Stiamo tornando al razzismo fascista di Elena Tebano

Chiara Volpato Psicologa sociale, studia i pregiudizi. E ha scoperto che nell’Italia di oggi hanno ripreso forza gli stereotipi razzisti del fascismo.

Lo studio del suo team di ricerca sostiene che la mentalità italiana è “permeata da parole e immagini” che vengono dal repertorio razzista della dittatura fascista. Ma in Italia nessuno, ormai, parla di razze inferiori…

Oggi difficilmente qualcuno oserebbe sostenere apertamente una supposta inferiorità di altri popoli, come facevano nazisti e fascisti nei confronti di ebrei e neri. Eppure nel dibattito pubblico e politico si usano senza pudore le stesse “strategie di delegittimazione”, come si dice in termini scientifici. Soprattutto nei confronti degli immigrati.

Strategie di delegittimazione? Cosa sono?

Sono quei meccanismi che vengono usati per caratterizzare in termini negativi particolari gruppi di persone, in modo da emarginarli dal resto della società e quindi giustificare un trattamento diverso, discriminatorio, nei loro confronti. Nei rapporti tra gruppi non conta tanto quello che sono “davvero”, ma come vengono visti.

E qual è il rischio di questi meccanismi?

Di passare all’azione: la persecuzione degli ebrei, per parlare della storia, è stata possibile perché si era diffusa una mentalità che li considerava diversi, meno che persone.

In altri termini, i nazisti non sapevano di essere “nazisti”, credevano di essere nel giusto.

Esatto: avevano delle convinzioni che secondo loro erano vere e giustificavano il loro comportamento. Oggi tutte le ricerche scientifiche mostrano che in Italia sono in aumento gli stereotipi razzisti, insieme a quelli omofobi e sessisti.

C’è un legame?

Sì, di solito queste diverse forme di discriminazione vanno di pari passo. In particolare, però, noi abbiamo visto che nei confronti degli stranieri immigrati si sono diffusi le stesse modalità denigratorie usate dalla dittatura fascista verso ebrei e popoli “delle colonie”.

Come avete fatto a vederlo?

Abbiamo analizzato tutti i numeri de La Difesa della Razza, la rivista con cui il regime faceva propaganda razziale – era distribuita anche nelle scuole. E abbiamo paragonato le sue illustrazioni con i manifesti della Lega Nord.

Perché proprio della Lega?

Perché è il partito che ha messo al centro della propria attività politica il tema dell’immigrazione, rendendolo centrale nel dibattito pubblico. E perché è al governo e quindi le sue concezioni si riflettono in decisioni pratiche, che influenzano la vita pubblica del Paese.

Nella vostra analisi scrivete che “le immagini usate dalla Lega Nord assomigliano in maniera impressionante a quelle pubblicate ne La Difesa della Razza”. In cosa?

Per esempio nell’insistenza sulla numerosità del gruppo osteggiato. C’è un poster della Lega che si intitola “La loro integrazione” e fa vedere una moltitudine crescente di omini neri che, anno per anno, aumenta fino a superare e far scomparire gli omini bianchi. È quasi uguale a un’immagine sulla “proporzione degli ebrei in rapporto alla popolazione” contenuta nella rivista propagandistica della dittatura.

Che messaggio dà?

Che gli ebrei allora o gli immigrati adesso sono tanti, sono troppi. E infatti le ricerche statistiche dimostrano che gli italiani sovrastimano la presenza di immigrati: pensano che siano molti di più di quelli davvero presenti nel nostro Paese.

All’epoca del nazismo la conclusione fu che gli ebrei dovevano diventare di meno… Altri esempi?

Un’altra strategia di delegittimazione usata ora come allora è il confronto tra gruppi: opporre un noi positivo al loro negativo. Nella Difesa della Razza le immagini di donne di colore raffigurate con tratti scimmieschi venivano associate a quelle di belle occidentali. La Lega ha fatto la stessa cosa con l’immagine di una donna velata dietro le sbarre accanto a donne italiane sedute alla scrivania: suggerisce che lei è una schiava, loro libere ed emancipate lavoratrici.

Oltre a queste, voi individuate altre strategie di delegittimazione. Secondo la vostra analisi questo tipo di immagini sono false?

Sono esagerazioni o manipolazioni di aspetti della realtà, che vengono fatte passare per l’unica vera realtà. Il mondo è pieno di donne musulmane emancipate, che studiano e lavorano. Invece la propaganda fa sembrare gli stranieri diversi da quelli che sono, meno di noi. E se tu li vedi in quel modo, li tratti in quel modo. Il rischio è arrivare a considerarli meno che umani,

Il pericolo è pensare che anche i diritti debbano essere diversi a seconda delle persone?

Questo è il vero rischio, secondo me. Se si superano determinate barriere, se non ci rendiamo conto di cosa significa un certo modo di parlare e trattare degli “altri”, pagheremo un prezzo molto alto.

Quale prezzo?

Certi pregiudizi sono distruttivi: della convivenza civile, della democrazia, del nostro senso dell’umanità. Gli italiani sono un popolo che è sempre andato fiero della propria umanità: non dobbiamo perderla.

elena.tebano@rcs.it

502 Visite totali, 1 visite odierne

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *