Che fine ha fatto l’onda?

Ma che fine ha fatto l’onda, l’onda anomala, lo tsunami che doveva travolgere tutto e trascinare le lotte operaie e sociali?
Come, vi stanno rubando il futuro ed anche il presente, e siete tutti a casa a studiare, per far che? Un bel lavoro precario, una volta preso il sospirato "pezzo di carta", magari in un call center, dove team – leader ignoranti e presuntuosi vi maltrattano e svillaneggiano per un salario da fame!
Ma non capite che il lavoro precario è lo standard che i padroni vogliono introdurre  sempre di più e che domani, un domani non tanto lontano sarà l’unica forma di lavoro per tutti?
E’ vero che illustri maitre a penser  vi avevano giudicato più informati e più preparati dei ragazzi  del ’68, vi avevano convinto di essere dei rivoluzionari, ma almeno noi sessantottini eravamo dei ribelli. Avevamo dichiarato guerra all’autoritarismo e abbiamo combattuto senza tregua contro i padri, i professori. i capi ed i capetti nelle fabbriche e negli uffici.
Il sessantotto in Italia è durato dieci anni, ha spazzato via l’autoritarismo ed ha cambiato la società.
Per noi era una battaglia culturale irrinunciabile e l’ abbiamo vinta.
E voi ragazzi dell’ onda, cui stanno rubando tutto, vi siete già afflosciati.
Cosa pensavate, di poter vincere con tre/quattro mesi di manifestazioni?
Di poter andare allo scontro con celerini e carabinieri, a contrastare le provocazioni dei fascisti senza dotarvi di un servizio d’ordine?
Perché c’è un altro grande lascito del ‘ 68. oltre alla eccezionale elaborazione teorica degli studenti della facoltà di sociologia di Trento, la straordinaria efficacia ed efficienza di servizi d’ordine come quello del  quartiere Casoretto  e del Movimento studentesco di Milano.

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5 thoughts on “Che fine ha fatto l’onda?

  1. In effetti l’onda lunga che doveva tracimare non è tracimata ma a mio avviso quella che è mancata clamorosamente è stata la partecipazione dei lavoratori specie se precarizzati.
    Come mai ? temo di conoscere la risposta: molti lavoratori e lavoratrici italiani, compresi precari e disoccupati, hanno votato per l’attuale presidente del consiglio. Un po’ perchè manipolati dai mass media, un po’ perchè ormai la sinistra italiana è diventata una fotocopia della destra, un po’ perchè vogliono diventare come lui.
    “Metà degli italiani sono come Berlusconi, l’altra metà ambisce ad esserlo”: così parlò Massimo de Luca.

  2. Nel ricercare una motivazione al graduale estinguersi dell’ennesimo fuoco (ahimé di paglia!), questa volta noto sotto il nome di Onda, non possiamo non confrontarci con un fenomento che ha contraddistinto la politica italiana degli ultimi decenni: la strategia del rateato. Proprio secondo la stessa logica secondo cui siamo più propensi a pagare a piccole dosi piuttosto che in un’unica soluzione, è nato un modo di fare la politica degli annunci, dello scontro e delle rate. Le decisioni che riguardano il paese sono merce che viene contrattata (minimamente e in modo ridicolo) e rateizzata: in questo modo si subisce senza sentire per intero gli effetti di una decisione che gradualmente porta alla modifica radicale di diritti sociali e valori politici. Per questo, si avverte che nulla cambi radicalmente, innescando una diffusa accettazione e un generalizzato abbassamento della guardia da parte di chi è coinvolto direttamente e indirettamente.

  3. Così si subiscono i soprusi di un governo becero e cieco alle esigenze della società, annichiliscono i movimenti e le iniziative.
    Anche l’individualismo che attenta continuamente all’attività sociale e al piacere della condivisione di esperienze è una causa di questo precoce spegnersi della protesta. Spesso anche per cause interne, dovute a personalismi o all’assenza di stimoli assoluti, i movimenti e le onde sono lontane nei modi e nella solidità strutturale da quelli del ’68, che sembrano ancor oggi più convinti e motivati. Si può imputare ai tempi la responsabilità di questa diversa attitudine alla protesta e all’interesse comune. Grande è anche la responsabilità di un periodo (durante il qualche anche chi scrive è cresciuto) di vacche grasse e della più sconsiderata spinta ai consumi possibile e generalizzata che ha dissolto il senso comune del valore del denaro e della sua propria identi

  4. Non so e l’onda sia morta o meno. Non facciamoci però sempre trovare impreparati ad ogni avvenimento (leggi Grecia). Qualcuno sa attualmente se l’onda lavora senza troppo clamore? Certo è che la mancanza di una minima sponda politica e sindacale può portare a due cose, o ad una radicalizzazione o alla sparizione.Il fatto che molti lavoratori anche precari, ma anche ceti popolari hanno votato Berlusconi non vuole assolutamente dire che sono dei venduti.Qual’è la proposta che facciamo? Di continuare a fare il precario?Le provano tutte e magari la prossima volta non vanno a votare, oppure vedono come nemici gli altri lavratori magari migranti.

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