Comunicato stampa

Aumento dell’età pensionabile a 67 anni; libertà di licenziamento a fronte di un mero e non ben quantificato “risarcimento economico”; maggiore diffusione dei contratti di apprendistato e inserimento soprattutto per le donne; mobilità obbligatoria su tutto il territorio nazionale per gli statali e dismissioni di massa del patrimonio pubblico.
Visti i principali provvedimenti messi in campo dal governo per fronteggiare le richieste di intervento strutturale che provenivano dalla UE è evidente che, ancora una volta ad essere colpito è solo e unicamente il lavoro, in particolare quello dipendente, che viene attaccato nei suoi diritti e nei suoi contenuti. Che ci spieghino una volta per tutte, quale nesso c’è, sia logico che pratico, tra la libertà di licenziare e la crescita economica. O come pensano di far arrivare alla pensione quelle persone che, senza lavoro a 50 e più anni, non riescono a ritrovarlo e vedono sempre più distante il raggiungimento dell’età pensionabile. “Bisogna adeguarsi agli standard europei sull’età pensionabile” è il ritornello che Sacconi, Tremonti e altri illuminati vanno ripetendo da mesi.
Bene, adeguiamoci, ma per favore adeguiamoci completamente e quindi estendiamo gli ammortizzatori al 70% dei disoccupati come succede nel resto d’Europa e non solo al 30% come accade qui da noi.
Adeguiamo salari e stipendi alla media europea, visto che quelli italiani sono tra i più bassi del continente. Adeguiamo questo schizofrenico mercato al lavoro, in cui i giovani sono condannati a un precariato eterno e senza garanzie, mentre gli adulti vengono licenziati dopo i 40 anni e estromessi da qualsiasi possibilità di ricollocazione.
Adeguiamo le pensioni sociali tra le più basse d’Europa e allineamoci al resto del continente in materia di reddito d’integrazione, visto che insieme alla Grecia e all’Ungheria siamo l’unica nazione europea che non lo prevede.
E già che ci siamo adeguiamoci pure agli standard contro la corruzione e l’evasione fiscale, che ci vedono anche qui tra i primatisti.
Come Associazione Atdal Over 40, che da anni si batte contro la discriminazione sul lavoro, riteniamo questi provvedimenti mostruosi e auspichiamo che le opposizioni e la società civile di cui rappresentiamo una parte facciano sentire la propria voce e si oppongano con forza all’ennesimo atto di macelleria sociale.

Stefano Giusti
Presidente dell’ass.ne Atdal Over 40

341 Visite totali, nessuna visita odierna

Il popolo di fresconi ed il mostro di egoismo

Nel momento in cui scriviamo, ancora non sappiamo quale sarà la sorte del governo Berlusconi atteso domani all’ esame dell’ Unione europea, anche se gli auguriamo di cuore di andare in malora!
Ciò che sappiamo è che l’esperienza tragica del fascismo nulla ha insegnato al popolo italiano: dopo il profeta Mussolini, ne ha trovato un altro come Berlusconi, capace di fulminargli il cervello. Non staremo qui a fare l’elenco delle quaranta leggi “ad personam”, dei parlamentari comprati, delle decine di voti di fiducia al suo governo, degli scandali con ragazze minorenni, delle figure di merda che ci ha fatto fare a livello internazionale, ci basta ricordare l’ultima impresa. Con l’Italia sull’orlo della bancarotta, ha infilato nei provvedimenti per la “crescita”(sic!) una modifica della legge sull’ asse ereditario, per favorire nella successione a Mediaset i primogeniti Piersilvio e Marina, e penalizzare la seconda moglie Veronica e gli altri suoi tre figli. Per chi si è ostinato finora a non capire, l’unica cosa che preme davvero a Berlusconi è la salvaguardia del proprio patrimonio personale, ecco perché di “patrimoniale” non vuol sentir parlare: a far cassa provvederà l’innalzamento dell’età pensionabile di tutti i lavoratori!

273 Visite totali, nessuna visita odierna

Mi ricordo benissimo quel 4 novembre 1956 a Budapest

La notte in cui i carri armati sovietici varcarono la frontiera ungherese, Làszlò si ricordò del "migliorista", e poiché quel giovane funzionario gli aveva lasciato il suo numero di telefono, lo chiamò immediatamente prima che i russi tagliassero le linee: sapeva che l’appoggio simbolico di un paese democratico sarebbe stato più importante, contro i cingolati russi, del piccolo esercito male armato di cui disponeva l’Ungheria. Il telefono squillò a lungo, poi rispose una voce assonnata, una cameriera, spiacente, l’onorevole era fuori a cena, se voleva poteva lasciare un messaggio. Làszlò disse di dire soltanto che aveva chiamato Làszlò. Non fu richiamato. Làszlò pensò che non ci si può fidare della servitù, ma la cosa lo preoccupò relativamente perchè in quel momento aveva altro a cui pensare, e poi, due giorni dopo, quando sentì alla radio che a nome del proprio partito il compagno straniero aveva definito controrivoluzionari i patrioti ungheresi, capì di non essersi sbagliato.
 
Antonio Tabucchi, "Il tempo invecchia in fretta", Feltrinelli
(NB – per chi, troppo giovane, non lo sapesse, quel funzionario "migliorista" del PCI era Giorgio Napolitano) 
 

272 Visite totali, nessuna visita odierna

Vent’anni dopo: dalla dittatura del Soviet supremo in U.R.S.S. alla dittatura dei banchieri nel mondo

Sono trascorsi ormai vent’anni dal crollo dell’ Unione Sovietica, e come tutti abbiamo potuto constatare, l’unica libertà cresciuta in modo esponenziale è stata quella della circolazione dei capitali in tutto il mondo globalizzato.
Fin dagli anni ’90, i capitali possono entrare ed uscire dagli Stati sovrani alla velocità dei neutrini, senza barriere e senza controlli di sorta, provocando la rovina di interi popoli, secondo gli interessi dei banchieri e degli speculatori internazionali. È aumentata parecchio anche la libera circolazione delle merci grazie alla Costituzione del W.T.O. proclamata il 1° gennaio 1995, per la quale in estrema sintesi, perfino le legislazioni nazionali a tutela della salute dei cittadini devono sottostare alle leggi del commercio internazionale. A questo si è aggiunto una finanziarizzazione dell’ economia a partire dagli U.S.A. che anziché sviluppare attività produttrici di ricchezza reale, ha creato ricchezza fittizia speculando sui capitali e sui debiti degli Stati, delle imprese e delle famiglie, inventando i prodotti derivati ed i mutui subprime.
E così oggi siamo nelle mani dei banchieri e delle agenzie di rating, che solo i gonzi possono credere essere  perspicaci (ricordateVi di Lehman- Brothers!) e soprattutto imparziali!

 

239 Visite totali, nessuna visita odierna