Il fascismo alle porte

Dopo la manifestazione dell’ 8 luglio in piazza  Navona a Roma, chi vuole intendere, intenda!
Non possiamo più indugiare, nè porre più alcuna speranza in leader imbelli come D’Alema e Veltroni.
Nostro compito è schierarci subito con Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Beppe Grillo, Moni Ovadija e Sabina Guzzanti.
E’ in pericolo la democrazia!
Mi rivolgo soprattutto a chi ha vissuto la stagione felice del’ 68, a chi ha provato l’ebbrezza dell’ abbatttimento dell’ autoritarismo in famiglia, a scuola, nelle università e nelle fabbriche.
A coloro che ci hanno provato e ci sono riusciti a cambiare il corso della Storia!
C’ è ancora bisogno di noi: non importa che allora avevamo vent’anni, ed ora siamo prossimi alla fine della terza spanna della vita.
L’aver vissuto la formidabile esperienza del ’68 ci dà una capacità di analisi e  degli strumenti critici , che non solo i ventenni. ma neppure i quarantenni di oggi posseggono.
Perciò poniamoci alla testa del movimento di opposizione a Berlusconi.
Dissotterriamo l’ascia di guerra!

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4 thoughts on “Il fascismo alle porte

  1. Caro Fedele,prendo spunto da quanto dici per ribadire il mio pensiero.Non sono d’accordo con tutto quello che dicono i giornali (anche Liberazione,non ho letto Il manifesto) sulla manifestazione.Ho seguito da radio popolare i vari interventi,in modo particolare quelli di Di Pietro,Guzzanti e Grillo.Occorre dire innanzi tutto che non esistono santuari intoccabili come Napolitano od il Papa. Considero comunque Di Pietro un uomo di destra e Grillo sostanzialmente un qualunquista.Però non dobbiamo comunque scandalizzarci del taglio della manifestazione né del suo contenuto. Queste persone si sono preso lo spazio che la Sinistra e la politica in generale ha loro lasciato.Quando c’è il vuoto il primo che arriva se ne appropria per cui sia Veltroni che Sansonetti devono solo fare il mea culpa.
    Uno per oggettiva incapacità di capire ciò che sta accadendo oltrechè per scelte oramai irreversibili,l’altro perché dovrebbe ammettere il falliment

  2. Uno per oggettiva incapacità di capire ciò che sta accadendo oltrechè per scelte oramai irreversibili,l’altro perché dovrebbe ammettere il fallimento di RC e di quella sinistra così detta alternativa o di classe.Nostro compito è riprenderci lo spazio che abbiamo abbandonato con proposte di lavoro, studio, di lotte e vedrai che faremo più paura di un qualsiasi Di Pietro o Grillo.Non penso comunque che ci sia un pericolo fascista ma piuttosto di una democrazia autoritaria,ma di questo ne potremmo discutere a fondo,di sicuro i principi di una vita democratoca sono in forte pericolo.

  3. Fedele il problema è che nè Di Pietro, nè Grillo hanno la minima intenzione di modificare a livello strutturale l’attuale fisionomia del corpo sociale. In sostanza si tratta secondo loro di una questione etica e morale da realizzarsi all’interno delle logiche sociali già consolidate. In altri termini nella loro azione non vedo nulla di “rivoluzionario”. Per quanto riguarda Veltroni & co. non credo che dal loro punto di vista si possa parlare di errore nell’aver lasciato uno spazio vuoto che uomini come Di Pietro o Grillo hanno invaso: dal loro punto di vista si tratta di una scelta ben precisa. Preso atto che un messaggio radicalmente di sinistra non paga più hanno pensato bene di attestarsi su posizioni centriste.
    Anche io credo che non si possa parlare di pericolo “fascista” nel senso stretto del termine quanto di deficit di democrazia. Vedo piuttosto un disegno volto a realizzare il cosiddetto “mondialismo” di cui la globalizzazione &eg

  4. Vedo piuttosto un disegno volto a realizzare il cosiddetto “mondialismo” di cui la globalizzazione è solo una fase intermedia e i cui artefici sono soprattutto i banchieri di Bruxelles.

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