Berlusconi aggredito: la rete si accende

“Ma quando uno dice un sacco di bugie, alla fine… Tartaglia”. Oppure: “Che bello, la lettera a Babbo Natale è già arrivata”. Ma anche “Sposami, ti prego”, o il classico “Santo subito”, o ancora “Regala anche tu una statuina del Duomo a Silvio”. Su Facebook il gesto di Massimo Tartaglia, il grafico 42enne di Cesano Boscone che ha colpito al volto il presidente del consiglio ha sollevato un delirio di entusiasmo e approvazione paragonabile in tempi recenti solo a quello sollevato da Muntazer al-Zaidi, il giornalista iracheno, che lanciò due scarpe contro George Bush.
Le reazioni della rete sono diametralmente opposte a quelle del mondo politico, che invece si è schierato compatto (Pd e Bersani in testa) a manifestare solidarietà col premier e a condannare l’aggressore – con l’unica eccezione di Antonio Di Pietro, che per questo è diventato a sua volta oggetto di un’aggressione mediatica straordinaria.
Sul fatto in sè, in attesa di sviluppi, c’è da osservare tre cose.
La prima, che le immagini del volto di Berlusconi sanguinante e sfatto (immagini che non a caso la maggior parte delle televisioni “ufficiali” non hanno mandato in onda) hanno fatto evaporare in un attimo l’immagine di uomo forte e inossidabile anche fisicamente che il premier si era costruito in anni di lavoro. Il supermacho ha lasciato istantaneamente il posto a un uomo fisicamente finito.
La seconda, che la spavalderia e la pretesa di essere popolare ad ogni costo hanno presentato al premier un conto assai salato. Il suo apparato di sicurezza si è rivelato un colabrodo, e Berlusconi deve ringraziare il cielo che il suo aggressore lo abbia colpito con un soprammobile e non con un coltello o una pistola.
La terza, che evidentemente la rabbia e il rancore maturati in vasti strati della popolazione sono molto più forti e incontrollabili di quanto il presidente del consiglio e la sua corte non credano, quando parlano di consenso “mai così alto”. Anche se Massimo Tartaglia ora verrà fatto passare per pazzo isolato, le reazioni immediate che si sono registrate su internet la dicono lunga su quanto siano numerosi i “pazzi isolati” nell’Italia berlusconiana.

dalla Redazione de Il Manifesto del 13/12/09

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One thought on “Berlusconi aggredito: la rete si accende

  1. Sull’aggressione a Berlusconi si sono scatenati tutti.Un coro generale contro l’uso della violenza e per il vivere civile.Ma la vera violenza la subiamo noi con i licenziamenti,le morti sul lavoro,la guerra in Afghanistan e la scuola che non funziona, la subiscono gli immigrati, i rom, cacciati e bastonati,la subiscono gli arrestati come Cucchi.E che dire dei morti per amianto?Tutta la classe politica fa un unico coro,i media riprendono ed amplificano.Se c’erano 2000 lavoratori che bastonavano Berlusconi ed i suoi accoliti cosa avrebbero detto?Mi auguro che ciò avvenga al più presto.

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