Via Berlusconi, no al centrosinistra, governino i lavoratori!

Il governo Berlusconi sta procedendo ad un attacco durissimo contro il mondo del lavoro, senza incontrare una reale opposizione.
Si colpiscono i salari. Si estende la precarizzazione del lavoro. Si punta alla distruzione del contratto nazionale. Si porta a sanità e scuola pubblica un attacco mai conosciuto in precedenza. Si vorrebbe regalare il trasporto pubblico alle cordate dei capitalisti mettendo su una strada decine di migliaia di lavoratori. E intanto si cerca di alimentare la guerra tra i poveri con odiose politiche xenofobe.
Eppure manca l’opposizione.
Il PD di Veltroni, Calearo, Colaninno non vuole e non può opporsi a un governo Berlusconi che è oggi sostenuto da quella grande borghesia “amica” (Colaninno, Banca Intesa..) che il PD si candida a rappresentare.
Le sinistre Arcobaleno che in cambio di ministri avevano votato le finanziarie di Prodi e Confindustria, ora giustamente denunciano un governo che riprende e aggrava quelle politiche: ma non avanzano alcuna reale proposta generale di azione.
Così non si può andare avanti.
Grandi sono le responsabilità della CGIL. I suoi vertici dirigenti non solo non hanno promosso in questi mesi alcuna mobilitazione ma hanno continuato a negoziare con Berlusconi e Confindustria sulla manomissione del contratto nazionale. Subendo, ciò nonostante, una campagna di criminalizzazione della CGIL che mira alla sua resa incondizionata.
E’ necessaria una svolta. La CGIL rompa una volta per tutte con Confindustria e Governo e si ponga sul terreno di una reale mobilitazione di massa. E’ l’unica via per costruire un argine all’offensiva reazionaria e strappare risultati.
Il PCL – unico partito della sinistra a opporsi coerentemente al governo Prodi – rivendica una lotta radicale contro il governo Berlusconi per la sua cacciata. E propone un fronte unico d’azione tra tutte le forze politiche e sindacali del movimento operaio che scelgano di stare dalla parte dei lavoratori, su una piattaforma di vertenza generale del mondo del lavoro .Per uno sciopero generale vero, non simbolico, che punti a piegare governo e Confindustria con una lotta prolungata “alla francese”. Chiediamo a tal fine la convocazione di una grande assemblea nazionale intercategoriale dei delegati.

Per un aumento generale dei salari di 300 euro netti
Per la cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro
Per un salario minimo di 1300 euro e un salario di 1000 euro per i disoccupati
Per la parità di diritti di lavoratori italiani e migranti
Per un grande investimento in scuola, sanità, trasporti, sotto controllo popolare
Per la nazionalizzazione, sotto controllo operaio, delle aziende che licenziano, inquinano, causano omicidi bianchi
Paghi chi non ha mai pagato: grandi profitti, spese militari, privilegi clericali

A 40 anni dall’autunno caldo, occorre ripartire da una piattaforma di svolta: in piena autonomia dal centrosinistra, per aprire la prospettiva di un governo dei lavoratori che cacci le vecchie classi dirigenti.
Il PCL – la sinistra che non tradisce – è nato per battersi per questo programma, senza altro interesse che la sua realizzazione.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

dal sito del Partito comunista dei lavoratori in data 25 settembre 2008

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One thought on “Via Berlusconi, no al centrosinistra, governino i lavoratori!

  1. Sono d’accordo sul fronte unico d’azione che rivendichi i temi elencati. Ormai è chiaro che non è possibile alcuna azione efficace per uscire dalla palude della povertà e dell’iniquità se prima non si mette in discussione la struttura del sistema. La strategia di agire malgrado il sistema e nel sistema dandolo per inamovibile non ha prodotto nulla. Tavole rotonde, dibattiti, incontri al vertice, campagne di sensibilizzazione, alleanze col mondo produttivo: si è rivelato tutto inutile e quindi non resta che alzare il livello del conflitto sociale.

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