La vita è una gita

E’ di questi giorni la debacle di Soru e del PD in Sardegna, è di martedì sera a Ballarò la lezione di politica impartita da La Russa e Casini agli italiani: Berlusconi è un grande premier, gli italiani lo amano e lo premiano con il voto; è di questi giorni l’ incidente diplomatico con l’Argentina per la battuta infelice del nostro presidente del consiglio sui  trentamila desaparacidos ai tempi della dittatura di Videla (1976-1983).
Ciò che gli italiani non hanno capito oppure hanno capito benissimo, perché in buona parte si identificano perfettamente con lui, è che Berlusconi è come uno scolaretto perennemente in gita: l’importante è diverttirsi sempre, facendo le corna in una foto di gruppo con altri primi ministri, gridando "cucù" alla Merkel in visita ufficiale in Italia, e così via scherzando, ed intanto l’Italia affonda e gli italiani vanno in malora.

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4 thoughts on “La vita è una gita

  1. Stante così le cose dobbiamo solo spararci un colpo.Da una parte che finalmente un (ex) democristiano comandi (ex)comunisti potrebbe far parte delle barzellette di Belusconi, dall’altra parte le cose cominciano a chiarirsi,ma nessuno a sinistra è in grado di ereditare lo sfascio inevitabile e che mi sono sempre augurato del PD.Ma nessuno è in grado di gestire lo scontro sociale di oggi e neppure quello di domani

  2. E’ chiaro ormai da tempo che gli italiano vogliono fortissimamente berlusconi ma soprattutto vogliono diventare come lui. Cosa è successo in Italia ? E’ successo che gli italiani hanno sottoscritto il contratto sottoposto loro da berlusconi la cui clausula principale consisteva nel barattare lo stato sociale contro una possibilità su un miliardo di diventare come lui. Berlusconi ha fatto credere agli italiani che ciò che impediva loro di diventare ricchi erano le leggi dello stato sociale e gli italiani hanno abboccato con entusiasmo. Non c’è nulla che possa giustificare gli italiani, nemmeno la strapotere televisivo del cavaliere. Mi permetto una piccola digressione sanremese: a Sanremo ha vinto un ragazzino che a detta dei più ha presentato una canzoncina con testo da tempo delle mele, una musica già sentita, grazie al voto di ragazzine che giocano ancora con le figurine dei pokemon. Come mai ha vinto lui ? Ha vinto lui perchè era u

  3. Come mai ha vinto lui ? Ha vinto lui perchè era un personaggio televisivo già molto prima di arrivare a Sanremo. In altre parole è stato votato il personaggio pubblico, il volto noto, non il cantante e meno ancora il musicista. Berlusconi è come Marco Carta: una nullità politica votato con lo stesso spirito con cui i fan accorrono dall’attore di successo. E’ una giustificazione per gli italiani il condizionamento televisivo ? Assolutamente no. Chi vuole può spegnere la tv oppure guardarla con senso critico oppure leggere un libro: non era obbligatorio farsi rincoglionire dalla tv quindi gli italiani hanno fatto liberamente la loro scelta.
    Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ma la domanda che ci tormenta in questo moemnto è questa: che fare di noi stessi ? temo non restino che soluzioni individuali.

  4. carissimo colonnello,la pensiamo allo stesso modo a parte la soluzione individuale, non perchè non sia giusto cercarla. Nessuno di noi deve fare il martire o il duro e puro. Il problema, come tu ben sai, è quanti sono in grado di trovare una soluzione individuale. e quanti non sono in grado di trovarla.Se poi ci mettiamo l’età,la non qualificazione professionale,un mercato ristretto ed impoverito che speranze ci sono?L’importante non è trovare una soluzione individuale,che auguro,ma non perdere il filo che lega persone come noi che cercano forse anche disperatamente delle ipotesi politiche collettive

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