In questa bella civiltà così nobile e così antica…

FINCHE’ MORTE NON CI SEPARI di Beatrice Busi

sabato 9 agosto
Adria (Rovigo). Due anni fa per vendicarsi della rottura del loro rapporto (lei non aveva neanche 15 anni) il fidanzatino diffuse tra amici e conoscenti delle foto che la ritraevano nell’intimità . Una violenza dura da sopportare ovunque, immaginiamo in un piccolo centro. Il ragazzo fu denunciato con altre venti persone (coloro che avevano ricevuto le immagini via web). Lei cadde in un brutta depressione. Ieri ha preso la pistola del padre, regolarmente denunciata, e si è sparata un colpo mortale, pochi giorni prima di compiere 17 anni.

GANG DI BALORDI LEGA UN CANE, LO SODOMIZZA GLI ROMPE LE OSSA E LO SEPPELLISCE VIVO di Eugenia Romanelli

Tutti noi abbiamo ucciso e continuiamo a farlo. Conosciamo bene gli effetti omicidi di un nostro gesto. Se non erano lucertole da piccoli, sono zanzare adesso. Ma sodomizzare un cane dopo averlo legato, strappargli le ossa per conficcargliele nel corpo fino a lesionare gli organi interni, poi sotterrarlo vivo è un gesto per cui è difficile trovare un aggettivo qualificativo nella pur ricca grammatica italiana. E’ accaduto lunedi scorso a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Abbiamo raccolto la storia in presa diretta: «mi ha chiamata un’amica che stava assistendo alla scena dal suo balcone – racconta Assunta Dani, nota in paese per le sue attività con l’ Associazione Empedocliani Randagi Onlus , di cui è presidente – erano le undici di sera. Sono accorsa, il gruppetto stava tumulando l’animale ancora vivo. Quando mi hanno vista sono scappati. La gente guardava intimidita dalle finestre, a quell’ora stanno tutti a prendere il fresco. Nessuno faceva nulla. Nulla. Mi sono messa a scavare senza pensare, ho tirato fuori l’animale, credevo fosse morto. Avevo con me il bidone dell’acqua con cui la sera porto da bere ai cani, gliel’ho buttata addosso e ho visto che si muoveva».
Adesso l’animale sta lottando per la vita con la dottoressa Luisa Militello: «dice che ci sono poche possibilità – continua Dani – ha una grave infezione alle vie urinarie e si nutre solo con la flebo. Non è operabile. Ma io vedo che lo sguardo ha ripreso vita, non ha più sugli occhi la patina dei primi giorni. Credo che ce la farà, altrimenti non so cosa sarà anche di me».
Assunta Dani ha cambiato la sua vita 10 anni fa quando ha assistito a un falò con cuccioli vivi: «fu uno shock. Da allora non faccio altro che aiutare cani. Purtroppo non sono episodi isolati a Porto Empedocle e pare che gli autori di queste sevizie siano sempre gli stessi». Di più non dice, ha paura. Sembra che tempo fa lo stesso gruppo abbia evirato un cucciolo e a dicembre era stata trovata una giovane femmina con un cuneo di legno, fermato con scotch adesivo, introdotto a forza nelle fauci fino a sfondarle il cranio.
Annalisa De Luca Cardillo, responsabile regionale della Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, ha annunciato la presentazione di una denuncia presso la Procura: «non possiamo più tollerare questi reati – ha dichiarato – ed invitiamo la cittadinanza sensibile e le istituzioni ad adoperarsi per arrestare i colpevoli».
In alcune zone italiane, in particolare la Sicilia, esistono da anni leggi specifiche sul maltrattamento agli animali e sul randagismo che però vengono costantemente disattese sia dalle istituzioni sia da chi dovrebbe controllarne l’applicazione.
Il sito canileportoempedocle.com fa notare che «sono ormai innumerevoli le segnalazioni di turisti italiani e stranieri che hanno deciso di non metter più piede in una Regione dove si rischia di vedere scene raccapriccianti di maltrattamenti sugli animali e dove si assiste costantemente a incidenti stradali per la presenza di cani vaganti»….

da Liberazione del 10/08/2008

384 Visite totali, 1 visite odierne

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *