Email del Vicepresidente di Atdal

Buonasera a tutti,
dunque, Banca d’Italia si sveglia e ci comunica che i dati Istat sulla disoccupazione non rispondono alla realtà. Precisa che se venissero conteggiati i giovani “scoraggiati” che non cercano più lavoro la percentuale Istat che attesta i disoccupati poco sopra l’8% salirebbe sopra l’11%.
Tre punti percentuali di differenza non sono quisquilie e, se Banca d’Italia avesse avuto più coraggio, leggendo meglio tra le righe della miriade di tabelle Istat avrebbe potuto scoprire che gli “scoraggiati” giovani e meno giovani superano abbondantemente 1,5 milioni, non da ora ma da almeno 4 anni. Se venissero conteggiati tutti la percentuale arriverebbe attorno al 15%, non lontano dai livelli della Spagna, paese che tanti nostri politici richiamano ad ogni piè sospinto per ricordarci che c’è chi sta peggio. Come se questa fosse una consolazione per chi in Italia non ha lavoro.
Il Ministro Tremonti ha bollato i dati Banca d’Italia come “esoterici” e a lui si è subito accodato il Ministro Sacconi, un personaggio la cui incompetenza è pari solo alla sua supponenza.
Sacconi, il nostro Ministro del Lavoro, ha la capacità di emergere dal silenzio solo in queste occasioni come se lui fosse del tutto estraneo alla responsabilità di concepire qualche intervento in materia di politiche del lavoro. Lo vediamo apparire per sostenere le idee di Marchionne o della Confindustria, per elogiare l’arrendevolezza di Cisl e Uil, per attaccare le posizioni della Cgil … lo sentissimo mai una volta raccontarci che cosa intende fare lui in prima persona e il Governo del quale fa parte per frenare la perdita di posti di lavoro!
Chi ci legge da qualche anno ricorderà che in decine di occasioni abbiamo sollevato la questione della scarsa credibilità dei dato ufficiale sulla disoccupazione. Lo abbiamo ripetuto in pubblici convegni e durante le nostre apparizioni sui media. Lo andiamo ripetendo da anni e insieme a noi l’unico esperto che ci abbia confortato con la sua opinione è stato il solito Prof. Luciano Gallino.
Il problema è che il diavolo spesso fa le pentole ma non i coperchi e la realtà si può cercare di nasconderla finché si vuole, ma prima o poi viene a galla.
Ora che cosa dobbiamo aspettarci ? Probabilmente che si apra l’ennesima diatriba tra il Governo e Banca d’Italia sulla interpretazione dei dati statistici e non è difficile prevedere qualche accusa di complotto rivolta al Governatore Draghi allo scopo di mettere in difficoltà il Governo. Speriamo che lui non abbia comprato una casa a Montecarlo o non ami qualche strana frequentazione.
Per quanto ci riguarda la constatazione di avere sostenuto da anni cose che nessuno voleva riconoscere ci fa piacere per essere riusciti in qualche modo a svolgere un ruolo di controinformazione ma questa piccola soddisfazione non può certo eliminare il profondo senso di impotenza e disagio che ci viene dal fatto che non si vedono all’orizzonte soluzioni ai problemi per i quali ci battiamo.
Inutile ribadire, come abbiamo già fatto in molte occasioni, che questo modello di sviluppo, il modello di sviluppo occidentale, è alle corde e che è indispensabile cominciare a ragionare per cercare nuove strade e nuove idee. Qualcuno sostiene che è troppo tardi. Non so se questa profezia sia corretta, di sicuro perdere altro tempo, fingendo che i problemi non esistano o si possano risolvere da soli è il metodo migliore per accelerare la caduta verso il basso.
Buona serata

Armando Rinaldi

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