A Berlusco’ ma che cazzo stai a ddì?

Qualche sera fa  per “La grande Storia” su RAI3 abbiamo assistito alla puntata dedicata alla nascita della dittatura fascista in Italia.
In questo modo abbiamo potuto cogliere insieme agli orrori ed ai delitti perpetrati nel ventennio in patria e fuori
(nelle guerre coloniali in Libia ed Etiopia, e durante la seconda guerra mondiale in Grecia e Jugoslavia) , delle sintomatiche analogie con il regime berlusconiano.
Un episodio sugli altri: nel clima di violenza e sopraffazione instauratosi con il fascismo, in cui pestaggi ed uccisioni di avversari politici erano all’ordine del giorno, un operaio aggredito da una squadraccia si difese tempestivamente abbattendo con la pistola due fascisti.
Ebbene visto che non era riuscito ad ucciderlo con la proditoria aggressione, il regime fascista lo condannò a morte mediante fucilazione. E qual era la sua colpa? Legittima difesa!
Oggi il nostro padrone Silvio Berlusconi vorrebbe mettere il bavaglio al “TG3 “e a “la Repubblica”, rei di dare le notizie sulla crisi economica e sulla disoccupazione che attanagliano il Paese, sul crollo di venti punti percentuali della produzione industriale nei primi sei mesi dell’anno e sui conti in profondo rosso del bilancio dello Stato.
Non lo può più sopportare dice lui, mentre i suoi cinque tg, omettono le notizie sgradite al governo e manipolano l’informazione, ed Emilio Fede, in buona compagnia con i giornali del padrone denigra e sbeffeggia gli oppositori.
Quindi bisogna condannare a morte l’informazione indipendente che ancora resiste in questo paese, rea di continuare a fare il suo mestiere, e di sbugiardare il padrone che descrive un Paese immaginario, quando in quello reale avanza la povertà delle famiglie, e le piccole e medie imprese chiudono per mancanza di credito dalle banche, aiutate a suo tempo con il denaro pubblico a superare la crisi.
Napoleone Bonaparte, amava ripetere “Che il francese era nato per amare, l’italiano per cantare, e lo spagnolo per pregare”.
A Berlusconi, ormai gliele abbiamo cantate tutte, eccetto quelle che Napolitano ha secretato, ora è il momento
di dimostrare, che anche noi italiani sappiamo amare come i francesi e non solo le donne, ma anche il nostro Paese ed
i nostri concittadini.
Ribelliamoci al tiranno!

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