tuttavia l’effetto smottamento che vi stanno producendo (“l’effetto Mastella”) è già evidente.
    Il problema di noi precari è appunto che non ci mobilitiamo abbastanza. Il motivo secondo me è che manca un centro catalizzatore ( un partito, un organizzazione coesa ) in grado di cementare e canalizzare la protesta verso obiettivi definiti che in questo caso non possono essere persone ma istituzioni; mancano personalità di rilievo ideologico e culturale in grado di fare da portavoce alla protesta collettiva; manca infine la coscienza di appartenere a una classe, quella dei precari, che è sfruttata dalle logiche del mercato capitalista.

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