Vassilis Vassilikos l’orgia del capitale globale di Paolo Ferrari

Presento il frammento di un’ ottima intervista svolta dal giornalista Ferrari del Corriere a Vassilis Vassilikos autore, nel lontano 1969, di “Z:l’orgia del potere” da cui Costa Gavras ricavò l’omonimo e celebre film. Vassilikos è un grande scrittore: consiglio a tutti di leggere il suo “Z” dal ritmo serratissimo, di grande spessore morale e dalla tecnica narrativa magistrale. Concludo invitandovi a notare nell’intervista che segue come l’ultimo romanzo di Vassilikos sia stato rifiutato da ben 18 editori italiani compreso case editrici teoricamente di sinistra come la Feltrinelli. Inutile sottolineare la somiglianza fra il protagonista di “K” e un personaggio italico che ben conosciamo.

Vassili Vassilikos, che racconto’ in “Z” la Grecia dove maturava il golpe torna con un altro romanzo denuncia. La storia vera di Koskotas, miliardario corrotto TITOLO: L’ ORGIA DEL DENARO Italia: rifiutato da 18 editori Manipolatore di capitali, compro’ politici, giornali, tv, una squadra di calcio prima di finire in prigione rinnegato da tutti.

 

“Lei ha descritto efficacemente la preparazione della svolta autoritaria che porto’ al regime dei colonnelli. Oggi, nelle democrazie occidentali, esiste il pericolo di un colpo di Stato militare?”

“No, non credo ad un golpe tradizionale, con carri armati nelle strade, scuole chiuse, telefoni muti e le radio che trasmettono musica patriottica. Oggi il rischio e’ ancor piu’ grave, perche’ il golpe e’ diventato invisibile. Due sono i suoi strumenti: il denaro che materialmente non esiste, ma viaggia via computer in una frazione di secondo, e poi la televisione con il suo gigantesco potere di condizionamento. Il golpe si fa nella testa della gente e nei microcircuiti telematici”.

Non ha perduto la passione politica e neppure il gusto della provocazione Vassilis Vassilikos, uno dei piu’ noti scrittori greci. Aveva trenta anni quando conobbe il successo raccontando gli intrighi che portarono al golpe di Atene.

“Ma ora che mi avvicino ai sessanta, sento che bisogna ricominciare da capo, aggiornando gli strumenti intellettuali, perche’ e’ infinitamente piu’ difficile piantare una sonda fra gli avveniristici giochi del potere. Prima il potere, Stato, governo o istituzione che fosse, aveva la sua brava “struttura parallela”, nascosta nei sottoscala, pronta a colpire e a nascondere la mano per proteggere l’ impunita’ dei mandanti. Oggi le “strutture parallele” sono i governi, le istituzioni, mentre il vero potere e’ lontano, nascosto, impalpabile, inafferrabile”. Il delitto Lambrakis Trent’ anni fa Vassili Vassilikos racconto’ la storia vera di uno scomodo pacifista greco, Grigoris Lambrakis, un uomo capace di calamitare la passione delle giovani generazioni; racconto’ di un regime barcollante e intollerante che avrebbe voluto screditarlo; e poi del fatale epilogo, il delitto politico, organizzato dai sensali della “struttura parallela”.

Sulle pagine di quel libro, Z, l’ orgia del potere, trascinato in testa alle vendite dallo straordinario successo dell’ omonimo film di Costa Gavras (interepreti Yves Montand, Irene Papas e Jean Louis Trintignant), si commossero due generazioni di lettori. Gli autori del complotto contro Lambrakis furono smascherati dal coraggio di un fotoreporter e dall’ ostinazione di un magistrato indipendente, rispettoso della legge.

“Era facile, per me, scrittore, simpatizzare con il mio protagonista buono. Oggi non so piu’ con chi simpatizzare, e poi si vede che le storie politiche, che raccontano le sopraffazioni del potere, non vanno piu’ di moda. Il mio ultimo libro, che ha per titolo K, racconta la storia vera di un altro protagonista greco di questo fine secolo: un semplice impiegato di banca, che servendosi degli strumenti della banca lavora con il denaro invisibile. Non ruba, nel senso che non tocca banconote, pero’ e’ un maestro nel manipolare i versamenti in valuta, promettendo lauti interessi e lanciandosi in rischiose acrobazie finanziarie. “Si chiama George Koskotas. Diventa cosi’ abile e sfrontato da comprarsi la banca con i soldi della banca medesima. Al potere politico (al governo c’ erano i socialisti di Papandreu, n.d.r.) promette favori: compra giornali, radio, televisioni, persino una squadra di calcio, l’ Olympiakos, impreziosendola con l’ acquisto di celebrati campioni (l’ ungherese Detari, per esempio), senza sottilizzare sul prezzo. Chiede soltanto che non gli mandino gli ispettori, perche’ in quel caso il suo castello invisibile svanirebbe. Un giorno gli mandano gli ispettori, ed e’ la fine. Koskotas scappa, si rifugia in America, si fa arrestare, teme d’ essere ucciso. “Adesso l’ ex potente di Grecia e’ in prigione, qui, dimenticato da tutti. Lo trattano come un appestato, ma lui e’ la prova vivente di come si possa diventare un potente manipolatore partando dal nulla. Ecco, se proprio devo simpatizzare con qualcuno, simpatizzo per lui. Storia vera ed esemplare, credo. I francesi l’ hanno pubblicata, ed e’ un successo”. .

E in Italia?

“Ho ricevuto ben diciotto rifiuti da parte di altrettanti editori”.

Il testo respinto . Da quale editore le e’ arrivato il primo “no” nel nostro Paese? “Da Feltrinelli”. . Con quale motivazione?

“La solita gentile lettera che si scrive per comunicare il rifiuto di un manoscritto. E pensare che, mentre scrivevo il libro, pensavo proprio all’ Italia. Gli ingredienti c’ erano tutti, denaro, successo, mass media, calcio. Sono convinto che, quando la mia storia diventera’ un film, K diventera’ il nuovo Z”. .

Ne ha parlato con Costa Gavras, il regista che ha portato al successo il suo precedente romanzo?

“Si’ , lui ci sta pensando. Certo, per Z fu facile, perche’ dopo la pubblicazione del libro arrivarono i colonnelli. Oggi e’ piu’ difficile: il mio K, in fondo, non e’ un personaggio da copertina, e’ solo un geniale signor nessuno”. .

Signor Vassilikos, quasi tutti i personaggi che popolavano la storia di Z sono poi diventati conservatori. Lo stesso Mikis Theodorakis, che compose la bellissima colonna sonora del film di Costa Gavras, ha completato l’ arco costituzionele: dal partito comunista, via socialisti, e’ diventato, qualche anno fa ministro nel governo di centro destra.

“Theodorakis, da straordinario artista imprestato alla politica, ha un fiuto profetico. Ha cambiato idea senza mai calcolare: non ne aveva bisogno. Ha scelto i conservatori ben prima della caduta del muro di Berlino e adesso sta lentamente tornando da dove era partito. Guarda ai comunisti del KKE con grande attenzione. Io credo che per la sinistra vi siano rosee speranze, basta avere pazienza. Magari la sinistra futura non si chiamera’ socialismo, ma e’ inevitabile che prima o poi gli ideali di giustizia e di equita’ sociale torneranno di moda. “Soltanto in Francia, ogni giorno, trecento persone perdono il posto di lavoro. Diventeranno una fiumana, si organizzeranno. Si ricomincera’ , insomma, ma in maniera nuova. Non si puo’ pensare ad un rilancio della sinistra agitando lo spettro di qualche naziskin tedesco o dei neofascisti italiani. I naziskin tedeschi non sono i battistrada di un nuovo nazismo e l’ estrema destra italiana non ha nulla da spartire con quella di Benito Mussolini. Se applichiamo all’ oggi criteri ed esperienze del passato, sbagliamo tutto. Illusioni e ideologie “E’ inutile che ci avvitiamo nell’ illusione che le ideologie finiscano con noi. Frottole. Bisogna imparare a ragionare diversamente. Un tempo c’ era la fabbrica, il padrone guadagnava con il plus valore e gli operai, per stare meglio, cercavano di farlo guadagnare di meno. “Oggi il padrone non si arricchisce sul lavoro dei dipendenti. Le vere ricchezze si accumulano in un lampo, con un ordine di acquisto o di vendita alle Borse di Tokio e New York. E’ li’ che nasce il nuovo potere. Denaro e successo e poi, con l’ Aids, altra forza malefica e inafferrabile di questa fine di secolo, ci hanno tolto persino il gusto di un’ avventura extraconiugale”. . Insomma, tutti burattini. “Percio’ bisogna svegliarsi, pensare, studiare. Bisogna tornare a Gramsci e al primato dell’ estetica sulla politica. Il socialismo non muore anche perche’ il cancro che ha prodotto, l’ Unione Sovietica comunista, e’ stato disintegrato. Bisogna leggere. Da qualche tempo curo una trasmissione sui libri, sul modello del Barnard Pivot francese. Qui, in Grecia, i ragazzi, che alla scuola ricevono i testi gratuitamente, alla fine dell’ anno li bruciano, considerandoli “strumenti di tortura”. Neppure Hitler si era spinto fino a questo punto. “Ecco, forse e’ venuta l’ ora di spiegare una volta per tutte che un libro e’ un amico discreto ed e’ un’ occasione per sottrarsi alla “tivu’ con le stellette”. Certo, per divulgare i libri, anch’ io mi servo della televisione, perche’ anch’ io appartengo ad un sistema che non prevede esclusi. Infatti, se gli esclusi non possono far sapere che si sentono esclusi, e’ come se non esistessero”.

dall’archivio storico del Corriere della sera 1995 febbraio 13

 

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