Un altro mondo è possibile

Premier laburista cancella la precarietà …in Australia. (da Liberazione del 21 marzo)
Kevin Rudd, premier del governo laburista australiano, ha decretato la fine dell’impopolare legislazione detta workchoices , introdotta dal precedente governo conservatore. Ha cancellato cioé gli Awas, i contratti di lavoro individuali che consentono al datore di lavoro di licenziare senza giusta causa, con orari di lavoro più lunghi e retribuzioni più basse.
[…]

Ma allora un altro mondo è possibile!
Cosa ci racconterà adesso "l’esimio professor Ichino", grande patrocinatore di una potente banca per negare i diritti ad una parte dei suoi pensionati, e convinto assertore della necessità della precarietà nel lavoro e quindi nella vita?
Come mai in Australia ne possono fare a meno?
Forse perché basta volerlo, ed i padroni nostrani con il supporto di tanto paladino non lo vogliono?!?

467 Visite totali, 1 visite odierne

2 thoughts on “Un altro mondo è possibile

  1. Il problema è che in Italia i politici spesso sono anche imprenditori ossia portatori di interessi privati: c’è la consuetudine a pensare che uno dei mali della politica italiana siano i politici di professione ossia persone che interpretano il loro ruolo istituzionale come fonte di reddito.
    In realtà la politica nella sua accezione originaria presso gli antichi greci si identificava con la filosofia: i primi filosofi-politici infatti consideravano la filosofia come “l’arte del buon governo”. In altri termini erano politici di professione: chi occupava questo ruolo concentrando nelle proprie mani eccessive ricchezze veniva ostracizzato cioè impedito nell’esercizio dell’arte del buon governo.
    E’ infatti evidente che un politico, per avere a cuore il destino della collettività, non può e non deve avere interessi privati che collidono col bene della comunità. Uno stato in cui la politica è funzionale agli interessi de

  2. Uno stato in cui la politica è funzionale agli interessi del capitale non può che trasformarsi in aberrazione: un paese che viene governato come fosse un’azienda.
    Io dico si ai politici di professione e no ai politici prestati alla politica dal mondo imprenditoriale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *