Perché l’ANPI resta a guardare?

STATUTO DELL’ A.N.P.I.

Articolo 2
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha lo scopo di:
a) riunire in associazione tutti coloro che hanno partecipato con azione personale diretta, alla guerra partigiana contro il nazifascismo, per la liberazione d’Italia, e tutti coloro che, lottando contro  i nazifascisti, hanno contribuito a ridare al nostro paese la libertà e a favorire un regime di democrazia, al fine di impedire il ritorno  di qualsiasi forma di tirannia e di assolutismo;
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m) dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione.

Di fronte al dissolvimento anche della seconda Repubblica, per le stesse cause che portarono al disfacimento della prima, davanti all’inerzia dei partiti della sinistra e dei sindacati confederali, con l’eccezione lodevole dell’azione di contrasto della  FIOM e dei COBAS alla FIAT e del tentativo delle fabbriche di Nicky (Vendola) di consegnare all’Italia un leader credibile, autorevole e carismatico per tutto il centro-sinistra, non si comprende l’immobilismo dell’ ANPI, soprattutto in considerazione dell’articolo 2 del suo Statuto ed in particolare del paragrafo m).
Davanti alla prepotenza ed alla tracotanza berlusconiana ed alla mafia che abbatte le statue di Falcone e Borsellino, appena collocate, nell’anniversario della strage di via D’Amelio, manca la presenza attiva di una forza come l’ANPI !

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