Fascista!

Nel ’68, anno della rivolta studentesca, e ’69 quando scoppiò l’ autunno caldo degli operai, e per tutti gli anni ‘70 l’insulto politico peggiore era “fascista!”. Volava anche nelle discussioni tra compagni “sei un fascista di merda!”, quando i discorsi di qualcuno non trovavano riscontro nel suo comportamento.
Ora a distanza di quarant’anni , con tutto quel che è successo nel frattempo in Italia e nel mondo, l’insulto infamante è diventato “comunista!”, per merito del nostro presidente del Consiglio. Come se essere comunisti fosse una colpa, un peccato originale, una macchia indelebile sulla coscienza. L’epiteto torna utile contro chiunque si opponga ai suoi disegni: presidente della Repubblica, Corte costituzionale, magistratura, stampa indipendente ed avversari politici. Tutti comunisti da abbattere! Ciò che Berlusconi sa bene, ma non dice, è che i comunisti furono i più fieri oppositori del regime fascista di Mussolini, che diedero un grande contributo di vite umane alla Resistenza ed alla lotta partigiana, da cui sono nate la Repubblica e la Costituzione. Ecco perché usa il termine “comunista” come un insulto: perché il suo è già un regime fascista mediatico, che ha bisogno di distruggere i suoi oppositori con le armi del dileggio, della denigrazione e della calunnia. Del pestaggio mediatico insomma. Ed allora forse è il momento di chiamare le persone con il loro nome: Berlusconi è un fascista, come Fede, come Feltri, come Belpietro, come MInzolini, come Annalisa Spinoso, autrice del servizio giornalistico di Mattino 5 sul giudice Mesiano, come Claudio Brachino, conduttore della suddetta trasmissione, ed Alfonso Signorini, ispiratore di simili manovre.

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