Che fare di noi stessi?

Cari compagni molte indicazioni lasciano intuire che per almeno una o due generazioni l’umanità italiota, sempre ammesso che non si autodistrugga prima, ha deciso di vivere secondo le regole ciniche e spietate del neocapitalismo. Molti di noi sperano sperando che la disperazione degli italiani ridotti in miseria in un prossimo futuro possa indurli alla ribellione.
L’assioma su cui si regge questa speranza da disperati tuttavia è quanto mai pericolosa. Siete così sicuri compagni che di fronte al baratro della miseria gli italiani solleveranno la testa ? Io non ne sono affatto sicuro. Per mettere in discussione un sistema bisogna avere delle chiavi interpretative alternative a quelle che fornisce il sistema stesso.
Così, ad esempio, per mettere in discussione un sistema capitalista occorre avere nel proprio bagaglio culturale degli strumenti critici di tipo marxista o cattolico o di sintesi fra i due. Se mancano è perfino inconcepibile qualsiasi tipo di critica. E del resto nei paesi del terzo mondo non accade già ? E’ almeno un trentennio che le masse oppresse del terzo mondo non si sollevano. In India come in Congo come nel Bangladesh i poveri muoiono di fame sui marciapiedi senza il minimo moto di ribellione.
Ci sono, è vero, dei sollevamenti di tanto in tanto ma sono causati da conflitti religiosi o etnici non certo dalla volontà di preparare una rivoluzione sociale. Allora non è affatto detto che di fronte allo spettro dell’indigenza gli italiani si ribellino: del resto lo abbiamo visto anche negli ultimi mesi. Nonostante le ondate di nuovi poveri e il drammatico impoverimento generale nessuno si è mosso e nessuno si è mosso perchè è andato perso il patrimonio di strumenti di lettura alternativi agli strumenti offerti dal capitale.
L’idea che "lo stato delle cose" sia inalterabile perchè "questo è il corso della storia" prende sempre più piede e in nome di questa pseudo logica razionale perfino gli istinti di sopravvivenza o il bisogno etico di giustizia cadono lentamente nell’oblio.
E’ Il concetto di "normalità" che sta mutando per assumere i tratti del darwinismo sociale di cui si fa forte la destra capitalista: meritano di sopravvivere solo i più forti nel destreggiarsi nella competizione per accaparrarsi le ultime briciole di un pianeta in via di esaurimento.
La parola d’ordine ormai è "adattamento" di cui il termine "flessibilità" è solo un aspetto e nemmeno il più tragico. In questo clima da "rompete le righe" qual’è il nostro ruolo ? Confesso tutta la mia impotenza e la mia frustrazione dicendo che non riesco a immaginarlo nemmeno io.

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85 thoughts on “Che fare di noi stessi?

  1. Caro compagno,
    la tua analisi è corretta, ed a guardare la realtà, a vedere che nessuno si muove, nessuno si ribella prende davvero lo scoramento.
    Tuttavia bisogna tentare qualche strada, per uscire dalla situazione: dopo la batosta elettorale subita dall’ Arcobaleno un anno fa, ho provato ad avvicinarmi alle nuove formazioni della sinistra (PCL e Sinistra critica),ai “meglio comunisti”, ma mi sono reso conto che questa ulteriore frammentazione della sinistra ci espone a rischi ancor più gravi per la democrazia e per la stessa sopravvivenza materiale della classe lavoratrice.
    Ed allora che fare?
    Provare a rimettere insieme i cocci di questa sinistra, non dimenticando qual é il suo “peccato originale”: l’assassinio di tanti compagni trozkysti ed anarchici da parte degli stalinisti, per la gloria di Togliatti e di Stalin!

  2. Posso essere d’accordo con entrambi.E sicuramente dal peggio non necessariamente si costruisce anzi è probabile il contrario.Esistono però diversi livelli di intervento. E’ chiaro che nessuno di noi oggi è in grado di interpretare quanto sta accadendo e capire e proporre vie nuove.Credo che oggi siamo ad un altro livello, ovvero di difesa della democrazia e degli spazi politici che fino ad oggi abbiamo potuto utilizzare bene o male.Se questi spazi si chiudono, come secondo me sta avvenendo,non siamo più in grado di esprimere anche il solo dissenzo.Esiste un altro livello di intervento che è quello di tipo sindacale, ma anche politico,aldilà dei sindacati attuali,che vuol dire propaganda presso le realtà oggi tra di loro isolate (fabbriche, scuole, centri direzionali,stazioni ferroviarie, ecc)per portare una voce di dissenso, di propaganda e di resistenza all’attacco che ci viene portato.Questo intervento è complesso e semplice

  3. Questo intervento è complesso e semplice perchè dovrebbe partire da una massiccia campagna mediatica fatta da volontari.Un altro livello è quello teorico di studio e di interpretazione della nostra storia e della società in cui viviamo, un’analisi delle classi sociali o ceti o gruppi sociali come dir si voglia capire se e cosa possiamo proporre strategicamente per un avanzamento anche se non cambiamento della vita sociale.E’ comunque certo che non possiamo stare più fermi.

  4. Secondo me il problema riguarda due aspetti: mancanza di cultura politica alternativa ( per dirla brutalmente i giovani se ne fregano ); mancanza di un centro aggregativo che divulghi una cultura politica alternativa. Circa il primo problema è chiaro che la televisione e il modello “vincente” di Berlusconi hanno sfondato su tutta la linea; circa il secondo la sinistra ha fallito miseramente. Finora ci siamo giustamente opposti al modello berlusconiano ma forse è giunto il momento di un mutamento di prospettiva.
    E se cominciassimo invece a criticare i dirigenti e le segreteria dei partiti di sinistra ? protestare non più contro la politica berlusconiana ma contro l’inettitudine dei dirigenti pidiellini ? Accusarli :
    1) di essere troppo accondiscendenti verso il governo;
    2) di avere tradito i lavoratori italiani
    3) di avere boicottato i tentativi di risorgenza di trotzkisti e anarchici.

    Accusare inoltre le liste marxiste, trozkiste e

  5. Accusare inoltre le liste marxiste, trozkiste e anarchice ossia
    RC ( credo marxisti ortodossi )
    Sinistra critica ( trozkisti modernisti )
    Alternativa comunista e PCDL ( trozkisti ortodossi )
    di essere ridicolmente frammentate ( messi assieme non raggiungono il 3% dei consensi ) per motivi che possono solo essere:
    1) Ego dei loro leader
    2) corrutela ad opera di PD e/o PdL

    Allora l’inizio della rivoluzione potrebbe essere questo: i comunisti di tutte le correnti marxiste, trotzkiste, bakuniane scendono in piazza in una grande manifestazione nazionale contro gli attuali partiti di sinistra e comunisti.

  6. Come dici, è ora di finirla di parlare di Berlusconi come il solo responsabile del momento attuale e considerarlo responsabile anche delle nostre incapacità di affrontare i problemi.La classe politica è normalmente inamovibile se non viene spazzata via da avvenimenti sociali altamente conflittuali ed oggi in particolare è espressione non della società ma degli interessi dominanti.Nella classe politica metto anche tutti i partitini della sinistra, che non sono espressione di interessi dominanti,ma possono essere espressione di interessi individuali o comunque niente li costringerà ad una revisione della propria politica, piuttosto si chiudono (come Lotta Comunista) in nicchie autoreferenziali depositarie delle verità.Alla casta politica forse un giorno, se saremo capaci, dovremo chiedere i danni per la loro azione togliendo per esempio la pensione ed i vari benefici che hanno accumulato negli anni ed anche per esempio portare in giudizio

  7. D’Alema ed il suo entourage per crimini di guerra.Come dici i giovani se ne fregano, ma fino a quando lo potranno fare? Fino a che c’è la famiglia che in qualche modo li sostengono,visto che la precarietà oramai è la loro situazione normale di vita.Come potranno dar seguito ai vari messaggi chimerici della società del benessere?Le uscite sono poche, o si va ad incrementare il crimine, o si rimane schiacciati e frustrati senza alcuna possibilità di futuro, o si diventa razzisti e fascisti, oppure si assume un ruolo critico e propositivo attraverso un’azione di scontro sociale.Noi dobbiamo evidentemente puntare su quest’ultima, ma come?Dato per scontato l’oramai ruolo di destra del PD e dell’impossibilità dei vari partitini della sinistra di elaborare un progetto comune le uniche cose possibili sono una continua azione culturale attraverso associazioni nuove ed esistenti tali da aumentare la rete di diffusione, intervenire sempre in tutte le occa

  8. le occasioni che ci vengono permesse (incontri, dibattiti, ecc) portando un nostro pensiero critico e conflittuale, dall’altra spingere perché vengano assunte (anche a livello sindacale dove esistono contraddizioni e posizioni diverse) iniziative.Per esempio una iniziativa per chiamare in piazza lavoratori e precari deve essere preceduta da una attività preparatoria su tutti i luoghi dove questi sono presenti oppure passano attraverso anche una semplice azione di volantinaggio e passaparola per portare controcultura, per risvegliare l’interesse per la politica, per diventare coscienti della propria condizione sociale.Occorre cercare di aggregare. Ho come esempio l’Euromayday dove il primo di Maggio migliaia di persone, giovani, precari si ritrovano a manifestare in alternativa alla manifestazione ufficiale.Come hanno potuto organizzarsi per arrivare ad un primo Maggio veramente dei lavoratori?

  9. Naturalmente concordo con quanto dici tranne che su un punto ossia quando dici che i giovani prima o poi si ribelleranno. Francamente in Italia credo che la gran parte resterà immobile perchè ormai ritengono tragicamente “normale” vivere in condivisione, non avere ambizioni, giacere in uno stato di depressione cronica, etc. Questa “normalità” nasce dalla mancanza di chiavi interpretative alternative come scrivevo più sopra. Ora giustamente resta la domanda: che fare ?
    Ecco allora: perchè non organizzare veramente una grande manifestazione del popolo di sinistra contro la sinistra italiana ? Credo che questo sarebbe un evento veramente rivoluzionario. Soprattutto, come abbiamo detto, è ora di cambiare bersaglio: non più Berlusconi ma la sinistra per due motivi.
    Primo perchè bisogna prima correggere i propri difetti prima di quelli degli altri ;
    secondo perchè la sinistra ci ha preso letteralmente per stupidi.<

  10. secondo perchè la sinistra ci ha preso letteralmente per stupidi.
    Un esempio lo dimostra: confindustria chiede “soldi veri” a Berlusconi e Berlusconi risponde che “soldi verissimi” alle imprese italiane sono già stati elargiti in abbondanza. Bene, per me non c’è dubbio : ha ragione Berlusconi. Perchè gli imprenditori italiani hanno già il più alto numero di contratti atipici del mondo occidentale ( 46 se non sbaglio )e pagano i salari più bassi d’Europa. Nonostante ciò il sistema produttivo italiano è alla corda. La causa ? non può essere che l’inettitudine e la “sindrome da arraffo” della classe imprenditoriale italiana. E Franceschini che fa ? Da ragione alla Marcegaglia contro Berlusconi ! E’ chiaro che la sua è una mossa truffaldina perchè sa benissimo che confindustria ha torto: vuole solo soffiare sul fuoco dell’anti berlusconismo viscerale sperando di conquistarsi così la simpati

  11. vuole solo soffiare sul fuoco dell’anti berlusconismo viscerale sperando di conquistarsi così la simpatia degli elettori di sinistra. In alcuni casi bisogna mettere fra parentesi l’ideologia ed essere pragmatici schierandosi con chi fa gli interessi dei lavoratori: in un caso come questo Berlusconi ha ragione e confindustria ha torto e noi marxisti dobbiamo avere il coraggio di proclamarlo a chiare lettere sia per un senso di obiettività sia per mandare un messaggio chiaro e forte alla sinistra italiana: NON SIAMO STUPIDI !
    Ripeto: una grande manifestazione del popolo di sinistra contro tutti i partiti di sinistra sarebbe un autentico terremoto in grado di spazzare via i tiepidi e i doppiogiochisti e aprire la via a chi vuole veramente fare gli interessi della classe lavoratrice. Come organizzarla ? Cominciamo a diffondere l’idea ad esempio fra i siti linkati su “Spartaco” e vediamo che riscontri otteniamo.

  12. Carissimi,sul ruolo dei partiti di opposizione parlamentare, sul loro berlusconismo, sul loro desiderio di arricchimento e di potere e sul loro distacco da noi tutti abbiamo detto e ridetto, sono irrecuperabili.Lo stesso partito di Di Pietro, oggi molto corteggiato a sinistra, è un partito che esprime posizioni di destra che gioca solo sugli aspetti viscerali del comportamenti e non fa parte comunque della mia cultura.I partitini di sinistra sono nell’affannosa corsa di trovare una propria identità attraverso un riconoscimento elettorale oppure assumono posizioni ideologiche di principio totalmente slegate non solo dalla realtà italiana, ma dallo stesso sviluppo capitalistico che dichiarano di combattere.Assistiamo ugualmente ad un proliferare di liste civiche il cui unico collante interno è solo la lotta alla casta ed una analisi superficiale anche se condivisibile della realtà economica, con messaggi di lotta che non si sa bene da chi e come devono

  13. essere raccolti.Sulla stessa lunghezza d’onda vengono promossi appelli astensionisti, nelle più varie forme, ma con lo stesso obbiettivo di lotta alla casta e di

  14. Quale esempi vengono proposti dalla sinistra? Purtroppo, e dico purtroppo, nessuna manifestazione, a cui parteciperò se indetta, caccerà o rinsavirà i nostri ex-compagni. Queste persone devono essere spazzate via dalle lotte sociali e, come ho detto, chiederemo i danni,. La nostra disperazione e frustrazione è che non le vediamo e non siamo in grado di promuoverle.In Europa si sono svolti in settimana i primi scioperi generali contro i governi, quando in Italia?E’ l’unica via che possiamo percorrere, lunga e faticosa.La ricostruzione di un tessuto sociale è per me un terreno primario di intervento, ma sinceramente non so da che parte iniziare.

  15. scusate, ma che ne dite se si prova a lavorare per un programma che metta al primo posto l’indipendenza politica del proletariato e si cerchi di costruire una organizzazione politica dello stesso? (Partito?)forse per voi sono degli obiettivi d’antan? gia, allora questo sito a che vi serve? a fare salotto? o pensate che la soluzione sia come vi prospettate la somma di un pò di questo e un pò di quello, in nome del “trotskismo” generico. E’ vero c’è bisogno di “cultura” comunista e di morale e rileggendo il “Che fare” di Lenin si “scoprirà” che la lotta contro il capitale e i suoi laccioli di “sinistra” oltre che teorica ed economica è perfino…ma, guarda un pò, politica. Ben vengano le frammentazioni se queste servono a forgiare militanti comunisti, come fecero i bolscevichi. Bisogna smetterla di piangere sulle “colpe degli altri” e scegliere, o schierarsi o, costruire del “nuovo”, per poi intraprendere la lotta. Chi vincerà far&agr

  16. Chi vincerà farà la storia, darwinismo?, si dimentica che il nostro Marx fu il primo ad applicarne analisi e metodi della teoria dell’evoluzione, contro l’ostracismo della chiesa e del pensiero borghese del tempo verso la stessa. Non rammarichiamoci del fatto di non arrivare al massimo al 2/3 %, di chè poi? nelle elezioni per il parla-lamento borghese; se la maglia della democrazia borghese si è ristretta e non riusciamo a fare i tribuni del popolo nelle istituzioni borghesi, lottiamo nelle piazze, nel sindacato, ecc. cercando di separarne la loro base proletaria dalle burocrazie socialdemocratiche,riformiste, staliniste, centriste, movimentiste e codismi vari. saluti trotskisti.

  17. SKOSSA 65, benvenuto su Spartaco!
    Se prima eravamo in tre a cercare la strada della liberazione dal capitalismo, adesso siamo in quattro, almeno quelli che scrivono.
    Mettiamoci in contatto, vediamo cosa viene fuori.
    Ciao.

  18. ….magari verrà fuori che io sono a Lecce e voi non sò dove. E che con lo stesso spirito proletario cosciente(?) milito in alternativa comunista, avendo fatto entrismo insieme ai compagni in rifondazione comunista. Ci siamo separati da Marco Ferrando quando lui ha ceduto alle sirene del parlamentarismo accettando la proposta di Bertinotti di candidarlo nelle file di rifondazione per le politiche 2006, in cambio ovviamente doveva appoggiare il governo Prodi. Non gli riuscì tutta l’operazione per l’ostracismo dei ds di allora dopo le sue dichiarazioni sulla resistenza irachena. Ora sfila con Di Pietro e Ferrero. Non parliamo, poi di sinistra critica, ha fatto già l’accordo con quel che resta dell’armata arcobaleno per europee ed amministrative 2009. Questi sono i fatti, altro che la scaletta delle frammentazioni a sinistra che leggevo su questo blog: ortodossi,modernisti e fantasie varie. Da quel che ho imparato leggendo, il marxismo non è come il

  19. non è come il vangelo: secondo luca,matteo,ecc.,come uno più gli aggrada; o si è conseguenti, oppure è altra cosa e non c’è il perdono… divino!!!
    mettiamoci in contatto. saluti trotskisti.

  20. E a proposito di evangelismo togliamo la trave nel nostro occhio prima di togliere la pagliuzza dall’occhio altrui.
    Magari avessimo la robusta sinossi evangelica invece di una religione frammentata anzi polverizzata dalle eresie e il coriaceo Ratzinger invece dei 4 o 5 puffi ognuno dei quali impegnato ad abitare il suo funghetto. E per giunta velenoso.
    Allora eccoci qui a contare i cocci della frammentazione con l’elenco dei puffi e delle loro impotenze (nonostante abbiano lo stesso colore blu del Viagra): 3% dei consensi non nel parlamento borghese ma nella coscienza politica della gente. Che fare ?
    1) difendere gli ultimi bastioni ma solo per ritardarne la caduta e/o prolungarne l’agonia;
    2) adattarsi al meno peggio: scegliete voi fra pd e partitucoli estremi. Io mi astengo.
    3) mettere una pietra sulla gloria passata e inventarsi qualcosa di totalmente nuovo.
    4) porre in essere qualche povoc – azione: manifestazione anti pd e anti puffi, tesserament

  21. 4) porre in essere qualche povoc – azione: manifestazione anti pd e anti puffi, tesseramento al PC francese o tedesco e chi più ne ha più ne metta.

    Insomma libero spazio alla creatività e liberi dall’esame degli incroci per capire chi è andato dove e perchè.

  22. già colonnello Kurtz e…senza armate, è questo il punto, non si hanno le armate e bisogna cercare sulla terra e non nel regno dei cieli. altrimenti si fa come la chiocciolina che si racchiude in sonno nel suo guscio ed esce alla prima umidità, quando gli aggrada. Il tuo nuovo non sarà un altro puffo? e di puffo in puffo riempiremo la foresta!! solo che la lotta non sarà solo contro garganella ma anche tra puffi, fra alleanze e divisioni… è così che è andato e va il movimento comunista e
    la lotta di classe. C’è un altro modo? avanti il prossimo inventore… che non sia un apprendista stregone, però.
    p.s.
    scusami, colonnello kurtz, se ho giocato un pò col tuo pseudo. saluti trotskisti.

  23. Perchè la sinistra e la Cisl hanno permesso che Tiziano Treu avviasse questa forma di lavoro precario co.co.co

  24. Benvenuti ad Osiride,che dovrebbe spiegarmi perché dovrei andare sul sito di radio padania non so bene a cosa fare ed a Skossa65 che a piedi uniti entra nel piatto della discussione nell’ottica di allargarla, che d’altra parte è l’obbiettivo di un blog politico.Perchè partecipo a queste discussioni?Per superare l’isolamento,per tornare a parlare di politica e non dei massimi sistemi.Voglio parlare della politica come la vivo e la sento, per non essere schiacciato dalle mie condizioni materiali di vita.Anche questo è per me lotta,anche se espressa da una voce isolata,anche se non appartiene ad un partito né ad una specifica ideologia.Nessuno dei partitini o gruppi di sinistra (compresa alternativa comunista che ha appoggiato RC anche senza essere rappresentata in un governo) è immune da responsabilità politiche.Tutti vogliamo una società più giusta,attraverso una società comunista come sembra esprimere skossa 65,ma po

  25. ,ma poi ci fermiamo qui.Quale sviluppo industriale, quale produzione (materiale ed intellettuale),quale progresso vogliamo?Il sistema capitalistico ci ha impiegato secoli a diventare egemone ed assumere il comando politico.Trovo al riguardo l’approccio di skossa65 dogmatico ed ideologico e cerco di spiegarmi.Forse non c’è lo spazio ed il tempo per esplicitare meglio il proprio pensiero ed allora non bisogna utilizzare un linguaggio che può sembrare più fatto di slogan o parole d’ordine che un aiuto a sé ed agli altri di chiarimento e di approfondimento.Qual’è la situazione italiana, europea,mondiale?Di fronte ad una crisi come l’attuale,non capendo nulla da dove iniziare, rischiamo di rifugiarci nelle nostre parrocchie e di riprendere i nostri vangeli.Le uniche cose che chiediamo (e senza molto successo) è l’intervento dello Stato,di fare le nazionalizzazioni,di finanziare gli ammortizzatori sociali (e questo è sacrosanto), ma questo dim

  26. dimostra i nostri limiti di analisi,politici,culturali senza avere il coraggio di dire che occorre pensare ad un diverso sviluppo industriale se vogliamo affrontare il problema dell’occupazione, che dobbiamo pensare ad una diversa organizzazione del lavoro nel senso che l’azienda di tipo fordista è definitivamente morta e che di conseguenza è antistorico chiedere di ripristinarla.Oppure torniamo a parlare di rivoluzione come panacea per ogni male.Ma la gente,i lavoratori,i disoccupati,gli emarginati,gli emigranti,i deboli,gli oppressi senza alcun riferimenti di classe cosa pensano, cosa dicono?Schiacciati dal bisogno,dai media,con nel cervello la cultura dominante che futuro può attenderli con un tale presente?Cosa diciamo loro?Vogliamo chiederci perché dobbiamo rivolgerci agli studiosi di sociologia per sapere quali sono i gruppi sociali o ceti (non parliamo di classi) perché a sinistra non c’è nulla?Diciamo che il capitalismo sta tirando le c

  27. le cuoia e stiamo ad aspettare perché il proletariato assumerà il potere? Comunisti,bordighisti,trotskisti,spontaneisti,movimentasti,marxisti,terzomondisti,terzi o quarti internazionalisti cosa vogliono dire oggi?Facciamo finta che non c’è stata l’URSS,i paesi dell’Est,la Cina, che intere generazioni di militanti e rivoluzionari sono stati spazzati via.E’ solo un problema di cattiva dirigenza o di errate analisi?Più umiltà,più studio per capire cosa sta avvenendo. Più lotte, più conflitti. La situazione è grave se non drammatica o sono io che la vedo così?

  28. beh!!, allora visto che sono con i piedi nel piatto, provo a togliermi i calzini, cioè ad essere pragmatico, perchè pensavo, leggendo l’articolo iniziale, di rivolgermi, come dire, a dei compagni un pò “ferrati” su certe questioni e non alla cosiddetta “gente di spirito democratico”, radicale magari, ma sempre “democratico”. Lo dico, e non me ne vogliate, per spiegare la natura dei miei interventi precedenti, ora cercerò di esplicare il quanto. Che la coscenza del proletariato sia arretrata, ulteriormente, dopo il crollo dell’Urss e dei paesi dell’est burocraticamente deformati(ops, mi è scappato, ancora, un termine trotskista), sconfitta storica per il proletariato mondiale è un fatto da tenere ben presente, perchè si fa i conti tutti i giorni. Per questo motivo la maggioranza del proletariato (che con la presenza della cina nel wto cresce ancora di numero)nei paesi a capitalismo avanzato ha assimilato ulteriormente il pensiero borh

  29. il pensiero borghese, adattandosi totalmente al legalismo istituziolale,basti pensare alla miriade extraparlamentare degli anni 70, frutto non solo della vivacità giovanile, ma ispirata dalla presenza dei blocchi. Tenendo conto di questo, non bisogna scartare aprioristicamente le competizioni elettorali borghesi; con l’obiettivo, non di fare il presidente di alcunchè, ma sfruttarle come mezzo di propaganda. E’ anche con quel programma “elettorale” e dalle possibili alleanze in un “fronte unico”(ops), che un partito(?)rivoluzionario lotta per l’indipendenza politica del proletariato. In pratica, i fronti unici si fanno con chi in questi anni ha lottato realmente sul cosiddetto pacchetto Treu, art.18, cpt e leggi razziali, missioni “umanitarie” della borghesia di guerra, ecc. Ma allora facendo l’analisi delle urine a tutti, si rischia di rimanere dogmaticamente soli? Oppure, saranno i fatti a dimostrare chi difende i lavoratori e chi gli interessi della borghesia. Non

  30. Non si sfugge e lo capiscono i lavoratori che non rinnovano la loro fiducia alle armate branc-arcobaleno. saluti trotskisti.

  31. Ecco appunto,

    a proposito di pragmatismo lasciamo che siano i fedeli a eleggere il loro papa o eventualmente a non eleggerne alcuno. Ciò significa che “saranno i fatti a dimostrare chi difende i lavoratori e chi gli interessi della borghesia”. Questo aut – aut fra contrapposti interessi tuttavia presuppone una logica rivoluzionaria completamente utopistica oggi. Terrei quindi buono il “saranno i fatti a dimostrare chi fa gli interessi dei lavoratori” togliendo tout – court quel che seguiva. D’altra parte non è più nemmeno così facile capire chi faccia realmente gli interessi dei lavoratori: il borghesissimo PdL ha una consulta su “Lavoro e relazioni sindacali” mentre Il PD fra i 12 dipartimenti (=dicasteri) della gestione Franceschini non ne ha nemmeno uno dedicato al lavoro. Se poi consideriamo la presenza di liberal – massoni nelle file pidiellini ( es. Enrico Letta ) ci rendiamo conto del rischio di eleggere un anti – papa ma stavolta senza ca

  32. Se poi consideriamo la presenza di liberal – massoni nelle file pidiellini ( es. Enrico Letta ) ci rendiamo conto del rischio di eleggere un anti – papa ma stavolta senza cattività avignonese. Scusate l’impopolarità ma credo che ormai si navighi a vista e quindi o ci si astiene o ci si orienta “turandoci il naso” ( Montanelli ) verso il meno peggio: osserviamo con curiosità l’evolvere delle liste civiche di Grillo. E mentre noi siamo qui a triturarci il cervello per capire chi siamo, dove andiamo e da dove veniamo il decisionismo neocapitalista avanza imperterrito come in un film di Luis Bunuel verso la sua ultima fase: l’oligarchia mondialista. E poi ? Titoli di coda e fine del film.

  33. Ne avevo sentore prima, ma ora sento proprio la puzza degli effetti delle alchimie da laboratorio. Perchè dagli argomenti in questo dibattito emerge, che c’è chi pensa di tentare di “risolvere” con questo blog affrontando la cosa parlando come pensa la massaia al mercato, o peggio facendo outing,tipo gruppo alcolisti anonimi e chi come un apprendista stregone di fronte al tavolo pieno di ampolle mischia gli elementi a casaccio pensando di creare qualcosa di nuovo. Di nuovo c’è solo che riscalda l’ennesima volta la stessa minestra e l’apprendista stregone non si accorge che è pure un pessimo cuoco. Sembra proprio che la storia non insegna proprio nulla… sembra che questa “diatribe” non sia già avvenuta e con i risvolti che conosciamo (almeno, spero!). Se l’orizzonte della rivoluzione scompare e chi si chiama al comunismo non riesce a “legare” le battaglie dell’oggi, anche quelle più minime,certo,come la sensazione giusta del carovita c

  34. del carovita che percepisce la massaia al mercato, ad una visione più generale per l’alternativa di società, ad agire come il “tribuno del popolo”, allora è qualcosaltro e parla, agisce(ahinoi) da borghese. E’ il sintomo della “morte del comunismo” e dei suoi epigoni di “sinistra” che hanno inneggiato alla caduta dell’urss, la quale, nonostante la sua degenerazione rappresentava un baluardo a tutto questo ed un esempio.

  35. Ma il fantasma del comunismo aleggia nell’aria, nonostante gli esorcismi, chi cerca di cacciarlo dalla sua porta(il suo cervello) lo vede rientrare dalla finestra. Non c’è alternativa e si dispera. Chi cerca il nuovo: metodo e prospettive, non riesce a trovare il bandolo della matassa e si dimena. Capire, conoscere, sapere chi, e quando serve per non ripetere e non per fare esercizio numerico tra buoni e cattivi. Per non voler fare questo il capitalismo con il “suo decisionismo” miete successi. Non c’è alternativa. saluti trotskisti.

  36. Qui l’unica puzza che si sente è quella dei calzini di cui sopra unita a quella di minestrone non solo riscaldato ma anche scaduto. Lasciano perdere i cuochi dato che questo non è il blog di Gualtiero Marchesi: ricordare le lezioni della storia non significa ragionare come un vecchio parruccone da tribunale bulgaro. E’ inutile raffazzonare discorsi cervellotici che fanno da foglia di fico a mascherare l’incapacità totale di elaborare uno straccio di proposta operativa concreta: nel pieno di una crisi come quella attuale i lavoratori hanno tempo da perdere con microanalisi storiche e per giunta errate ?
    Nessuna deviazione stingente: lo scopo di questo post era ed è di delineare una prassi operativa concreta. A noi marxisti sta molto più a cuore la tragica sorte dei lavoratori che dei massimi sistemi circa la possibilità di attualizzare il vecchio in tempi più o meno lunghi. In altre parole il problema è urgente, i conti c

  37. In altre parole il problema è urgente, i conti col capitale strutturalmente inteso ( non quelli della serva ) richiedono tempo e ora siamo già in over time come hanno ampiamente dimostrato di capire gli operai francesi. Qui c’è di mezzo la sopravvivenza di gente in carne e ossa bisogna fare qualcosa ora e chi non ne avverte l’urgenza ha qualche fantasma ( specie quello della libertà bunueliana )nella cassapanca. Il lusso è un articolo da borghesi anche quando è in similoro da quattro soldi: basta grattarne la superficie e subito appare il vecchio fariseismo.
    Hasta.

  38. Ci Sono imprenditori che incoraggiano disoccupati e cassaintregrati a scioperare contro la concorrenza asiatica, perchè a quelle condizioni si può riorganizzare il lavoro qunto si vuole ma sarà impossibile reggere la concorrenza. Ci sono fabbriche fantasma in italia condotti da cinesi,ma nessuno li controlla ne espetorato del lavoro, ne dall’asl e fanno ciò che vogliono.Nemmeno la triplice organizza manifestazioni nei loro confronti fanno finta che non esistano.

  39. e l’apprendista stregone continua imperterrito a mescolare intrugli, chiedendosi che fare? e lo domanda agli altri, perchè lui non lo sà, non lo può sapere. come fà poverino. Continua a star chiuso nel suo laboratorio rabberciato e oltre a mescolar intrugli…. A colonnè..,sabato 3 aprile, se puoi, fatti un giro a roma a veder quanti stanno dietro alla cgil e quanto lavoro di propaganda se pò fà, per avvicinare qualcuno. Prova a parlarci e vedi. Vai vicino alle fabbriche ed incatenati insieme a loro, come succede dalle mie parti, per il lavoro, fatti caricare dalla polizia. Cerca di dividere i lavoratori dalla burocrazia sindacale e dai politici opportunisti e vedi che scazzi, quando ti spingono anche a fare la guerra tra poveri e tu a faticare per non darla vinta ai padroni, per non dividere i lavoratori, i tuoi colleghi di lavoro!!! Non c’è altro modo per farsi riconoscere. Non basta essere uno di loro, un operaio tessile, bis

  40. bisogna avere il coraggio di stare avanti, a prendersi le mazzate in testa. Nel tuo blog, non raccogli manco farfalle, altro che eserciti e strategie. Può servire per darsi degli appuntamenti per cose concrete, con chi ti conosce MATERIALMENTE e ti vede FARE… e questo si può fare. Non ci trovi nè eserciti, nè strategie, virtuali pergiunta. Le maggioranze virtuali(magari queste, bulgare) le cerca chi pensa di chiamare tutti, senza conoscere niente di nessuno,dispensa inviti per tarallucci e vino(povero Marchesi), l’importante è che si adeguino al rituale della festa. A volte capitano dei ficcanaso, che pretendono di andarsene da soli in giro per casa; come è imprevedibile la vita!!!

  41. La francia è oltre confine, non costa poi molto evocarla…da un laboratorio di alchimia(sembra quello di garganella…accidenti ai puffi!!!). saluti trotskisti.

  42. p.s.
    me so sbajato, volevo dire “sabato 4 aprile”. Manifestazione nazionale cgil a roma.

  43. Skossa diciamo che su alcune cose la pensiamo allo stesso modo, su alcune altre abbiamo prospettive diverse e chiudiamola qui. Sul fatto che mi domando e domando che fare ( per fortuna non ho troppe certezze ) direi che scopri l’acqua calda dal momento che il post che ha dato avvio alla discussione l’ho scritto io. Infine dal punto di vista gastronomico non amo la nouvelle cousine: richiede troppo tempo per cucinare e nel frattempo i commensali, stanchi di aspettare, si alzano da tavola. La sinistra italiana passa troppo tempo in cucina come dovesse preparare dei manicaretti e poi ci serve due uova al burro e per giunta fredde. Cmq nessuno vuole metterti alla porta per cui se credi continua pure a girare per casa.
    Osiride credo che ciò che scrivi nell’ultimo messaggio sia meritevole di un post a parte.
    Un saluto a te bolscevico.
    Hasta.

  44. e dato che pratico lo squatter…non mi servono le chiavi di casa. Il punto della querelle è proprio quando si dice di non avere certezze,in questo caso ideologiche, che se ne possiedono, ma non si riconoscono come tali, forse, ma si possiedono, in quanto viviamo in epoca borghese tutti quanti e ne siamo legati da lacci e laccioli; non possono che esistere due ideologie: borghese e proletaria. I marxisti conseguenti, per il loro “che fare” devono usare la propria “cassetta degli attrezzi”(A.Gramsci). saluti trotskisti anche a bolscevico.

  45. Comunque nel merito della discussione concordo con skossa quando dice che bisogna smetterla di “piangere” e schierarsi. Lo scetticismo è sempre stato un male del movimento operaio e non solo. Nel movimento operaio è pieno di scettici che stanno fuori a commentare e a deridere militanti che si fanno il mazzo tanto ogni giorno. Posso capire la demoralizzazione, ma c’è un limite a tutto.

  46. Sono d’accordo: non serve non solo piangere ma anche “massimizzare” i massimi sistemi in attesa del sol dell’avvenire che non viene mentre masse sempre più consistenti di lavoratori restano a salario zero. Per quanto mi riguarda i lavoratori vengono prima dell’ideologia.
    Occhio che anche senza chiavi ci sono i mastini.

    HASTA.

  47. dei “lavoratori” si “occupa” già la socialdemocrazia in tutte le salse, o quello che ne rimane. Se chi si chiama al comunismo ne vuole seguire le orme, si accomodi, troverà la strada col traffico intasato. Per quanto mi riguarda l’Argentina del ” se ne vadano tutti” è stato un ulteriore esempio da sviluppare.
    Se metti il muso fuori, vedrai i “mastini” già avvelenati, ma continua a restare in pantofole e vestaglia…fuori c’è brutto tempo. saluti trotskisti.

  48. Vengono prima i lavoratori certo. Ma i lavoratori senza una guida politica restano solo dei lavoratori, appunto, e non diventano una classe rivoluzionaria. Per far si che lo diventino ci vogliono i comunisti, i lavoratori più coscienti che trascinino nella lotta gli altri. L’unica strada è questa e c’è tutta un’esperienza storica a dimostrarlo

  49. …e ci vuole un partito formato da questi lavoratori coscienti, con un programma. I suoi militanti si forgeranno nelle lotte immediate della classe operaia e dalle scissioni ed unioni che succederanno in seno alle sue organizzazioni. In questo momento storico non possiamo che, parafrasando Plekhanov, parlare a pochi ora, per parlare ai molti poi, facendo della propaganda combattiva per obiettivi politici e non solo per difendere i diritti dei lavoratori; altrimenti, faremo solo del tradeunionismo. ciao bolscevico. saluti trotskisti.

  50. Io invece ho militato lo scorso anno nel PCL, ma quest’anno non ho rinnovato la tessera: vedere tutta l’estrema sinistra a pezzetti, mentre Berlusconi impera, fa e disfa, mi fa andare in bestia!

  51. Bene, sono contento della partecipazione. Brevemente a bolscevico: certo sarebbe meglio ci fosse un’ entità marxista alla guida dei lavoratori. Solo che c’è un grosso problema: questa entità marxista non c’è più. Allora che fare ? Non possiamo certo aspettare che i partitucoli di sx si ricompattino o che il credo marxista dilaghi tra le folle fra un paio di generazioni e men che meno affidarci a gente che espone il grugno solo per fare qualche disegnino sui muri: le necessità impellenti di chi è a un passo dall’indigenza non lo permette. Gli obiettivi politici separano le necessità dagli scopi configurandosi come falsa coscienza sartriana laddove sono i lavoratori che, in quanto depositari della coscienza storica in cui necessità e obiettivi si identificano, fondano l’autenticità. Quando la falsa coscienza di cui sopra domina abbiamo a scelta l’ex “Repubblica dei suicidi” ( DDR ) o aberrazioni come il socialis

  52. Quando la falsa coscienza di cui sopra domina abbiamo a scelta l’ex “Repubblica dei suicidi” ( DDR ) o aberrazioni come il socialismo di mercato di stampo cinese. La prassi rivoluzionaria deve uscire dalla sacrestia marxista per essere esportata presso altre culture politiche come accaduto in Francia dove marxisti, cattolici, elementi di destra fregandosene bellamente delle segreterie partitiche hanno fisicamente minacciato il padronato: l’irrazionalità trasversale finalmente prende il sopravvento sulla sghignazzante afasia giornalistica e di questo mi rallegro. Credo che la complessità del discorso meriti cmq un post a parte.

    Hasta.

  53. sono daccordo sulla complessità degli argomenti, che meritano uno spazio più grande di questo post, ma se teniamo sullo stesso piano marxisti,cattolici ed elementi di destra senza nessuna discriminante politica di classe, anche se i soggetti di base appartengono alla stessa classe lavoratrice, faremmo un errore madornale, perchè gli obiettivi finali non sono gli stessi. Evitare ciò è il minimo per non fare del neofrontepopulismo. Ritengo che il modello argentino delle fabbriche autogestite,sia da sviluppare anche in francia, come nel resto dell’europa e non solo per quelle in crisi. La Grecia, poi, non è tanto lontana e per le strade del G8…chissà!!! saluti trotskisti.

  54. I lavoratori hanno “sequestrato” i manager e si stanno ribellando, ma senza un’avanguardia politica che li guidi alla conquista del potere politico, queste ribellioni (per quanto eroiche e ovviamente giuste) saranno soffocate oppure finiranno con qualche briciola concessa dai padroni…. I lavoratori sono il nostro riferimento politico, ma non dobbiamo farne un’icona romantica cui tendere messianicamente la mano

  55. eppoi,riguardo all’ex ddr ritengo che da repubbllica “dei suicidi” si sia trasformata in patria degli orrori insieme a tutti i paesi dell’est, anche perchè partecipano attivamente alle avventure coloniali della nato, nonostante, come l’ex iugoslavia le abbia subite. Grazie anche a chi,da sinistra, a suo tempo,oppure ora…,ha inneggiato a solidarnosc,passando per quell’ubriacone di eltsin, stumenti della cia per restaurare il capitalismo in questi paesi. Oggi, la cina, cuba, corea del nord e vietnam, nonostante la loro degenarazione burocratica, a livelli diversi, restano dei baluardi contro l’arroganza del capitale. Bisogna schierarsi per la loro difesa militare incondizionata e per una rivoluzione politica, che cacci la burocrazia al potere. ciao bolscevico. se vuoi la mia mail mettiti in contatto con M. Rizzi in puglia.
    saluti trotskisti.

  56. p.s.
    ricordo ai compagni… del post, che il 12 e 13 giugno p.v. a lecce ci sarà il G8 dei ministri finanziari. Veniteci, se potetete, specialmente colonnello, per conoscere il suo brutto grugno(scherzo), ovviamente, mi piacerebbe che venisse bolscevico. Accoglieremo insieme e “trionfalmente”, lor signori!!!
    saluti trotskisti.

  57. Ci sono milioni di cose da dire, tento una sintesi. I lavoratori che incendiano le banlieus parigine, minacciano fisicamente i padroni e sono attori di moti rivoluzionari in Grecia mi pare siano tutt’altro che romantici. Direi al contrario che sono piuttosto eversivi.
    Ora è venuto il momento di parlarci francamente. Come sapete la prassi rivoluzionaria prevede A) il rovesciamento del governo borghese B)costituzione governo transitorio (fase anarchicamente e auspicabilmente bypassabile) C) il possesso dei mezzi di produzione da parte del proletariato D) l’abolizione dello stato ( e quindi se c’è un’ideologia antistatalista questa è proprio quella marxista ). In realtà il comunismo non c’è mai stato se non in qualche esperienza marginale come i kibbutz israeliani o le comunità hammisch negli Stati Uniti. Ora non c’è nessun partitucolo di sx che miri nel proprio programma politico a raggiungere obiettivi rivoluzionari nel senso

  58. Ora non c’è nessun partitucolo di sx che miri nel proprio programma politico a raggiungere obiettivi rivoluzionari nel senso dei 3 – 4 punti sopra esposti. Avete mai sentito Ferrando, Bertinotti, Turigliatto, etc usare termini come “rivoluzione”, “abolizione dello stato”, “sovvertimento dell’ordine borghese”, etc. ? Come mai questa strana reticenza ? per il semplice fatto che le segreterie dei partitucoli sono fondamentalmente borghesi e non vogliono alcuna rivoluzione proponendosi nella migliore ipotesi di sostituire i burocrati ai capitalisti mantenendo tuttavia inalterato il cesaropapismo già visto nell’ex blocco d’oltrecortina e nei paesi del sud est asiatico. Cesaropapismo nato dall’interruzione del processo rivoluzionario, teso all’abolizione dello stato, nella fase intermedia dell’ odioso socialismo ( governi di transizione rivoluzionaria o di “salute pubblica” tragicomici come il Partito Rivoluzionario Istituzionale Messicano al governo per 40 anni). In pro

  59. Il problema quindi non consiste nel sostituire un cesaropapismo all’altro, il polpottismo al berlusconismo (ed è chiaro che preferisco il secondo): quello che interessa non è un marxismo dichiarato ma un marxismo vissuto al di la delle etichette. I partitucoli di cui sopra hanno un unico compito: quello di canalizzare e quindi mitigare la protesta verso forme istituzionali e quindi innocue per l’ordine borghese come accadde in Cile col PCI impegnato a bonificare i movimenti di piazza anzichè favorirli. Parafrasando il vangelo lasciamo che i guardiani del tempio, i sadducei e i farisei ( = partitucoli) pratichino la loro religione ormai mineralizzata in gesti formali privi di efficacia e lasciamo che il vento rivoluzionario spiri e svegli le menti dei pubblicani e dei miscredenti politici ( cattolici, destrorsi sociali, agnostici, etc. ). In altre parole lasciamo che la “buona novella” si radichi ovunque e presso chiunque la saggezza del processo storico lo riteng

  60. Proseguo dal post 66.
    In altre parole lasciamo che la “buona novella” si radichi ovunque e presso chiunque la saggezza del processo storico lo ritenga opportuno perchè il fine per tutti è uno solo: liberare gli sfruttati dal giogo liberalcapitalista e dalle sue appendici massoniche. Il fatto che la sinistricula italiana non ha più rappresentanza parlamentare ci deve solo far gioire: finalmente i lavoratori non sono più ingessati e coatti in forme istituzionali di pseudoprotesta.
    Purtroppo skossa non posso mostrare il mio inquietante ceffo a Lecce non perchè non tirerei volentieri qualche pomodoro marcio e/o sedano fracico sul grugno di lorsignori ma perchè il mio lavoricchio nn mi consente di allontanarmi ( tuttavia medito un “colpo di testa”: vedremo). Cmq avremo un altra occasione di condividere i nostri lanci. Continuiamo pure qui se volete ma vi inviterei senz’altro a frequentare anche altri post del blog ficcandovi il vost

  61. Continuiamo pure qui se volete ma vi inviterei senz’altro a frequentare anche altri post del blog ficcandovi il vostro adunco e dantesco naso ( altro scherzo ).

    Hasta la proxima.

  62. ma i rapporti di classe, anzichè lo scontro,tra borghesia e sfruttati non può essere affrontato, tantomai risolto, col semplice spontaneismo delle lotte. E’ questo che la scienza marxista ha appurato e cercato di risolvere. Per questo l’unico strumento in grado di portare al successo e superare il capitalismo, per il proletariato rimane il suo partito di avanguardia. Ora, si può non essere daccordo con i “partitucoli” della sinistra estrema, con il loro programma,ecc., ma la necessità di un partito rivoluzionario resta e non si può rimandare il problema… alle calende greche, sospirando per ogni moto spontaneo, che anche se importante e radicale, come di cui sopra, che il capitalismo inevitabilmente provoca, ma che altrettanto riesce ad assorbire, in mancanza di un partito rivoluzionario, che riesca dialetticamente a dirigere le lotte. E’ questo che è mancato alla comune di parigi, nel biennio rosso in italia e in germania, dopo la spinta r

  63. dell’ottobre e nel dopo lenin in russia, è mancato nel ’36 in spagna, nel dopo fascio in italia, in sud america poi e in portogallo con la rivoluzione dei garofani, in cina, cuba, vietnam e corea. Riflettere sul perchè di tutto questo è importante per la nascita di un partito per la rivoluzione mondiale, oggi e lo ripeto oggi, per come bisogna agire di conseguenza, senza l’illusione che i lavoratori,gli sfruttati, all’interno dello scontro delle semplici rivendicazioni economiche, per quanto necessarie, possano ‘da se’, diventare classe ‘per se’; commetteremmo ancora un delitto ulteriore. Devo altresì sottolineare, che la società comunista non può essere racchiusa in un kibbutz, di alcune frange mensceviche del sionismo delle origini,che è fuorviante e oltretutto non abolisce, o meglio non estingue alcunchè, si limita a convivere con il sistema capitalista, in un particolarismo macroindividualista. In conclusione, ripeto,

  64. ripeto, che questo partito mondiale, non può che nascere dalla inevitabile scissione dei partiti presenti ed ulteriore forgiatura rivoluzionaria, continuando l’opera di separazione iniziata da marx nella sua battaglia contro le altre teorie e pratiche socialiste e proseguita con lenin, tra bolscevichi e menscevichi. Questo si può fare solo,o dall’interno di uno di questi partiti, oppure creandone un altro, che a sua volta battagli dialetticamente con gli altri e non rinchiudendosi nelle torri d’avorio della presunta e narcisistica “diversità cellulare” individualistica, frutto di illusioni, disillusioni e sconfitte. Per tutto questo. saluti trotskisti.

  65. Penso che tu abbia azzeccato in pieno l’analisi teorica. Se la prassi corrisponderà in buona misura alla teoria, forse riusciremo a fare la rivoluzione mondiale!
    La Terra ed i suoi abitanti ne hanno assoluto bisogno.

  66. già e se presumibilmente c’è un straccio di canovaccio, ora, pensiamo agli attori… e lancio un altra provocazione, come fatto nei miei post iniziali, per sapere con chi comunico, si è già capito, come per colonnello, le cui ‘calate’ anarco-sartriane-movimentiste meritano dei chiarimenti ad hoc, dall’esito per noi due scontato,con la nostra verve polemica… chissà,pazienza: si può dire e non banalmente,che facciamo analisi diverse, ergo, abbiamo prospettive diverse. Cerco di tenere stretta la cassetta degli attrezzi del marxismo e non mi approprio di strumenti altrui, che porterebbero lontano. Non butto il bambino del comunismmo, insieme all’acqua sporca dello stalinismo, per un nuovismo presunto, ma che non esiste. Non mischio questi, con terzo, o quartointernazionalisti, movimentisti, ecc., perchè è necessario discernere, per come suddetto. Ora, dicevo degli attori e la domanda che pongo è questa: dato che, sia io

  67. Ora, dicevo degli attori e la domanda che pongo è questa: dato che, sia io, che bolscevico, come scritto, militiamo in alternativa comunista e lavoriamo all’interno di questa in una organizzazione, quale la l.i.t. per la 4 internazionale, per la creazione del partito rivoluzionario mondiale; fedele, come detto, era nel pcl e ora non più; quindi, restate sul blog.. a gridare è scappato il leone e vedere nascosti l’effetto che fà,… aspettando, poi, le calende greche. Oppure, vi serve, limitato nel tempo,a creare qualche nuovo partito e buttarvi nella mischia? Se così, siete benvenuti, perchè da materialista dialettico, preferisco confrontarmi con le persone in carne ed ossa, che hanno un programma e lo discutono tra loro, magari attraverso il metodo del centralismo democratico, che deriva dalla democrazia proletaria della comune di parigi; come preferisco le dinamiche della piazza, alla virtualità del blog. p.s.: al naso dantesco e

  68. p.s.: al naso dantesco e corone di alloro varie, preferisco la coda del satanasso, in questo caso, mi descrive meglio. saluti trotskisti.

  69. Il fatto che due anni e mezzo fa ormai abbia attivato questo blog, per combattere la precarietà del lavoro giovanile ed in età matura è stato dovuto alla totale assenza di sindacati e partiti di sinistra sulla questione.
    Per alcuni anni il problema della disoccupazione in età matura è stato divulgato soltanto da associazioni come ATDAL OVER40 ed il problema della precarietà del lavoro giovanile da blog come “CHAINWORKERS”.
    Tutti i partitini rivoluzionari come il vostro, e quello in cui ho militato io, erano in tutt’altre faccende affaccendati.
    Ci vogliono le piazze per il pane!

  70. sulle piazze(fisiche) mi inviti a nozze….come detto, ma con il blog… niente pane e nessuna piazza reale, con persone che materialmente la riempiono. 666 e saluti trotskisti.

  71. Vade retro Saragat ! ( Abatantuono dixit )
    Non solo i partitini sono tali ma erano e sono tutt’altro che rivoluzionari. Se lo fossero avrebbero altre segreterie, non insisterebbero sullo sviluppo produttivo esattamente come il capitale e anzichè partiti sarebbero comitati.

  72. Caro skossa65 con l’informazione imbavagliata che ci ritroviamo,vedi anche le ultime nomine rai,(l’iniziale minuscola non è una svista), meno male che c’è la rete con i suoi siti ed i suoi blog, altrimenti l’informazione vera non sapremmo dove andarla a leggere o ad ascoltare.
    E l’informazione libera ed indipendente è la partita si cui si giocherà presto la democrazia in questo nostro povero Paese!

  73. …tanto è che alternativa comunista non ha e non vuole segreta-rio, segrete-rie e personaggi show, che girano per i salotti dei media; non è realista, sviluppista, economicista,politicista e manco fatta di santi in terra, ma di uomini che sbagliano, si interrogano e si possono pur mandare alla malora, perciò, veniamo a noi… Non ci casco in quel giochino: del cane piccolo, che morde quello ancora più piccolo; non stò manco a vedere chi è il più piccolo, guarda un pò!!! Quello che mi preme dire è, a mio modo di analisi, che da finchè esiste la divisione classista del lavoro e la maggioranza degli sfruttati non solo non accede all’informazione, men che meno a quella ‘libera’, bisogna conseguentemente tenerne conto e scendere sul terreno materiale dei rapporti di classe. Ovvero, banalmente, si può sul blog parlare del decreto ‘gelmini’, anzichè del battibecco avvenuto tra cobas e cremaschi, poi se

  74. si può sul blog parlare del decreto ‘gelmini’, anzichè del battibecco avvenuto tra cobas e cremaschi, poi se non si organizzano i cortei, spezzoni di corteo contro ‘la gelmini’, oppure picchetti di sciopero, tutto rimane. Con questo, dico che, bisogna che la gente si incontri materialmente, si organizzi e scenda in piazza. Questo lavoro di territorio, lo puoi fare se sei sul terreno, se vivi di conflitto sul territorio: fabbrica,studio,ecc., i tanti vietnam; facendo picchetti, distribuendo volantini, aprendo luoghi di incontro e così via. Tutte le organizzazioni, anche le proletarie, per questo, sono strutturate in circoli, sezioni, sportelli, ecc., poi comunicano anche attraverso il blog, ma le persone hanno l’occasione di vedersi fisicamente, discutere, approvare, organizzare e mandarsi a quel paese, perchè hanno luoghi fisici di incontro. Per questo, sono propenso verso la forma partito, anzichè e non è polemica, appollaiarmi su un blo

  75. appollaiarmi su un blog, lo sento molto limitativo, più da rifugio di peccatori e non lo vedo nemmeno come tentativo di controinformazione, con i mezzi informativi dirompenti dei blog a consumo del capitale sulla rete e nei media che entrano nelle case, figuriamoci. Un conto è incontrarmi veramente con i Mario Rossi, un altro trovarmi in rete tra skossa65, fedele, colonnello, bolscevico… e personaggi altrettanto virtuali. Non sò se mi sono fatto capire. P.s. Ci vuol ben altro del semplice scongiuro per 666. Poi, da quando val bene una messa, faccio pure quella… 666 e saluti troskisti.

  76. Nessuno si vuole appollaiare sul blog.
    E nessuno di noi è un personaggio virtuale, ma una persona in carne ed ossa.
    Il terreno virtuale, di cui apprezzo il valore non esclude quello fisico, di cui condivido la necessità.

  77. appunto, vi esorto, per quel che per voi può valere la mia , a fare anche la seconda esigenza, oltre il blog, per il necessario. Ci ritroveremo in piazza, con tutta la vostra intelligenza(A. Gramsci), dialetticamente in-contro. Scusate, ma io, come detto, non trovo soddisfacente il vostro metodo di lotta, per com’è ora, non mi và di impiegare il tempo… a raccogliere le uova(leggera ironia)nel blog. Per questo tolgo… la coda di 666 e chissà domani… Se qualcuno di voi, potrà venire a lecce per la settimana del controvertice del G8, oppure, per il corteo del forum noG8 di sabato 13 giugno, che, da quanto si preannuncia, sarà ‘caloroso’ con lor signori, potrà farmelo sapere per mail. Il mio IP lo conoscete. Scientemente preferisco ingegnarmi per cercare di tirarli, veramente, i pomodori agli sgherri dell’economia mondiale. Non me ne vogliate, ma ho trovato simpatico il nostro metodo di discutere,appassionato ed ironico, ma non r

  78. appassionato ed ironico, ma non remunerativo sul piano pratico. A pugno chiuso, saluti trotskisti.

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