Mettiamoci una pietra sopra

Berlusconi esce trionfante dalla consultazione elettorale.

E ne ha tutti i motivi perchè la sua vittoria non è semplicemente una vittoria politica: quest’ultima è solo l’aspetto più visibile e spettacolare del suo successo. Perchè Berlusconi ( e non il popolo delle libertà) ha vinto qualcosa che vale molto di più della maggioranza parlamentare. Berlusconi ha vinto anche e soprattutto perchè ha avuto pieno successo la sua rivoluzione antropologica: infatti è riuscito a cambiare il linguaggio e quindi il pensiero e quindi l’etica del popolo italiano. Grazie al potere mass mediatico ossia il più potente mezzo rivoluzionario che la storia abbia mai conosciuto, Berlusconi è riuscito nel giro di un decennio o poco più a fare quello che nemmeno i più efficienti fra i regimi totalitari erano mai riusciti a fare: cambiare il modo di pensare cioè l’etica (=insieme di norme che regolano la propria visione del mondo e la condotta morale da assumere in esso) degli italiani. E’ riuscito a riprogrammare la tavola di valori etici degli italiani come dimostra il fatto che non solo ha stravinto le elezioni ma che si può permettere di dire qualsiasi cosa che ripugni alla vecchia etica cattocomunista centrata su valori quali la solidarietà, l’uomo al centro dell’economia, etc senza che ciò intacchi minimente la portata dei suoi successi.

Non era facile sostituire la vecchia etica cattocomunista con la nuova etica consumistica caratterizzata da individualismo, competizione, cinismo. Eppure lui c’è riuscito. Ci si domanda oggi perchè Sinistra arcobaleno e gli altri partitelli di sinistra abbiano fallito. Il motivo è molto semplice: hanno fallito perchè sono portatori di un etica arcaica, definitivamente superata dai tempi, spaventosamente invecchiata. E il Partito democratico perchè, pur perdendo le elezioni, ha avuto comunque una discreta affermazione ? Perchè è portatore della nuova etica di cui è portatore Berlusconi: è talmente vero che il programma del P.D. era ed è una fotocopia del programma berlusconiano ( sicurezza, sostegni alle imprese, libero mercato) con un finto riferimento ai problemi del precariato (da risolversi con l’ingaggio nelle file del P.D. di imprenditori i quali avrebbero dovuto così agire contro i propri interessi).

La nuova etica capitalistica, di cui Berlusconi è il massimo rappresentante in Italia, ha divorato tutti i portatori dell’ etica tradizionale italiana: prima a livello di singole coscienze e poi a livello partitico. E’ chiaro che quando una visione del mondo decade nell’animo della gente, decade anche a livello di rappresentanza parlamentare. Così prima sono spariti i partiti di ispirazione (presunta) cristiana (l’attuale U.D.C. ha abolito perfino la parola "cristiano" dal suo simbolo ), poi i partiti di sinistra, esattamente come l’urbanesimo capitalista si è mangiato il vecchio stile di vita paleoindustriale o contadino tipico della provincia. Parlare oggi di solidarietà, stato sociale, comunismo o marxismo o visione cristiana della società significa coprirsi di ridicolo o apparire patetici. Il fatto che la nuova etica non sia solo un fatto politico ma un dato antropologico e culturale profondamente radicato nell’animo collettivo lo dimostra il caso siciliano.

In Sicilia ormai da due lustri si assiste a un fenomeno stucchevole: qualsiasi candidato o programma presenti Berlusconi la vittoria della destra è assicurata da un plebiscito. Alle penultime elezioni il candidato della C.d.L. era Toto’ Cuffaro, ossia un personaggio in odore di mafia, mentre la sinistra aveva candidato Rita Borsellino, cioé uno dei personaggi simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Risultato: ha stravinto Cuffaro. La stessa situazione si è ripetuta in queste ultime elezioni: da una parte un illustre sconosciuto (Lombardo) di un’altrettanto sconosciuta Lista per le autonomie (M.p.A.), dall’altra l’ottima Anna Finocchiaro, uno dei pochi personaggi politici italiani forse presentabile dal punto di vista morale. Risultato: ha stravinto Lombardo. Ora chiedo scusa a qualche siciliano che mi dovesse leggere, ma francamente mi domando se la cosiddetta società civile siciliana con le sue fiaccolate, i suoi lenzuoli alle finestre, i suoi preti antimafia, le sue petizioni esista veramente o non sia piuttosto un’invenzione giornalistica. Oppure non sia espressione, nella migliore delle ipotesi, di un esiguissima parte della popolazione siciliana. Mi chiedo anche se valga ancora la pena per l’attuale P.D. candidare personaggi di spicco nell’isola, che vengono regolarmente umiliati da avversari infinitamente meno presentabili o non sia piuttosto meglio considerare la Sicilia un feudo inespugnabile e quindi dedicarvi il minimo sforzo e riservare i candidati "forti" a qualche altra regione dove presumibilmente raccoglierebbero molti più consensi. Ho fatto l’esempio della Sicilia ma lo stesso discorso si potrebbe fare per la Lombardia e il Veneto.

Ma adesso il problema è che il mutamento antropologico di cui parlo è già avvenuto e si è già consumato. Restano alcune "sacche" in via di esaurimento dove ancora si discute di questioni già archiviate come il conflitto ideologico fra comunisti e fascisti o come la questione del lavoro di sabato su cui si interroga drammaticamente la Chiesa ambrosiana quando ormai è normale lavorare anche la domenica. Sono tutte questioni in over time, fuori tempo massimo che il capitalismo lascia benignamente per ora sopravvivere come vecchi residui del passato. Perchè una tavola etica possa venire modificata non è sufficiente una crisi economica o il carisma di qualche leader o il pensiero di una nuova corrente filosofica. Perchè un etica venga modificata e sostituita da una nuova occorre almeno lo spazio di una generazione ( 25 – 30 anni ). Per questo motivo ricostituire vecchi organismi politici servirà a ben poco (l’idea di Diliberto di ripristinare un partito comunista). E allora che fare ? Io ci metto una pietra sopra in due sensi: in primis perchè considero inutile cercare di fermare un vecchio per quanto splendido sole al tramonto, anzi già tramontato ( la vecchia etica cattocomunista) o fare una battaglia di retroguardia, mentre ormai il fronte della guerra si è spostato immensamente più avanti: avrei l’impressione di essermi rinchiuso in una "riserva" in un attesa senza speranza. Secondo perchè ho l’impressione, che le risposte sul piano politico in un panorama ideologico ormai abbaondantemente borghesizzato siano ormai anacronistiche e se risposte ci sono le vedo solo sul piano individuale. Sul piano politico solo qualcosa di totalmente nuovo può fondare una nuova rivoluzione antropologica che scalzi dalla coscienza collettiva l’etica berlusconiana. Peccato che per il momento non si veda.

 

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