Riscaldamento globale: obiettivo “Trecentocinquanta”, di Giorgio Nebbia

I disastri di queste settimane hanno riaperto l’ormai annosa discussione sui mutamenti climatici. Sono solo prevedibili per un futuro non meglio definito, o sono già in atto?
Quel che sappiamo è che i vertici mondiali che vorrebbero affrontare la questione falliscono sistematicamente (vedi Il fiasco di Copenaghen), mentre le condizioni generali del pianeta peggiorano.
Tra i vari indicatori della salute della Terra c’è sicuramente quello della quantità di CO2 presente nell’atmosfera. Di questo dato fondamentale, certo non l’unico da prendere in considerazione ma sicuramente uno dei più significativi, si occupa l’articolo di Giorgio Nebbia che potete leggere di seguito.

Gli eventi di quest’estate confermano l’esistenza di mutamenti climatici dovuti al riscaldamento planetario. Devastanti alluvioni nell’Europa centrale; più a Oriente, una eccezionale siccità ha provocato incendi di boschi e di giacimenti di torba in Russia; ancora più a Oriente, alluvioni nell’Asia meridionale e in Cina.
Piogge intense, alluvioni e siccità si sono già verificati nei decenni e secoli passati, ma mai su una scala così vasta e con così grande frequenza, proprio come le previsioni avevano indicato.

Il fenomeno del riscaldamento globale si può schematizzare come dovuto all’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera; di conseguenza aumenta la frazione del calore solare che resta

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