La Rivoluzione Egiziana

UNA LEZIONE PREZIOSA PER LA RIVOLUZIONE IN ITALIA

Ma la rivoluzione egiziana è e sarà soprattutto un terreno di chiarificazione esemplare sulla prospettiva della rivoluzione in Italia e su scala internazionale.

Ancora una volta, come già in Tunisia, ma su scala molto più ampia, la rivoluzione di massa si presenta come eruzione concentrata e improvvisa, sorprendente per i suoi stessi protagonisti. Chi avesse previsto solo pochi mesi fa una rivoluzione di massa in Egitto sarebbe stato “preso per matto” nello stesso Egitto, non solo in Italia. Tutto ciò è una risposta di metodo ai tanti “scettici” sulle prospettive della rivoluzione. Le rivoluzioni non sono “impossibili” per il fatto che il popolo “non ha coscienza”: perchè le rivoluzioni non nascono dalla coscienza, ma dal bisogno, dall’odio verso l’oppressione,dal sentimento della ribellione. Questi sentimenti prorompono ciclicamente come un vulcano assopito, quando una combinazione imprevedibile di fattori li risveglia e li innesca. E questo accade anche quando la coscienza è arretrata e confusa, sotto il peso di eredità culturali e ideologiche negative o sotto l’influenza di partiti controrivoluzionari. Il problema per i rivoluzionari non è di interrogarsi amleticamente sulla “possibilità” di una rivoluzione. Ma di costruire il partito che possa prenderne la testa quando verrà. E che al tempo stesso lavori in ogni lotta al suo possibile innesco, e soprattutto allo sviluppo della sua coscienza e organizzazione: che è la condizione decisiva per la vittoria della rivoluzione socialista.

“Non abbiamo più paura” è l’esclamazione più frequente che i giornalisti borghesi raccolgono oggi in Egitto tra i giovani in rivolta. Questa frase è l’ anatomia di una rivoluzione. Quando le masse perdono la paura nel potere, il potere cede. Perchè la forza più profonda del potere non sta nei mezzi militari, che pur sono il cuore dello Stato. Sta nella paura delle masse, nella loro abitudine alla rassegnazione, nell’immaginario diffuso di un potere “inespugnabile” e “onnipotente”. Combattere queste fantasticherie e chi le propaga, infondere nelle masse la coscienza della propria forza, è il primo compito elementare di un partito rivoluzionario. La rivoluzione egiziana è un contributo prezioso a questa nostra battaglia tra i lavoratori e i giovani in Italia. E dunque alla costruzione del Partito Comunista dei Lavoratori.

Marco Ferrando

da www.pclavoratori.it
6 febbraio 2011

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