Sempre più verso una democrazia autoritaria di Anardur

Con l’approvazione del decreto sicurezza, l’Italia si avvia ad una decisa svolta autoritaria e razzista. L’insieme di norme denominata "pacchetto sicurezza", voluta e desiderata soprattutto da AN e Lega si accinge a diventare una delle pietre angolari di questo governo. Dalla legittimazione delle ronde (padane) alla negazione effettiva del diritto alla salute per gli immigrati irregolari, tra l’altro, il governo spinge per l’affermazione della figura del cittadino "spione" e infame che per strada o in ospedale svolge il ruolo di delatore ed informatore delle milizie governative.
Curiosamente in questi giorni impazza la vicenda della signora Englaro. Aldilà delle uscite del nostro premier che strappano il sorriso ("Eluana è in grado di generare un figlio" – al resto, perdonateci la battuta di bassa lega, supponiamo ci penserà lui), Berlusconi apre su questo caso un precedente pericoloso. Se riesce con una legge a sovvertire il risultato di una sentenza di Cassazione, in effetti creerebbe le condizioni per sovvertire qualsiasi altra sentenza, a colpire cioè anche retroattivamente la giurisprudenza ed il sistema legislativo e giuridico italiano. Allora si che la magistratura sarebbe davvero cancellata.
Con questo non ce la sentiamo di promuovere Napolitano, che ha firmato il "lodo Alfano" e supponiamo firmerà tranquillamente anche il pacchetto sicurezza. In fondo lui è un laico vero e coerente: nessun accanimento terapeutico per Eluana, e nessun accanimento terapeutico nemmeno per i clandestini. Diciamo questo per l’ultima volta, però. Perchè criticare il presidente della repubblica è un fatto disdicevole ed offensivo.
Accanimento giudiziario invece per Cesare Battisti, il pericoloso latitante terrorista rosso, per il quale l’Italia impiega più mezzi e risorse che per verificare dove finiscono i miliardi per il meridione. Ma attenti a difenderlo, il pacchetto sicurezza prevede tra l’altro l’oscuramento di tutti i siti fiancheggiatori del terrorismo (sfortunati i francofoni).
Veniamo al punto.
Diventa gioco facile per le sinistre, comuniste e non, ritirare fuori la parola "fascismo". Ma sarebbe sviante, perché qualcuno griderebbe allo scandalo, qualcun altro minimizzerebbe. Ed a furia di gridare da 15 anni che questi sono dei luridi fascisti, a furia di indignarci anche noi finiamo di perdere il corso delle cose ed a non capire noi stessi la strategia di governi come questo.
Il problema non è "quanto" è grave (ma certamente, lo è) e come si possa paragonare al ventennio la politica di questo governo. Il problema è che questo governo, forte dell’assenza di una vera opposizione politica, può fare strappi e violare tutte le conquiste di cinquant’anni di diritti civili e sociali. Non deve ricorrere all’uso della forza. Non deve assediare le città contro manifestazioni imponenti. Non deve fare troppa fatica per sgomberare qualche centro sociale o soffocare qualche opposizione troppo allegra.
Questa è una indubbia differenza rispetto al ’21 dove il fascismo hanno dovuto imporlo con la violenza, le spranghe e i cadaveri. Così ancora oggi: se quasi dieci anni fa erano costretti ad usare la violenza (pensiamo a Napoli ed a Genova) per soffocare le opposizioni, oggi non ne hanno quasi bisogno.
Ma la differenza principale sta negli obiettivi: non c’è bisogno di nessun fascismo, di quel fascismo che storicamente si è affermato nel secolo scorso, perché non c’è da stroncare nessuna alternativa ideologica e di "sistema" al capitalismo stesso. Ci sembra più evidente piuttosto che questo governo Berlusconi sia piuttosto un laboratorio politico per le destre europee e non, un esperimento che coniuga liberismo, autoritarismo, xenofobia e intolleranza in tempo di crisi.
Centocinquanta anni di storia del movimento operaio insegnano su questo una cosa: che le leggi e le normative si cambiano non per vincere la partita, ma dopo aver vinto la partita. Cambiare le leggi, sovvertire le costituzioni, cancellare le sentenze e scrivere pacchetti sicurezza sono semplici atti notarili che esplicitano un cambiamento effettivo e reale dei rapporti di forza tra le classi sociali.

Sarebbe utile pensare a come cambiare di nuovo questi rapporti di forza.

da lottacontinua.net 7 febbraio 2009         

516 Visite totali, 2 visite odierne

4 thoughts on “Sempre più verso una democrazia autoritaria di Anardur

  1. La crisi economica, il pacchetto sicurezza, il caso Englaro, l’attacco alla Costituzione sono a mio avviso in una unica logica di creare le condizioni perchè il potere non si trovi impreparato nel caso la crisi economica, prevista in italia entro Giugno,dovesse portare ad uno scontro sociale.Anzi penso che siano interessati ad un accelerazione di tale scontro.A tale scopo sono utili il compattamento dei cattolici dietro le bandiere della Chiesa,le misure repressive oggi contro i migranti, ma domani contro i lavoratori e contro chiunque si possa opporre e l’utilizzo della crisi per indebolire ulteriormente.Infatti nell’intervento del governo non si prevedono soldi per gli ammortizzatori sociali, ma solo per il comparto auto e per la rottamazione senza neppure porre alcuna condizione di non licenziamento per le aziende che ne possono usufruire. Nella possibilità di scontro siamo totalmente impreparati e di fronte anche a semplici atteggiamenti ribellistici il rischio &eg

  2. sono davvero sconvolta dal fatto che si possano incentivare le ronde dei cittadini… la giustizia non funziona e allora cis i fa giustizia da soli?? mi sembra assurdo!

  3. Il dato da cui partire è che l’opposizione più decisa a Berlusconi la fa Di Pietro, che di sinistra non è, mentre non la fa il PD che di sinistra non è più.
    Il problema della società italiana è che a sinsistra del PD ci sono sei formazioni politiche in ordine di apparizione: Prc, Pdci, Pcl, Sinistra critica, Sinistra democratica ed Rps, ciascuna con una leadership e la verità in tasca.
    Per questo continuiamo a prendere mazzate!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *