Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi

"Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi". Ditelo in pubblico, al bar, al ristorante. Gridatelo in radio, ai semafori, scrivetelo ai giornali, inviate mail ai siti italiani e internazionali, alle caselle di posta dei deputati, dei senatori. "Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi". Non voglio passare la mia vita a inseguire l’ultimo Lodo Alfano, l’ultima ghedinata, l’ultima assoluzione per legge di un corruttore. Non voglio mettermi a discutere sull’ennesima legge ad personam, sulla presa per il culo della democrazia a ripetizione. Non sopporto più i servi che blaterano di riforma della giustizia nei programmi televisivi. Che difendono l’indifendibile, pagati per mentire, coprire, ululare.
E’ mai possibile che gli italiani, anche quelli rincoglioniti dalle televisioni, non abbiano un moto di rigetto, un conato di vomito a vedere la Repubblica Italiana trattata come una zoccola? Il Grande Corruttore ha corrotto forse ogni coscienza? Tutto ciò che ha toccato nella sua vita si è corrotto, decomposto. E’ lui l’H1N1 della nostra democrazia. Un campione del falso perbenismo che ha trasformato ogni persona in un Capezzone: da Ratzinger a Bossi, da Fini a Bertone. Fa eccezione D’Alema che è un capezzone naturale.
Lo psiconano è un uomo in fuga, una vita in fuga dai processi, uno che ha sempre pronto un piano B per sfuggire alla Giustizia, e poi un altro piano B e un altro ancora. Milioni di piani B, fino alla consunzione del Paese. Un signore che ha permesso che Veronica Lario, madre di tre dei suoi figli, venisse messa con le tette al vento su Libero per averlo criticato. Che usa l’informazione come un ventilatore sparamerda su chiunque gli sia d’ostacolo. L’Italia merita di meglio, siamo diventati lo zimbello del mondo.
Questo vecchio di settantaquattro anni ha fatto il suo tempo come la compagnia di giro che ha messo insieme per proteggersi e che ammorba l’informazione e il Parlamento. Arroganti e ridicoli. Finito Berlusconi (perchè finirà), dovremo pulire dalla sua merda le stalle d’Italia. Ci vorranno anni.
Il 5 dicembre pomeriggio a Roma in piazza della Repubblica è stato organizzato dalla Rete un giorno di caloroso commiato allo psiconano: il "No B day". Io ci sarò. 250.000 persone hanno già dato la loro adesione. Il PDmenoelle ha rifiutato, alla piazza preferisce l’inciucio. Invito i Meet up a partecipare e a diffondere l’iniziativa. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

da www.beppegrillo.it  13 novembre 2009

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7 thoughts on “Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi

  1. Anche se nel nostro linguaggio quotidiano, appunto al bar e con gli amici continuiamo a dire che Berlusconi ci ha rotto i coglioni,sappiamo che non facciamo un passo avanti per liberarcene.Certamente è giusto partecipare,promuovere e propagandare tutte le iniziative che si pongono l’obiettivo di farlo cadere,ma diciamocelo se non partono le iniziative massicce di lotte dal mondo del lavoro questo governo non cade.E non tutti,anche se affermano il contrario,vogliono farlo cadere,non solo perchè si sono spartiti il potere,ma perchè non saprebbero cosa fare se ne dovessero prendere il posto.O anche se arrivassero al governo tali forze farebbero la stessa politica economica.Facciamo cadere Berlusconi,ma anche quelli che seguiranno.

  2. Concordo con la sostanza del discorso di Vincenzo: Berlusconi non è la causa ma solo l’effetto. C’è inoltre il rischio di fare dello snobismo di sinistra attaccando B. su questioni etiche senza dire una parola sui drammi dei lavoratori italiani. Dalla prospettiva dei lavoratori il problema non è B. ma i partiti di sx: l’unico vero gesto rivoluzionario è ignorare completamente B. e organizzare una grande manifestazione di lavoratori contro la sx italiana colpevole di connivenza con il potere.

  3. Il problema non è solo B., ma purtroppo la sx (questa sx).Dobbiamo far sparire la nebbia presente nella testa delle persone facendo vedere dove questo goverso e questa sx li ha portati e come la democrazia corra dei seri pericoli.I nostri interlocutori devono essere solo i lavoratori,gli studenti e gli strati popolari ed occorre raggiungerli attraverso una propaganda capillare e massiccia fatta di comizi volanti,piccoli cortei,volantinaggio e partecipazione ed appoggio alle occupazioni ed iniziative di difesa che oggi lavoratori e studenti stanno facendo.Non propongo alcuna rivoluzione,ma solo un tentativo di risveglio delle coscenze.Basterebbe solo una minima organizzazione,poche parole d’ordine (lavoro,prezzi,casa)e la condivisione del pericolo che stiamo correndo.

  4. Sono d’accordo: lavoro, costo della vita e casa sono assolutamente prioritarie rispetto alle vicende giudiziarie di B.
    Occore bypassare giornalisti, partiti e partitini di sx, sindacati, intellettualoidi e rivolgersi direttamente a chi nel qui e ora si dibatte nella disperazione.
    A questo proposito la formazione di un comitato ad hoc è l’unica forma istituzionale che ci possa essere veramente utile.

  5. Vi lamentate della schiavitù del precariato, ma senza di esso sareste disoccupati e poi è quello che vi auguro.

  6. Vigliacchi come te sono degni del loro leader Berlusconi: alle ultime elezioni politiche la maggioranza dei cretini vi ha dato un consenso ampliato dalla legge porcata di Calderoli.
    Ma attento Giustiziere che “ancora fischia il vento”…

  7. Senza di esso saremmo pienamente occupati.
    Per il resto io invece ti auguro di imparare bene l’italiano: “giustiziere” si scrive con una z sola.

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