Flc-Cgil di Milano, 26 novembre 2011. Convegno: Precarietà e lavoro della conoscenza. Intervento di Dilva Giannelli – ATDAL Over40

La flessibilità in Italia non è mai esistita, in Italia esiste solo la precarietà che, intorno ai 40 anni, si trasforma, inesorabilmente, in disoccupazione senza tutele.
Oggi, tutti: i cosiddetti “politici” – che, in realtà, sono gli unici e veri rappresentanti dell’“anti politica” perché agiscono sempre e solo contro i cittadini, cioè noi, cioè la polis -, i sindacati – anche quelli neonati e con presunte moderne caratteristiche -, i media con i loro opinionisti, i loro giuslavoristi, i loro economisti… tutti parlano “solo”- e in difetto -, dei 3 milioni di disoccupati giovani ma, a questi 3 milioni, devono essere aggiunti:
– 1.500.000 over 40,
– 2 milioni di “scoraggiati” che non cercano più lavoro perché certi di non poterlo trovare,
– oltre 200.000 over 55 non più ricollocabili senza pensione e senza alcun sostegno al reddito,
– e, infine, le ipotizzate – sicuramente al ribasso -, 500.000 partite IVA autonome, ma senza lavoro.
Per le partite IVA non esistono dati ufficiali, in Italia continua imperterrito il rifiuto di rendere pubblico qualunque dato su questa categoria di lavoratori, o ex lavoratori. Ci auguriamo che, finalmente, qualcuno dia inizio a serie
ricerche e serie analisi statistiche su questa sempre più numericamente importante categoria.
… non più dunque “solo” i 3 milioni di giovani, altro che l’8,5% di disoccupazione in Italia!
Ma quasi nessuno ne parla o ne vuole parlare.
Nessuno ne parla perché è utile a qualcuno ignorare i dati reali del disastro italiano e perché è utile a qualcuno sviluppare l’ultima invenzione: la “guerra generazionale”.
Questa guerra è stata scatenata proprio da coloro che, da decenni, decenni e decenni, sono inamovibili da tutte le istituzioni, locali e nazionali, questa guerra è stata scatenata proprio dagli unici veri e ricchi garantiti per tutta la vita, gli “ad aeternum”, che non sono certo gli over 40 che lavorano!!!
Ma c’è chi rifiuta di continuare questa guerra, c’è chi ha capito che moltissimi non più giovani sono nelle stesse condizioni dei giovani, c’è chi ha capito che moltissimi padri e madri, sono nelle stesse condizioni dei loro figli ma, con 20,30,40… anni in più.
La precarietà e la disoccupazione, ambedue senza tutele, sono assolutamente trasversali nelle età e nelle
professioni: è assolutamente falso che siano solo gli over 40 descolarizzati a vivere l’impossibilità della
ricollocazione, negli ultimi vent’anni, l’espulsione e la non ricollocazione ha riguardato soprattutto le “alte professionalità” e, oggi, riguarda tutti.
Dunque, milioni di disoccupati, con 20,30,40… anni in più, bene, sapete cosa vuol dire essere disoccupati a 55/60 anni?
Se usciamo dal luccicante e siliconato mondo della TV, dobbiamo fare i conti con la realtà è la realtà ci dice che, con l’avanzamento dell’età, avanzano anche i problemi: come e perché negare che, nella migliore delle ipotesi, esiste l’artrosi, l’abbassamento della vista ecc? L’invecchiamento è naturale, reale e, chi più chi meno, tocca tutti, anche chi
dovrebbe stare, per le esigenze del mercato e in barba alla Legge 626, … 8 / 10 / 14 ore al computer o, in giro per happy hour relazionali!
E ai problemi fisici, anche ben più pesanti di quelli citati, si aggiungono spesso anche i problemi psichici, non dimentichiamolo!
In questo paese non esiste alcuna possibilità di lavoro per chi è espulso a 40/50 anni e, doversi inventare ogni giorno, è cosa usurante da giovani, figuriamoci a 55 o a 60 anni!
Tutti parlano di salvaguardare i lavori “usuranti”, giustissimo e sacrosanto, ma i lavori usuranti non sono solo quelli strettamente fisici, anche cercare o inventare lavoro ogni giorno per 10, 20, 30… anni, è un lavoro assolutamente usurante!
E’ usurante svolgere un’attività commerciale con la mannaia del raggiungimento del badget su base mensile, è usurante essere un tecnico o un freelance obbligato alla reperibilità o alla disponibilità totale perché ti nega la possibilità di vivere, è usurante correre in auto, treno, aereo per stare dietro ai ritmi imposti dalle esigenze del business… statistiche di paesi come Giappone, USA e Corea, da anni ci parlano dell’incremento delle malattie cardiovascolari e neurologiche tra chi svolge attività professionali al alto livello di stress !!!!!
Altamente usurante è non riuscire più a dormire perché non sai più come pagare la criminale aliquota della Gestione Separata INPS, le utenze, la casa, il supermercato, le visite specialistiche, le terapie, il dentista… il biglietto ATM…, la vita precaria dovuta al lavoro intermittente e alla disoccupazione, è altamente usurante!
Non avere un presente e non un avere un futuro, anche a 60 anni, è usurante e porta alla perdita di identità, sapevate che un Rapporto Eures del 2009 dichiara che in Italia la disoccupazione è causa di quasi un suicidio al giorno?
357 casi, con un incremento del 37,3% dal 2008, soprattutto soggetti espulsi dal mondo del lavoro, ma anche: giovani in cerca di occupazione, partite IVA, artigiani, piccoli imprenditori…, citando il giornalista e blogger Marco Patruno (http://generazionep.ilcannocchiale.it/post/2647449.html):
“Praticamente è come se un’impresa con decine di milioni di fatturato chiudesse ogni 24 ore. Le “morti lente” , così definii qualche anno fa le morti causate dalla disoccupazione e dal precariato. Morti scomode e occultate da chi è abituato a delegare queste morti ad una responsabilità puramente individuale dei soggetti coinvolti. Le “morti lente” come indica l’espressione non avvengono improvvisamente, l’atto è improvviso, ma dietro c’è un processo, un vuoto che cresce dentro il soggetto nel corso dei giorni, dei mesi che poi lo porta alla sua drammatica scelta che scelta non è. Quindi se qualcuno mi dicesse: la disoccupazione e il precariato uccidono? Io vi risponderei di si, senza pensarci due volte.”
E io aggiungo, chi si toglie la vita, è vittima di uno spaventoso senso di colpa, ma la colpa, deve essere finalmente e definitivamente chiarito, è dello Stato.
È criminale il messaggio di tutti i mass media nella (rara) e colpevolizzante comunicazione di suicidi per mancanza di lavoro, è criminale il pensiero indotto nelle masse: “… poverino, non ce l’ha fatta… poverino, troppo debole… poverino, non è stato capace di lottare… in fondo, se lo vuoi veramente, alla fine ce la fai…”, “quel” senso di colpa instillato e alimentato, in realtà, consiste solo nel “non essere stati in grado” di essere come vogliono loro, “di non essere stati in grado” di combattere la globalizzazione da soli, ma l’unico a non essere stato in grado è lo Stato!
Quello Stato che, costituzionalmente, nega la pena di morte ma che, contemporaneamente, condanna a morte, lavandosene poi le mani e lasciando al “condannato” la responsabilità dell’esecuzione della sua condanna.
Lo Stato Italiano con l’Art. 3 della Costituzione dichiara: … È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…
Per quale altro motivo si dovrebbe costituire uno Stato se non per
difendere i suoi cittadini?
Se uno Stato non difende la vita dei suoi cittadini, se uno Stato è causa della morte di suoi cittadini, può ancora essere definito: Stato?
Se lo Stato non è in grado di produrre un progetto strategico industriale (sostenibile per la terra e per tutti gli esseri viventi) capace di creare lavoro degno per tutti, almeno deve essere suo compito sostenere e salvaguardare la vita dei suoi cittadini, di tutti i suoi cittadini!
È la ruota marcescente di questo sistema/Stato che deve essere bloccata e cambiata, per impedire che prosegua oltre nello spargimento delle sue cancerogene molecole.
Come?
Prima di tutto e senza alcun dubbio, con la realizzazione di un vero welfare e con l’istituzione del reddito di cittadinanza incondizionato, come accade in tutti i paesi civilizzati d’Europa tranne, guarda caso, in Italia, in Grecia e in Ungheria!
Da anni l’Europa ci chiede di adeguarci…
È evidente che l’attacco capitalistico finanziario in atto ha, tra gli altri, proprio l’obiettivo dell’eliminazione del welfare europeo ma, in Italia, è solo rivendicando un vero welfare che è possibile combattere il massacro che stiamo subendo.
In Germania non esiste l’Art. 18 ma, in Gemania, come è giusto che sia, non è assolutamente facile licenziare, è dunque ridicolo far finta che l’Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori non sia, da almeno vent’anni, completamente ignorato o aggirato, ma non è certamente con le recenti, miopi e ancora più discriminanti proposte di alcuni cosiddetti politici/giuslavoristi/economisti – anche e soprattutto del centrosinistra -, che si potranno salvaguardare i diritti dei lavoratori che, prima di essere lavoratori o ex lavoratori, sono e devono restare cittadini, solo con l’estensione dei diritti a tutti i cittadini è possibile fermare questa estrema speculazione del profitto.
Dobbiamo finalmente buttare tutte le nostre vantate e ridicole differenze, tutte le difese dei nostri presunti “orticelli”, dobbiamo abbattere tutte le discriminazioni e segmentazioni che, fino ad oggi, hanno solo ampliato a dismisura gli spazi di manovra del più criminale capitalismo, dobbiamo distruggere le differenze che, per esempio, oggi vedono prepensionare, con 30 anni di contributi, 654 operai della FIAT, mandando contemporaneamente al massacro milioni di altri operai, impiegati, partite IVA, artigiani… magari con 35/40 anni di contributi… Basta con queste criminali discriminazioni!
L’unica possibilità è unirci tutti per esigere la sostituzione della Cassa Integrazione (dedicata a pochissimi perché, non dimentichiamolo “protegge”, momentaneamente e fino all’inevitabile schianto finale, solo il 27% dei lavoratori) con il Reddito di Cittadinanza Incondizionato per tutti i cittadini senza reddito, la vita deve essere degna per tutti!
E ai troppi bipartisan che ancora oggi sostengono che il nostro Stato diventerebbe “assistenzialista”, rispondo: sono “assistenzialisti” paesi come la Francia, come la Germania, la Svezia, la Danimarca…? No, sono semplicemente: Stati.
Una volta per tutte: basta con queste idiozie medioevali spacciate per modernità!
Poi, si potrà discutere di tutto il resto.
Come trovare i fondi?
Naturalmente un pensierino va dritto dritto alle tante… Finmeccanica…, momentaneamente sorvoliamo e allora, per esempio, perché non cominciamo seriamente a copiare, per esempio, dalla Germania e dalla Francia ?
Ma non solo, esistono anche proposte italiane e, tanto per citarne una: Disegno di Legge Nr. 2806 dal titolo “Misure per l’istituzione del reddito minimo di cittadinanza” presentato in data 30 giugno 2011 da 14 Senatori del PD.
Questo DDL, come sempre avviene per qualsiasi proposta di legge, contiene una esaustiva descrizione di come reperire i fondi necessari per la sua copertura. (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=16&id=00611729&part=doc_dc-articolato_ddl-art_a7df&parse=n)
Noi, non siamo scarti.
(http://www.youtube.com/watch?v=r9ImZ_F6gOU)

Contatti:
Milano e il Centro Nord atdalit@yahoo.it – Mob.: 347 8674978
Roma e il Centro Sud infolazio@atdal.it – Mob.: 338 7434485
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI OVER 40
www.atdal.eu

556 Visite totali, 1 visite odierne

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *