Brenda: è morto un trans? No, è morto un povero.

Il caso Marrazzo potrebbe costituire la trama di un romanzo di F.S. Fitzgerald: un uomo ricco, potente, di successo, un uomo con cui la vita è stata estremamente generosa insospettabilmente si rivela fragile, debole. Egli infatti frequenta da anni un trans conducendo una inimmaginabile seconda vita. Sarebbe interessante sapere il perchè di questa scandalosa frequentazione.

Forse, come per Lapo Elkann, la necessità di trovare un confidente comprensivo deborda verso una vicenda sessuale dai contorni inquietanti in cui la necessità di scavarsi una nicchia di autenticità nella selva dei doveri da assolvere diventa una necessità insopprimibile. Forse questa nicchia gli era necessaria per poter reggere la parte dell’uomo affidabile, integerrimo, "perbene" così come gli ha richiesto, e anzi ha preteso, la sua classe di appartenenza: da una parte la necessità di soddisfare la sua immagine pubblica, dall’altra la necessità di concedersi delle pause di autenticità, sia pure con un trans, dal momento che la sua, a questo punto menzognera biografia costruita per il pubblico borghese artefice del suo successo, non gli avrebbe mai consentito una confessione pubblica delle sue debolezze.

Ma la verità è emersa e subito per Marrazzo, assieme alla condanna sociale, è scattata la corsa per metterlo al riparo dal cannibalismo di classe: la moglie dichiara di amarlo ancora, i benedettini gli mettono a dipsosizione un convento in cui ritirarsi, gli avvocati si mobilitano per proteggerlo, il mondo della politica segue un basso profilo nel valutare l’intera faccenda. Possiamo immaginare che la carriera politica di Marrazzo si concluda qui, ma possiamo immaginare anche che la sua vita continuerà all’insegna del benessere materiale e riscaldata dal calore degli affetti di familiari, amici, conoscenti, colleghi. Tutto chiaro e risolto quindi ?

No. Come in un romanzo esiste un cono d’ombra in cui nessuno pare abbia voglia di gettare un fascio di luce: qui giace, ormai inerte, la figura del trans Brenda forse suicida, la cui vicenda è stata liquidata in quattro e quattr’otto . La vicenda del trans è infatti, per il pubblico borghese, ossia per il pubblico tout court, assolutamente marginale. E’ infatti la storia, sempre secondo l’interpretazione borghese, di un vizioso depravato che sostanzialmente ha avuto quel che si meritava. Massima protezione per Marrazzo, massima indifferenza per Brenda: a ciascuno il suo come direbbe Leonardo Sciascia. Infatti del trans Brenda, a parte il fatto che sia un trans, non sappiamo niente, nemmeno il vero nome. Non ne conosciamo la storia, non conosciamo i motivi che l’hanno condotto in Italia, non sappiamo niente di niente per il semplice fatto che i mass media ne hanno decretato la morte sociale anticamera, come spesso accade per i suicidi, della morte fisica. Indifferenza beninteso non solo dei mass media ma anche del mondo politico sia di destra che di sinistra. Per la destra e i cattolici il trans Brenda è una aberrazione. Nè uomo, nè donna ma certo amorale. Per la sinistra vale la pena di parlarne solo nell’ambito di una generica battaglia a favore del relativismo sessuale cioè una battaglia ideologica magari in chiave anticattolica portata avanti dai soliti radical intellettualoidi di buona famiglia spocchiosi e supponenti. Insomma di lui come persona non se n’è occupato nessuno. Nemmeno le autorità se ne sono occupate non foss’altro che per proteggerlo da eventuali vendette considerato l’ambiente altolocato ( e quindi pericoloso )in cui è maturato il caso Marrazzo.

Ma il trans Brenda non è vittima solo del cinico perbenismo borghese, nè degli sproloqui intellettualistici di sinistra incapaci di vedere persone in carne e ossa dietro l’ideologia. Brenda è vittima soprattutto della povertà e della solitudine come dimostra il fatto che viveva in un ignobile abituro seminterrato di 28 metri quadri: tutti infatti fanno finta di non sapere che trans o prostitute/i, spesso si diventa per uscire dalla povertà così come, per lo stesso motivo, talvolta si diventa preti o militari nei paesi del secondo o terzo mondo. Gli amici trans della vittima confermano inoltre che il denaro guadagnato è mandato in gran parte in Brasile a favore dei genitori che possiamo supporre anch’essi in stato d’indigenza. Chi va in piazza a protestare contro il razzismo o l’omofobia di cui sono vittima anche i trans o è ingenuo o è in malafede perchè si dovrebbe innanzitutto andare in piazza contro la povertà. Ma certo è molto più semplice liquidare i trans come dei depravati pieni di soldi (idea borghese di destra) oppure come uomini che coraggiosamente hanno osato infrangere i tabù sociali per essere se stessi secondo le analisi dello psicologismo più disumano ( idea borghese di sinistra).

Insomma tutti gli appigli sono buoni per non avere troppi scrupoli di coscienza quando qualcuno di essi muore in circostanze violente. La verità è che la questione sociale del relativismo sessuale nel caso dei trans o della prostituzione femminile o maschile è una pura invenzione dei mass media borghesi. Diventare trans o prostitute non è una scelta di libertà, nè una propensione sessuale, ne una depravazione morale ma è il frutto di un orribile costrizione: Quella di non morire di fame con ogni mezzo necessario.

Se abbiamo il coraggio di chiamare le cose col loro nome, il vero scandalo allora è che l’altro giorno non è morto un trans ma è morto un povero.

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2 thoughts on “Brenda: è morto un trans? No, è morto un povero.

  1. Solo poche considerazioni. Innanzi tutto la regola generale è che la borghesia salva ed assolve sempre i suoi figli (in particolare se potenti e con i soldi). Marrazzo ha dimostrato di non essere capace di gestire i nostri interessi.Non mi interessano le sue scelte sessuali,sarà suo compito gestire i rapporti con la moglie ed i figli,ma come uomo publico che non ha denunciato il ricatto ha dimostrato l’inadeguatezza di questa classe politica dove,pur di avere voti,si prendono cani e porci.Brenda si è trovata in un gioco più grande di lei,forse pensava di fare i propri interessi,ma con i potenti c’è poco da fare.Per ultimo inserisco il caso Marrazzo nei nuovi metodi di lotta politica.Questa volta è vincitore la destra ma,come si nota,non viene fatto totalmente l’affondo in un classico gioco mafioso del tipo “attenzione sappiamo quello che fate” e pertanto non si deve mai spingere tale gioco troppo oltre.

  2. Vedi in generale nemmeno a me interessano le scelte sessuali di chiunque a patto che non vengano mascherate come scelte di libertà quando invece sono dettate dalla fame : in gioco non è la libertà dei costumi sessuali ma la libertà di poter scegliere di non diventare trans per garantirsi la sopravvivenza. La borghesia a livello consapevole ( mass media ) e inconsapevole ( cittadini ) permuta o scambia la natura dei problemi per giustificare moralmente l’iniquità del sistema che ha eretto. Il rischio è quello di indignarsi per A ( in questo caso i diritti dei trans) mentre la vera natura del problema è B ( povertà che obbliga a diventare trans per non fare la fame ).

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