AGILE: ex Eutelia come licenziare 9000 persona senza che nessuno se ne accorga

E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di
OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:
AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega
Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .
Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l’ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.
Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia,  le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.
Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado  le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma – Siena_Montepaschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli – Arezzo – ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini,  nessun Giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.
NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE  perchè la parola d’ordine è che se  non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.

   Dal  4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti 

Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno  10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio
Altrimenti questa azienda morirà
Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia

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Giovedì 12 Novembre ore 10.30 – Presidio al Parlamento (Piazza Montecitorio) e in tutti i territori Campagna nazionale “SALVA L’ACQUA”

Il Parlamento privatizza l’acqua!
Impediamolo!
E’ urgente e indispensabile una mobilitazione straordinaria!
In concomitanza con la discussione dell’Art. 15 del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati
Giovedì 12 Novembre ore 10.30 – 13.30
Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio) e in tutti i territori
Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l’Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.
Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da martedì 10 Novembre (in Commissione Affari Costituzionali) e verrà discusso dall’aula lunedì 16 Novembre.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria.
Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!
Partecipiamo tutte e tutti al presidio!

 

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Circola un filmino scandaloso… di Alessandro Robecchi

Gira un filmino scandaloso, una cosa davvero schifosa e impresentabile, un film concepito per il ricatto che se dovesse uscire farebbe vergognare chiunque. È il filmino dell’Italia. Il paese dove ti ammazzano in galera spezzandoti la schiena in due punti, il posto dove i carabinieri tentano l’estorsione. Il paese che sta nelle prime posizioni mondiali per diseguaglianza economica, il posto dove un cittadino su quattro sotto i 25 anni è disoccupato.
Nel filmino si vede tutto questo e altro ancora, un po’ sgranato, ma si vede tutto bene: mica è il Tg1!. Ho tentato di venderlo e di farmi un gruzzoletto, perché mi adeguo alla morale corrente. Il Giornale ha visionato ma non l’ha preso.
Libero ha guardato ma ha deciso: no, grazie. Nel filmino c’è tutto quello che c’è da sapere: i capitali mafiosi che rientrano anonimi con la modica spesa del cinque per cento, vita e opere di Dell’Utri, le leggi per farla franca, due o tre morti sul lavoro ogni giorno, la libertà di stampa ai minimi storici e il papello dei patti con la mafia.
Filmino lungo, è vero, ma meno noioso del Barbarossa che ci è pure costato dei soldi. Questo è gratis. Ci sono i nazi che accoltellano gay e stranieri, ma di cui fa fico parlare come se fossero intellettuali un po’ ribelli. Ci sono gli imprenditori sovvenzionati che chiedono soldi. Ci sono i giovani imprenditori, loro figli, che chiedono soldi. Ci sono ministri che difendono le radici cristiane e adorano il dio Po, il dio Eridano e chissà quale altra puttanata celtica. C’è ancora Cossiga. C’è ancora Andreotti. Ci sono i militari per le strade «per la nostra sicurezza». Ci sono ministri che dicono viva il posto fisso dopo aver creato milioni di precari. Nel filmino si vedono avvocati che studiano come accorciare la prescrizione, come spostare i processi, come evitare grane al capo. L’ho mandato a Signorini, a «Chi», che ha detto: ne parlo con Marina. Marina ha detto: ne parlo con papà. Papi ha visto e ha detto: embé? L’Italia è il paese che io amo. Ecco, mi pareva.

da Il Manifesto del 01/11/09

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Da Berlusconi a Karzai la democrazia come simulacro

A Kabul domenica prossima si voterà in un ballottaggio trasformato in plebiscito dal ritiro di uno dei candidati. Abdullah Abdullah non ha infatti ottenuto che il voto avesse delle minime garanzie di trasparenza. La Commissione elettorale, protagonista di brogli clamorosi nel primo turno, non è infatti stata epurata come pure sarebbe stato ovvio che fosse dopo la conclamazione degli stessi.

Per il governo degli Stati Uniti il ritiro del candidato è un fatto normale ed accettabile e anche il plebiscito va benissimo.

A Roma Silvio Berlusconi sostiene che, se pure condannato in tribunale, resterà al proprio posto. E’ un’affermazione grave quanto pleonastica visto che come sempre i suoi avvocati punteranno e otterranno la prescrizione spacciandola come assoluzione. Al di là di tale dettaglio Berlusconi finge di non capire, nella sua eterna battaglia contro la magistratura (che definisce “comunista”), che la divisione e l’equilibrio tra i poteri sia essenza, oltre che forma, della democrazia.

L’Italia del corrotto e corruttore Berlusconi e gli Stati Uniti, che cinicamente portano a termine il disegno di tenere al potere il loro uomo a Kabul, Hamid Karzai, minano la fiducia residua del mondo nel sistema democratico.

E’ davvero ancora democrazia quella dove un primo ministro può essere condannato e dire “me ne frego”, come ha titolato ieri “il Manifesto”?

Potrà mai essere democratico un paese dove dopo conclamati brogli (conclamati per gli stessi Stati Uniti) al candidato che li ha subiti non resta che ritirarsi per celebrare un lugubre plebiscito che rilegittimi il pluridelegittimato sindaco di Kabul imposto da Washington?

Per chi ha memoria questo millennio, per le democrazie occidentali, non iniziò l’11 settembre 2001 ma il 7 novembre 2000 con i brogli alla afgana che favorirono George W. Bush contro Al Gore. Anche allora a quest’ultimo non restò che rinunciare.

Se qualcuno aveva ancora dubbi: non esportiamo democrazia, ma al massimo simulacri di questa che ne preservano la forma ma ne offendono l’essenza.

da Gennaro Carotenuto 2 novembre 2009

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