Lascio il sindacato che non c’è

ME NE VADO DALLA FIOM CGIL, LASCIO IL SINDACATO CHE NON C’E’

Ai membri del direttivo Roma FIOM Roma Nord

Alla segreteria Roma Nord

Alle RSU FIOM Thales Alenia Space

Con la presente , vi confermo le mie dimissioni dal comitato direttivo della FIOM roma Nord e la mia riconsegna della tessera FIOM.

Lascio la FIOM CGIL non senza dispiacere pur tuttavia mi rendo conto che ci sono delle impostazioni divergenti. Troppo pesano all’interno della FIOM le zavorre politiche, in primis la subalternità al PD Il cui progetto interclassista ha imposto e accelerato un mutamento del sindacato in ente patronale e assistenziale, mentre la realtà dimostra quanto sia necessario un sindacato di classe , cioè un organizzazione che esprima in maniera inequivocabile e conflittuale gli interessi dei lavoratori.

Oggi siamo messi di fronte ad una crisi sistemica del capitalismo , con evidenti ricadute in termini di attacco a diritti , al salario ed all’occupazione, ma le risposte del sindacalismo confederale sono nel caso di CISL e UIL collaterali. Come direbbe Sacconi sono complici, mentre la politica della CGIL è semplicemente evanescente. Non c’è da parte degli organismi dirigenti nessuna preparazione alla difesa ed alla risposta.a questo attacco profondo e lo stesso ruolo della FIOM si sta rivelando alla lunga consolatorio.

Mentre per i padroni è chiaro che da questa crisi se ne esce aggredendo i diritti dei lavoratori, con la ricetta dei sacrifici e della maggiore precarietà .

Stiamo assistendo immobili all’espulsione di migliaia di lavoratori in tutti i settori .

La revisione del contratto nazionale sottoscritta da CISL e UIL , ha visto l’opposizione timida, “ il minimo sindacale” parte della CGIL, ma è bastato aspettare un paio di mesi ed i cadaveri sono venuti a galla .

Fausto Durante ha girato per le aziende sostenendo nelle assemblea il no accordo, sottoscritto da CILS, UIL ed UGL , ma dopo due mesi scarsi sulle pagine del Riformista ha sostenuto l’esatto contrario, altri dirigenti sempre della CGIL lo hanno imitato prima e dopo .

Queste sono oggi la CGIL e la sinistra espresse in questi ultimi venti anni, sepolcri imbiancati , cerimonie e liturgie utili solo per attestarsi su una mera rappresentanza vivacchiando di tessere e voti . Tutto molto distante dalle esigenze dei lavoratori. Sarà un caso ma nel paese dove storicamente il movimento operaio era fortissimo oggi siamo condannati allo sfascio istituzionale, ai salari più bassi e al degrado politico,. Cala il salario diretto ed indiretto ma crescono le speculazioni . Non credo che sia un caso è una scelta di campo che deriva dall’idea politica di riformare e mitigare il capitalismo ritagliando per il sindacato il ruolo di ente coogestore delle imprese. Insomma il sindacato nel futuro staccherà la sua cedola dai consigli di amministrazioni pubblici e privati.

Il punto di vista del mondo del lavoro pur rappresentando la maggior parte della popolazione è uno zero politico infatti rappresentanza politica è monopolio di imprenditori e professionisti e nel caso della sinistra ai professionisti possiamo aggiungere un cospicuo ceto politico che svolge egregiamente la funzione di tappo

Lascio la FIOM e la CGIL per fare più politica e sindacato di prima , lascio nell’organizzazione molte compagne e compagni ma sono sicuro che con molti di voi ci ritroveremo a fare battaglie piccole e grandi , con altri no, saremo avversari politici e questo è un bene in termini di chiarezza ed autonomia politica.

Le recenti vicende piccole, drammatiche ed intense che ho vissuto nell’azienda in cui lavoro mi hanno messo in chiaro se mai ce ne fosse stato bisogno , che la lotta di classe si svolge ma è esercitata dal capitale contro il lavoro , che oggi il sindacato in aziende come Finmeccanica è tollerato se è un sindacato parziale o di comodo, fattore questo che avvia ricadute pesantissime sulla natura del sindacato stesso.

Possiamo anche avere molte tessere ma se la capacità e la politica sindacale sono evanescenti, i frutti della pratica sindacale ne saranno condizionati, non a caso in Italia ad alto livello di tessere sindacali corrisponde un altrettanto basso livello di conflittualità e di salario.

Chiudo con una riflessione: la CGIL è critica o meglio chiusa a qualsiasi confronto con quanto si muove sul fronte sindacale e politico alla sua sinistra (vedi i sindacati di base) ma riesce a tollerare di essere messa all’ angolo dalle propaggini sindacali legate al PDL . Perché ?

Marco Benevento (ex delegato Fiom in Finmeccanica)

Lettera aperta a Contropiano
venerdì 19 Giugno 2009

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