E-mail del vicepresidente di Atdal Over-40 ad Adriano Sofri in data 17 maggio

Caro Sofri,
ho letto il tuo articolo relativo alla manifestazione di Torino dei lavoratori Fiat,  pubblicato su La Repubblica  di oggi, e vorrei esprimere alcune considerazioni soprattutto in riferimento alle tue critiche sulle contestazioni messe in atto dai Cobas.
Vorrei evitare, se non a livello di breve inciso, di entrare nel merito di un giudizio sugli “estremismi” di Rinaldini e della Fiom, spina nel fianco della CGIL, o sugli “estremismi” della CGIL, altra spina nel fianco di CISL e UIL, un bel guazzabuglio di posizioni, interessi (anche personali) che facilitano la vita alla compagine governativa e rendono del tutto incomprensibili ai lavoratori ruolo, strategie e tattiche di quei sindacati che dovrebbero tutelarne gli interessi.
Tu liquidi la faccenda bollando la contestazione di Torino come una manovra precostituita e preorganizzata ripetendo analisi che purtroppo sono all’ordine del giorno nel nostro paese. Ogni qualvolta capiti che qualcuno esca da una serie di regole più o meno liturgiche ecco che ricompare il “grande vecchio” mestatore e aizzatore degli animi. Che poi gli animi appartengano a lavoratori e disoccupati che dopo avere partecipato per anni alle scontate liturgie e scoperto che i Governi se ne fregano dei loro problemi e il sindacato non può (in alcuni casi non vuole) cavare un ragno dal buco,  finiscano per perdere la pazienza, diventa un aspetto del tutto secondario e forse troppo scomodo da affrontare.
Io non appartengo ai Cobas, rappresento una Associazione di volontariato che cerca di tutelare gli interessi di chi perde il lavoro in età matura (over40) vittima di espulsione individuale dal ciclo produttivo. Una delle tante associazioni nate dalla cosiddetta società civile, utili ai politici per riempirsi la bocca parlando a vanvera della natura solidaristica degli italiani a patto che questi volontari accettino di lavorare in silenzio senza pretendere di poter dire la loro e di avanzare proposte con un minimo di speranza di essere presi in considerazione.
Nel nostro paese abbiamo oggi circa 1,5 milioni di padri e madri di famiglia over40 del tutto privi di lavoro e di reddito. Tra di essi (dati di una ricerca dell’ex Ministro Damiano) abbiamo tra 180 e 200.000 over55 disoccupati, considerati non più ricollocabili ai quali l’unica prospettiva di reddito arriverà con la pensione di vecchiaia nonostante abbiano, in molti casi, più di 30 anni di versamenti contributivi.
L’Istat ci fornisce periodicamente i dati sui livelli della disoccupazione senza dare eccessiva evidenza alla crescita sconvolgente del numero degli “scoraggiati” cioè di coloro che non hanno un lavoro e non ne cercano uno nuovo in quanto convinti di non avere più nessuna possibilità di trovarlo. Gli “scoraggiati” erano 650.000 nel 1995, 1,2 milioni nel 2005, 3 milioni nel 2008. La cosa interessante è che questi non si sommano al numero dei disoccupati ufficiali.
Guardando al mondo del lavoro possiamo renderci conto che l’area della disoccupazione giovane e meno giovane, del tutto priva di tutele, rappresenta una enorme fabbrica virtuale ormai dismessa le cui dimensioni sono pari a 30, 40, 50  volte la somma dei lavoratori della Fiat più quelli dell’Alitalia più quelli di centinaia di altre aziende. Peccato che per molti lavoratori di queste aziende, nei momenti di crisi, siano scattati meccanismi di protezione a spese dei contribuenti. Abbiamo quindi qualche migliaio di dipendenti Alitalia (ma in passato lo stesso è avvenuto per Fiat e una miriade di altre imprese)   che verranno accompagnati da una mobilità lunga fino a 8 anni alla pensione senza che uno straccio di sindacato o di partito politico abbia mai sentito la necessità di imporre alle imprese che avevano goduto dei benefici pubblici il divieto di delocalizzare per un certo numero di anni pena la restituzione del malloppo maggiorato secondo un consistente fattore moltiplicativo.
Che tipo di risposta è stata data in tutti questi anni dai Governi di destra e di sinistra a questo diffuso malessere ?. Quali provvedimenti sono stati messi in campo al di là delle innumerevoli riforme previdenziali che hanno generato una massa di disoccupati espulsi prematuramente dal posto di lavoro, impossibilitati a ricollocarsi in quanto discriminati per l’età anagrafica e quindi preclusi al raggiungimento dei requisiti contributivi per la pensione ? Non mi pare di sbagliare dicendo che i sindacati, al di là di qualche manfrina per l’appunto liturgica, abbiano accettato tutti gli interventi sulla previdenza senza mai battersi per imporre la salvaguardia dei diritti di chi non aveva più la possibilità di scegliere se lavorare fino a 70 o 80 anni.
E che dire di storie esemplari come la lotta dei lavoratori del call center Atesia di Roma. Una lotta conclusa con un accordo sottoscritto dai sindacati i quali, certi di una bocciatura da parte dei lavoratori Atesia, hanno coinvolto nella sua approvazione i giovani di una miriade di call center in Italia del tutto all’oscuro della lotta dei colleghi romani e dei problemi che essi si trovavano a fronteggiare. Un accordo che non poteva che essere approvato grazie a logiche che stanno ad una distanza siderale dalle basi della democrazia e che, comunque, hanno visto l’espulsione da Atesia di tutti coloro che si erano battuti in modo attivo per la difesa dei propri diritti.
Non voglio dilungarmi oltre ma concludere con una domanda. Vista la palese inutilità delle lotte liturgiche, vista l’inconsistenza dell’azione sindacale e il disinteresse di Governi e Istituzioni, considerando che tu come il sottoscritto siamo contrari a opzioni di natura violenta, che cosa dovrebbero fare delle persone che non sanno più come tirare avanti ? Portare pazienza infinita, votarsi a qualche Santo, programmare dei suicidi di massa ?
Quando ci si lancia in critiche come la tua bisognerebbe provare una volta tanto a mettersi nei panni di chi vive condizioni drammatiche, di chi è esasperato e provare anche a fare qualche proposta concreta.

Un cordiale saluto.
Armando Rinaldi
Associazione ATDAL Over40

 

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