Lassù qualcuno ci ama

Questa è la parte più significativa di una e-mail inviata oggi dal presidente di Atdal al direttivo.

vi trasmetto qualche dato reso noto dall’Assessore al Lavoro della Provincia di Milano nel corso del Convegno Chance di lunedì scorso (21 aprile n.d.r.).
Fate mente locale sul fatto che parliamo della Provincia di Milano (almeno teoricamente una delle più ricche d’Italia) … nel corso del 2007 nella nostra Provincia sono stati assunti 180.000 lavoratori immigrati, in gran parte extracomunitari provenienti dai paesi dell’Est Europa. Il 40% di questi immigrati è laureato, il 30% diplomato, ed il 60% del totale dei 180.000 (circa 108.000 n.d.r.) è stato assunto con contratto a tempo INDETERMINATO. Per contro degli italiani che nello stesso periodo hanno trovato un lavoro nella Provincia di Milano solo il 30% ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato. Le motivazioni date dalle imprese sono che gli immigrati sono più preparati ed hanno ancora quel senso del sacrificio che non si ritrova più negli italiani…

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7 thoughts on “Lassù qualcuno ci ama

  1. Porto una testimonianza personale a conferma del fatto che la scusa padronale secondo cui gli stranieri avrebbero una marcia in più in quanto più disposti a sacrificarsi è del tutto immaginaria.
    A Milano, tra le altre, ci sono due librerie di una certa importanza: la FNAC in Via Torino e la Feltrinelli in corso Buenos Ayres.
    Nella prima più del 50% del personale non è italiano, nella seconda non lo è circa un terzo.
    Io, laureato in materie umanistiche e con un buona conoscenza del mercato librario, ho fatto domanda più volte per lavorare in entrambe senza nemmeno ricevere una risposta.
    Naturalmente potrei portare decine di esempi dello stesso tipo.
    Evidentemente lo spirito di sacrificio non c’entra nulla, anche perchè certi lavori, anche i più umili, gli italiani li hanno sempre fatti.
    Credo che una delle prossime frontiere che la sinistra deve conquistare, se vuole risollevarsi dall’ultimo d

  2. Credo che una delle prossime frontiere che la sinistra deve conquistare, se vuole risollevarsi dall’ultimo disastro elettorale, consista nel valutare con maggior attenzione gli episodi di discriminazione di cui sono vittime gli italiani oltre che quelli di cui sono vittime gli stranieri.
    Nonostante la sinistra nostrana si arrabatti va da se che la gran parte degli stranieri la sinistra non la voteranno mai: o perchè ultra cattolici (sudamericani) o perchè islamici.

  3. Sarebbe ancora più semplice obiettare che certi mestieri gli italiani li hanno sempre fatti e che ormai, come ho scritto sopra, gli stranieri fanno anche lavori che qualsiasi italiano precario, me compreso, accetterebbe immediatamente.
    Il successo che riscuotono gli stranieri nel mondo produttivo italiano si spiega con una pluralità di motivi: si accontentano di 4 soldi, non sono sindacalizzati (non ho mai visto un arabo o un filippino in una manifestazione per rivendicare qualsiasi cosa sotto qualsiasi bandiera) , sono disposti a lavorare in nero, sono disposti a lavorare in qualsiasi condizioni di sicurezza, sono stati educati dalle loro religioni di appartenenza all’obbedienza cieca, i loro risparmi decuplicano il loro valore una volta trasferiti nei paesi di origine, si adattano a condizioni di vita impossibile ( 3 o 4 in un monolocale ), etc.
    Infine mi chiedo come sia possibile che alcune ( e sottolineo “alcune” )attività commerciali al minuto gesti

  4. Infine mi cheido come sia possibile che alcune ( e sottolineo “alcune” )attività commerciali al minuto gestite da cinesi o da arabi possano sopravvivere quando tra i negozi gestiti da italiani si assiste a una vera e propria moria.

  5. Il precariato e’ una cosa seria la disocupazzione ancora di piu’, bisogna contrastarla e vincerla.
    Ma mi creda c’e’ tanta gente che non ha voglia di lavorare per fortuna non tutti , la precarieta’ in ogni caso va sconfitta ma non va confusa con “non ho voglia di lavorare ”

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