La memoria corta di Maroni e l’ignoranza istituzionale di Angelino

È pur vero che è ferragosto e il sole picchia sulle teste, soprattutto se scarse o prive di capelli, come quelle del nostro ministro dell’Interno e del nostro ministro della Giustizia: "La Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo quindi un governo che vede all’opposizione chi ha vinto le elezioni viola la Carta costituzionale", ha dichiarato Alfano e: "La Lega non è disponibile ad esecutivi diversi da quelli usciti dalle urne". "Non siamo disponibili a giochi di palazzo, a ribaltoni…”  ha ribadito Maroni.
Tutte balle!
La Costituzione, come ha detto Napolitano, affida al Presidente della Repubblica il compito di esplorare la possibilità dell’esistenza di un’altra  maggioranza in Parlamento, qualora quella esistente non avesse più i numeri per governare, e soltanto nel caso che questa eventualità non fosse praticabile, dovrebbe indire nuove elezioni.
Impara Angelino, impara!
In quanto a Maroni, che la Lega non sia disponibile a ribaltoni è una favola bella: basta ricordare quel che successe al primo governo Berlusconi nel 1994.
La prima esperienza di governo di Silvio Berlusconi, avviata il 10 maggio 1994, ha vita dura e breve, e si conclude nel dicembre dello stesso anno, quando la Lega Nord ritira l’appoggio al Governo e avvia una violenta campagna ai danni dell’ex alleato Berlusconi, esplicitamente accusato di appartenere alla mafia. Il 22 dicembre Berlusconi rassegna le proprie dimissioni al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Al suo posto viene formato un governo tecnico guidato dal ministro del Tesoro uscente, Lamberto Dini. Berlusconi, che aveva chiesto invano le elezioni anticipate, non sosterrà il nuovo governo. Negli anni successivi, Berlusconi attribuirà la responsabilità della caduta del suo governo all’inaffidabilità di Bossi. (Fonte WIKIPEDIA)

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One thought on “La memoria corta di Maroni e l’ignoranza istituzionale di Angelino

  1. ora tecnicamente improbabile il ribaltone per il contratto di ferro dal notaio che il berlusconi e il bossi hanno stipulato prima delle elezioni del 2008 a suon di milioni.

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