E noi stiamo a guardare (e-mail di un compagno della Sinistra Antagonista)

Mentre ci stanno massacrando facendo passare le leggi più inique, con governo e opposizione a braccetto, con un PD disposto a governare con il PdL e Lega purchè non ci sia Berlusconi, con il sindacato che firma un patto con Confindustria e Banche, con la rinuncia a ogni sovranità nazionale, con la prospettiva di governi alla Monti, noi stiamo a guardare.

Ora vogliono anticipare le “riforme” ovvero il nostro massacro. A me non interessa se la borsa affonda, se vengono bruciati miliardi, se lo spread è sfavorevole, se gli Stati uniti vanno male (è compito dei lavoratori americani ai quali andrà il mio appoggio),ecc, perchè se stiamo dietro a questo c’è solo immobilismo e sfiducia. Non facciamoci coinvolgere in problemi che sono delle banche, dei gruppi finanziari, degli imprenditori,  perchè loro sanno come risolverli ovverso scaricarli su di noi. Siamo noi che non siamo capaci di risolvere i nostri.
Ieri sera su Rai4 c’è stato un documentario sull’Argentina del regista Solanas. Sembra di ripercorrere la storia italiana degli ultimi 30 anni. A me interessa che ci sia lavoro, che si possa arrivare a fine mese, che i servizi funzionino, che ci sia distribuzione del reddito, che si possa studiare, che non ci siano guerre più o meno camuffate, che ci sia giustizia sociale e che la classe politica e sindacale si metta da parte e una nuova generazione capace e non compromessa si sostituisca a questa. E questa classe imprenditoriale, le banche, i mercati, ecc dovranno fare i conti con una reale opposizione.

Un governo debole come quello attuale, nel passato e per molto meno, sarebbe caduto già da un pezzo se ci fosse stata una minima opposizione parlamentare e sociale con le piazze piene di milioni di persone. Ma tutti hanno paura di governare perchè non saprebbero cosa fare cioè farebbero le stesse cose, perchè oramai si sono venduti al miglior offerente e l’unica cosa che possono fare per sopravvivere è mettersi tutti assieme destra, sinistra, sindacati, confindustria, banche, chiesa. Prepariamoci al peggio ma se vogliamo avere speranza di cambiare qualche cosa e invertire un processo che sembra inarrestabile dobbiamo prendere nelle nostre mani il nostro futuro, senza nessuna delega ad alcuno. Non siamo ancora arrivati al punto di dire basta e fare sentire in piazza la nostra voce?



Vincenzo

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