La stagista in Europa

Cari amici,

lo scorso week-end sono andata a trovare la mia cara Robertina a Dublino.

La mia compagna stagista in cerca di fortuna è arrivata fino all’ACCAPì, la multinazionale del piccì. Trascorre le sue giornate al telefono con italiani che pretendono un mouse per il proprio lappetoppe o che vogliono che la mail appena inviata non arrivi in nessun caso al destinatario. Insomma è diventata una sorta di crocerossina informatica.
Il lavoro è pagato bene, 1.900 euri netti al mese. Stipendio bassino a detta degli irlandesi, ma che lascia a bocca aperta gli itagliettiani abituati alla StRage.
Ma il bianco non è così candido come appare a prima vista.
Molte aziende stanno chiudendo interi reparti. Le multinazionali americane che hanno trasformato le campagnole in donne in carriera stanno mordendo al collo la tigre celtica. E gli italiani tornano gattini con la coda tra le gambe.
“Ho paura di non sapere più dove fuggire. Ho paura di non stare bene in nessun posto. Vorrei solo fare il lavoro per il quale ho studiato per anni e poter ricevere uno stipendio dignitoso” mi confessa imbronciata Robertina.
Allora le racconto di Elisabetta, una brava fotografa. Elisabetta ha più o meno la nostra età e vive a Berlino. L’ho incontrata grazie alla mia Vita da StRagista, quella sconosciuta ai conoscenti, ma nota ai vicini di cuore e di bit. Mi ha scritto raccontandomi il suo interessante progetto “Structurally recyclable, basically disposable”, una mostra che racconta lo stage attraverso le esperienze dei giovani di tutta Europa. Elisabetta promette di scattare foto agli stagisti e di accompagnare ogni immagine con le parole dettate dagli stessi protagonisti. Il concetto su cui si basa la mostra è quello del “riciclabile”. Lo stagista, infatti, come ben sapete, si usa per tre mesi, sei mesi, poi viene riciclato con un nuovo, economico ed ecologico neostagista. E la catena continua fino a che non arriva lo StRagista che la spezza.
Ma qualcosa in Europa sembra muoversi.
Tra Repubbliche degli StRagisti, Structurally recyclable, basically disposable, e gli scopritori di Mtvisnotsocool, forse non c’è da fuggire, ma da s-catenarsi.
L’opera di Elisabetta Lombardo che potete ammirare di seguito, dice proprio questo.

da www.vitadastRagista-Luce (9 luglio 2009)

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