La P2 e il delitto Pasolini di Beppe Grillo

La P2 è responsabile, o complice, del delitto Pasolini? Pino Pelosi, l’allora ragazzino accusato dell’omicidio, è stato intervistato dal blog. Lo scorso anno dichiarò, come riportato nel libro: “Profondo Nero”, che i responsabili erano cinque uomini arrivati sul posto con una moto e una Fiat targata Catania. Gli esecutori. Tra loro due frequentatori della sezione del Msi del Tiburtino, Franco e Giuseppe Borsellino. Mentre lo picchiavano a morte gridavano: “Sporco comunista!”. Pelosi disse: “Se tu uccidi qualcuno in questo modo, o sei pazzo o hai una motivazione forte: siccome questi assassini sono riusciti a sfuggire alla giustizia per trent’anni, pazzi non sono certamente… E quindi avevano una ragione, una ragione importante per fare quello che hanno fatto…”.
Pasolini stava lavorando a un romanzo: “Petrolio” in cui alludeva all’attentato a Enrico Mattei, presidente dell’ENI. Pasolini scrive che Eugenio Cefis, citato con il nome di fantasia di Troya, diventa a sua volta presidente dell’ENI e questo “implica la soppressione del suo predecessore”. Cefis, secondo il Sismi, è il fondatore della P2. Alla sua fuga dall’Italia, nel 1977, il suo posto fu preso da Licio Gelli. Cefis teorizzava un golpe bianco, senza l’uso dei militari e della violenza, attraverso il controllo dei mezzi di informazione, come descritto in seguito nel “Piano di rinascita democratica” di Gelli. Per Pasolini, il delitto Mattei è il primo di una lunga serie di stragi di Stato. Una tesi sostenuta persino da Amintore Fanfani: “forse l’abbattimento dell’aereo di Mattei, più di vent’anni fa, è stato il primo gesto terroristico nel nostro Paese, il primo atto della piaga che ci perseguita.”
La Procura di Roma ha riaperto il fascicolo sull’omicidio di Pasolini lo scorso aprile dopo un post del blog, ma forse è un caso. L’avvocato Maccioni e la criminologa Ruffini hanno depositato un’istanza di riapertura delle indagini preliminari che sono state affidate al sostituto procuratore De Martino.Sono stati chiesti accertamenti sui reperti biologici presenti nei vestiti di Pasolini conservati nel Museo Criminologico.
Se il libro “Petrolio” fosse stato pubblicato, forse Pasolini sarebbe ancora vivo. Se Saviano non fosse riuscito a pubblicare “Gomorra” forse sarebbe già morto.

dal blog www.beppegrillo.it
(24 giugno 2009)

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2 thoughts on “La P2 e il delitto Pasolini di Beppe Grillo

  1. Sopresa: Il SISMI spia l’ENI (e non solo)Si arriva a questa intrigante conclusione leggendo un articolo che titola:
    “GENOVA – SPY STORY AL PESTO – ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA”
    Notizia tratta dal portale Indymedia al link:
    http://piemonte.indymedia.org/article/1347
    Desecretati” dopo altre 8 anni documenti TOP SECRET.Dagli scaffali impolverati (ed incustoditi) della Procura delle Repubblica di Genova torna alla luce un carteggio riservato (e alquanto sconcertante). Un Thriller senza pari, storie di intrighi e spionaggio internazionale all’ombra della Lanterna. Lui – ALTANA PIETRO – è uno scomodo “giornalista” economico genovese. Vien denunciato dalla società Armatrice COECLERICI SPA per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive. Il quotidiano ligure pubblica la notizia: “SPIATA VIA FAX L’ALTA FINANZA, INTERCEPTOR RUBA I SEGRETI DI AZIENDE ED AVVOCATI” (IL LAVORO-REPUBBLICA 20/12/1994)La Procura Genoves

  2. ENI, “codice etico” e Servizi Segreti

    Notizia tratta dal portale Indymedia al link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/5520

    In una surreale seduta Straordinaria del Consiglio di Amministrazione dell’E.N.I. (che trovate trascritta ed in originale) evocato il nome d’un fantomatico giornalista (Altana Pietro) e dei nostri Servizi Segreti Italiani

    Stà scritto lì, nero su bianco, nel verbale del C.d.A. dell’E.N.I.:

    “… l’11 giugno 2004 Abb denuncia alcuni manager dalla sua filiale milanese di occultamento di perdite di 70 milioni di euro e rassegna al PM Francesco Greco due nomi di propri dipendenti, tali Carlo Parmeggiani e Piarantonio Prior, che sarebbero coinvolti anche anche in una tangente al manager di Enipower Larenzino Marzocchi.Mi chiedo per quanti anni ancora sarebbe andata avanti tale forma e genere di crimine se non ci fosse stata nel marzo 2004 l’indagine del profession

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