L’unità dei comunisti si fa sul Trotskysmo

La clamorosa sconfitta delle sinistre alle elezioni politiche del 2008 e europee del 2009 ha segnata, in modo indiscutibile, la fine del “bertinottismo” in tutte le sue salse, dal “dilibertismo” al “ferrerismo” di ultima ora . L’effetto sul corpo militante delle forze comuniste, oramai deluse, è stato quello di una vera propria bomba.

Molti compagni , in particolar modo militanti di base, per reagire a questa cocente sconfitta sono stati spinti, e lo sono tutt’ora, da una sorta di desiderio unitario delle forze comuniste. Insomma una risposta emotiva, legittima, ad un disastro politico.

Sarebbe stupido, oltre che sbagliato, da parte di tutto il mondo comunista glissare tali riflessioni eludendo completamente il confronto politico.

Due sono, a parer mio, i punti nodali senza i quali si ridurrebbe la proposta sull’ “unità comunista” (federazione o fusione) ad una semplice retorica “affettiva”.

IL bilancio delle nostre rispettive esperienze politiche, dei nostri percorsi, insomma quello che abbiamo fatto nel corso degli anni e, come secondo aspetto, il metodo.

IL BILANCIO POLITICO.

Negli ultimi quindici anni abbiamo assistito ad un vero e proprio tradimento dei gruppi dirigenti delle forze politiche della sinistra riformista ai danni della classe operaia . Un tradimento finalizzato, questo la recente storia ci insegna, al solo fine di ottenere qualche posto istituzionale; sia che fosse un ministero della giustizia (Diliberto), della solidarietà (Ferrero) o presidenza della camera (Bertinotti) . Insomma si è mercimoniato le proprie idee (vere o presunte), sbandierate al popolo della sinistra sino al giorno prima dell’investitura padronale, per entrare nelle stanze del potere.

Segnalato questo, entriamo nel dettaglio per capire, per farci un idea, di cosa questi dirigenti dotati di etica, perlomeno, sibillina hanno votato.

Governo Prodi 96\98

Rifondazione allora guidata dai Bertinotti, Diliberto, Grassi, Rizzo e Ferrero votò:
1) Pacchetto Treu. La prima legge precarizzante del lavoro.

2) Privatizzazioni. Aumentando, nei fatti, la disoccupazione e l’incertezza lavorativa.

3) Finanziaria da circa 80 mila miliardi di lire che gravò unicamente sul mondo del lavoro.

4) Detassazione delle rendite, con immensa gioia dei grandi imprenditori, muovendo a mo’ di domino cinese l’effetto “forbice economica”, ovvero aumentando il divario economico tra ricchi e i poveri.

5) CPT. I famosi campi lager a cielo aperto per gli immigrati.

Rifondazione satura del suo operato… (sic!) ruppe nel ’98 con il primo centrosinistra di Prodi. La rottura di Bertinotti e Ferrero, come gli eventi successivi ci hanno dimostrato, fu fatta in modo del tutto strumentale. Poter, nel prossimo futuro governo di centro sinistra, contrattare con maggior peso la spartizione di posti istituzionali. Così fu. Bertinotti uscì dal governo per poi rientrarci dalla porta principale otto anni più tardi. Diliberto, Rizzo e Cossutta non ancora soddisfatti delle loro durissima lotta di classe – il mondo del lavoro ancora li ringrazia con vivo entusiasmo – decisero di sostenere il successivo governo di centrosinistra creato ad hoc da D’Alema. Un governo che si fece protagonista anche del bombardamento dei Balcani.

6) Guerra nei Balcani.
Dunque questo primo bilancio dell’esperienza governativa, per usare un eufemismo, non può essere definita brillante…

La situazione cambia. Nel giro di pochi anni il centro sinistra vince nuovamente le elezioni, nel 2006. Oramai PRC e PDCI sono un tutt’uno politico, ritornano finalmente a fare la politica che più gli sta a cuore: il sostegno incondizionato al nuovo governo dei banchieri, al nuovo governo Prodi.
Entrando nel merito elenchiamo cosa sono riusciti, questa volta alla luce dell’esperienza governativa passata, a sostenere a Montecitorio i vari leader “antagonisti”.

7) Guerra Afghanistan, Libano e Balcani. Hanno nuovamente sostenuto le missioni militari.

8) Aumento delle spese militari. Un aumento, per gli armamenti militari, pari al 17%

9) Continuazione della legge Biagi. La legge conosciuta come legge 30 quella che ha , letteralmente, polverizzato il contratto a tempo indeterminato.

10) Tfr alle banche. IL trattamento di fine rapporto (liquidazione) è stato, per fare cassa, gentilmente regalato alle banche.

11) Aumento dell’età pensionabile.

E dulcis in fundo, questo ultimo punto vale solo per Ferrero. Last but not least.

12) Votazione di un decreto legge xenofobo e razzista mirato ad espellere cittadini comunitari.
Questo breve, ma intenso, periodo governativo dei dirigenti della sinistra “radicale” ( 2008 caduta del governo Prodi) a cui -seppur con complicità diversa – va aggiunto Turigliatto (dirigente di Sinistra Critica il quale con completa : nonchalance si è preso l’onere di votare una missione militare e una finanziaria lacrime e sangue per il mondo del lavoro) è stato un massacro.

Un’esperienza tragica, non solo per i suoi contenuti politici e etici, ma anche per i suoi fini. Questa gente ha votato e si è schierata contro la sua base di riferimento, peggiorando le condizioni attuali del mondo del lavoro e sciogliendo l’opposizione di classe nel paese.

Questo è il loro bilancio, questa è stata per 15 anni la loro politica. Mentre in contemporanea in Francia (CPE) e nella Martinica (aumento salariale) proteste di massa, guidate dall’estrema sinistra trotskista di opposizione otteneva delle vittorie.
Ma perché si è verificato tutto questo? Il problema risiede, solamente, in un gruppo dirigente opportunista e irresponsabile?

Non credo che questa tragedia politica della sinistra sia stata il frutto unicamente della vanità politica dei suoi dirigenti, ma credo che le responsabilità risiedano anche nel loro metodo, nella storia…

IL METODO POLITICO.

Profondamente scorretto, non solo eticamente ma anche storicamente, cancellare con un colpo di spugna le differenze del movimento operaio e delle sue correnti. Mettere sullo stesso piano lo stalinismo con il troskismo vorrebbe dire mettere sullo stesso piano la controrivoluzione burocratica con la rivoluzione operaia.

Quale falce e martello?
Lo stalinismo e sulle diverse sfumature di sinistra ( maoismo) non vanno criticati, come ha fatto Bertinotti, unicamente dal versante dei diritti. Rispetto delle posizioni altrui in seno al movimento comunista, ma anche per il suo metodo. Un metodo politico al servizio dell’autoconservazione e dei suoi privilegi, che ancor oggi non sembra aver abbandonato i dirigenti dei partiti della sinistra radicale.

1) L’ INDIPENDENZA DI CLASSE.

Le uniche esperienze positive che hanno contraddistinto il mondo del lavoro hanno, come base, la strategia dell’opposizione politica e la tattica del fronte unico. Il disastro del movimento operaio in Cina tra il ’25 e il ’27, la sconfitta nella guerra civile spagnola, l’ascesa del nazismo o l’avvento della dittatura cilena, solo per fare alcuni esempi, sono il frutto di un impostazione politica sbagliata, che sia l’ultrasinistrismo o che sia la tattica del fronte popolare.

CINA: La politica del partito bolscevico, ormai stalinizzato, nel processo rivoluzionario del 1925-’27 fu di subordinazione al Kuomitang (organizzazione nazionalista borghese). Questa politica di collaborazione, portata avanti con insistenza da parte di Stalin, non solo provocò l’implosione del processo rivoluzionario, ma fu anche direttamente responsabile di uno dei più grandi massacri operati dalle forze borghesi (Kuomitamg) ai danni del proletariato. A fine marzo del ’27, dopo che Stalin aveva ordinato il disarmo degli operai sotto l’ indicazione di Chang Kai Sheek, Chang Kai sheek entrò a Shanghai e massacrò migliaia di operai i cui cadaveri riempivano le strade.

GERMANIA: L’internazionale guidata da Stalin e Bucharin avanzò l’idea che la socialdemocrazia era il miglior alleato del fascismo, da qui “socialfascimo”, e che il KPD doveva concentrare i suoi attacchi contro gli agenti del fascismo inseriti nella classe operaia socialdemocratica (SPD) . Stalin sosteneva che non ci fossero differenze tra la democrazia e il fascismo. Nel settembre 1930, il Rote Fahne, organo del PC tedesco proclamò: “Ieri è stato il giorno più grande del signor Hitler, ma la cosiddetta vittoria elettorale dei nazisti è l’inizio della fine”. Togliatti lanciava, nella seconda metà degli anni trenta in Italia, l’appello: “ai Fratelli in camicia nera”… Insomma invece di promuovere un fronte unico d’azione (unire la classe operaia sul terreno della lotta) si propose la politica di ” ultrasinistra” di isolamento (terzo periodo).

SPAGNA: La situazione rivoluzionaria fu congelata e oppressa dal IC comunista guidata da Togliatti-Stalin. La politica di collaborazione fu una sorta di dogma… ancora una volta l’indipendenza di classe fu sacrificata per il mantenimento della burocrazia sovietica. Gli stalinisti in Spagna furono assorbiti dal compito, per la quasi totalità del loro tempo, di massacrare trotskisti e anarchici .

Compagni come Nin e Berneri furono uccisi, le menzogne fabbricate da Mosca erano priorità… Ordine e verità indiscutibili…

Ci sarebbero moltissimi altri esempi storici, come scritto sopra, in cui si evidenzia il fallimento della politica staliniana in tutte le sue eccezioni dalla “Svolta di Salerno” del ’46, alla Grecia degli anni ’60, al Cile prima dell’avvento di Pinochet ecc. La costante è sempre la medesima.
L’unica chance che ha il proletariato per vincere si fonda su un principio indissolubile: l’autonomia politica.

2) IL PROGRAMMA TRANSITORIO.
La lotta politica delle organizzazioni che si richiamano al movimento comunista, dovrebbe essere coerente, lineare e sopratutto credibile. E’ difficile, come abbiamo visto, aver fiducia in una classe dirigente che da un lato critica le politiche reazionarie (guerre, precariato, immigrazione ecc) e dall’altro le vota. Tutto il contrario di tutto. Manca il metodo, la strategia. Il solo obiettivo che caratterizza PRC e PDCI e il loro riciclo come casta politica.

Trotskij: “bisogna aiutare le masse a trovare, nel processo della lotta quotidiana, il ponte tra il programma delle rivendicazione attuali e il programma della rivoluzione socialista. Questo ponte deve consistere in un sistema di rivendicazioni transitorie che partano dalle condizioni attuali e dal livello di coscienza attuale dei larghi strati e della classe operaia e portino invariabilmente ad una sola conclusione: la conquista del potere da parte del proletariato”.
IL Partito Comunista dei Lavoratori fa suo il metodo transitorio . Non esistono sotterfugi, ripiegamenti e contingenza attuali. O si lavora per il proletariato o ci si piega alle politiche padronali.

3) L’INTERNAZIONALE COMUNISTA.
L’internazionalismo non è semplicemente un sentimento di solidarietà. In Italia la politica internazionale, quando vi è stata, si è ridotta ad un semplice atto di solidarietà. Questo hanno fatto i sedicenti partiti comunisti. Né Marx con la Prima, né Lenin con la Terza e né Trotskij con la Quarta hanno fondato l’internazionale comunista per hobby. Hanno costruito e ricostruito l’internazionale dei lavoratori perché sapevano che il socialismo o sarà internazionale o non sarà…

LE NOSTRE PROPOSTE
Rilanciamo l’unità d’azione tra le sinistre. Siamo noi oggi avanzare tale proposta, Parlamento delle sinistre. Vogliamo costruire una rete che unisca, sul terreno pratico, il mondo del lavoro passando per le lotte di movimento, sindacali, dei diritti ecc. Solo l’unità d’azione, tramite la spinta del movimento di massa, è la tattica giusta e vincente.

Ma non siamo pronti a rinunciare alla nostra indipendenza politica . Questa scelta sarebbe, in partenza, sbagliata. Non si tratta di salvaguardare il proprio recinto politico come alcuni affermano, bensì continuare per la strada della coerenza rivoluzionaria. Lenin diceva che agli operai bisogna dire la verità. La verità che le oltre organizzazioni comuniste (PRC e PDCI) hanno fatto parte per anni di comitati d’affari dei banchieri (centro sinistra) e continuano a farlo (giunte locali).

Invitiamo i compagni delle altre organizzazione comuniste a rompere con il loro gruppo dirigente e a passare nelle file del PCL. Queste organizzazioni sono da freno per il mondo del lavoro, PRC & Company hanno tradito il mondo del lavoro per la loro sopravvivenza.

O si sta dalla parte della soluzione (PCL) o si permane dalla parte del problema (PRC PDCI)…

www.pclavoratori.it
(12 Luglio 2009)

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