Nessuno deve essere lasciato indietro. Solidarietà: aiutare gli altri come aiutare te stesso

Ci vogliono nuove parole. Parole importanti. Solidarietà, partecipazione sociale, senso di comunità, di identità nazionale. Nessuno deve essere lasciato indietro. L’imprenditore che si suicida, di solito per non dover affrontare l’incapacità di mantenere la famiglia (come fai a dirlo a tua moglie?), è una maledizione che né lui, né noi ci meritiamo. La corte dei miracoli, di mendicanti, che si affolla nelle nostre città è sempre più formata da italiani. Persino gli extracomunitari stanno lasciando l’Italia, uno su quattro è rientrato nel suo Paese o ha cercato fortuna altrove.
Abbiamo perso una guerra per la democrazia. Molti l’hanno combattuta per noi nel dopoguerra e sono stati ammazzati per questo. L’elenco è interminabile, da Impastato a Ambrosoli, da Puglisi a Borsellino a Vassallo. La guerra civile non è finita nel 1946, è continuata fino ad oggi, ha prodotto migliaia di morti, decine di stragi, l’occupazione del potere da parte della P2, la fine della sovranità dello Stato nelle regioni dove regna la criminalità organizzata. E ora il fallimento economico dell’Italia. Dobbiamo creare una rete di protezione sociale per affrontare la tempesta perfetta che ci aspetta. Non è tollerabile che un cittadino muoia di povertà, di debiti, di solitudine. O ce la facciamo tutti insieme o il Paese si disgregherà in mille egoismi. Una nuova dittatura è possibile.
Il cittadino deve sentirsi protetto dallo Stato (e non lo è), uguale di fronte alla legge (e non lo è, dipende dal reddito e dallo studio legale che può permettersi), rispettato come contribuente (non preso per il culo da una serie infinita di condoni e dallo Scudo Fiscale). I cittadini devono potersi riconoscere nello Stato. Deve essere il nostro specchio. Noi siamo lo Stato. Il tempo dei pannicelli caldi, delle dichiarazioni ad effetto, delle mascherate televisive è giunto al termine. La verità, che nessuno vuole dire, e molti neppure sentirsi dire, è che la Grecia andrà presto in default e da quel momento in poi tutto è possibile. Nel frattempo i nostri politici si trastullano senza fare un taglio che sia uno e accollando ai cittadini i costi inutili della guerra in Afghanistan, dei cacciabombardieri, dei partiti, dei giornali, della Tav da 22 miliardi di euro. Dio rende folli coloro che vuole perdere.

www.beppegrillo.it        16 maggio 2012   

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Lo sguardo di Monti

Orfano dell’asse franco tedesco, si dice. Di chi stiamo parlando? Di Monti, naturalmente. E di chi sennò? Certo, non è possibile capirlo ascoltando le quasi giornaliere dichiarazioni e discorsi del premier professore che al riguardo della sua improvvisa (e non da lui prevista) condizione di figlio di nessuno non si lascia sfuggire una parola, che è una. Né è facile capirlo dall’espressione del suo viso che è sempre identica a se stessa, qualunque sia l’argomento. Qui siamo ben oltre il britannico self control. L’uomo è assolutamente privo di mimica facciale, una delle più importanti caratteristiche – tipiche e uniche – della specie umana. Tutto ciò ai gonzi come noi che ci hanno creduto è stato venduto come facente parte della sobrietà. Ma non è vero. Ognuno di noi umani è dotato di centinaia di muscoli facciali che contraendosi e distendendosi spontaneamente sotto pelle in risposta ai più diversi stimoli cerebrali ci permettono di comunicare ai nostri simili gioia, dolore, tristezza, interesse, desiderio sessuale, amore, odio, ecc. E’ un modo di rapportarci ai nostri simili, secondo per importanza solo alla civiltà della parola.

Da novembre ad oggi, lo spread dal valore 500 come ce lo aveva consegnato il duo Tremonti Berlusconi è sceso a circa 300 e poi è risalito e poi è ridisceso e infine negli ultimi tempi ha toccato quota 400 e passa. Oscillazioni fortissime, anche se siamo tornati praticamente al punto di partenza. Ci sono state purtroppo decine di suicidi di lavoratori e piccoli imprenditori a causa di difficoltà economiche insormontabili. Gli italiani sono sempre più massacrati da tasse e balzelli di varia natura. E’ tornata la tassa sulla prima casa, sono peggiorati i diritti dei lavoratori, la disoccupazione sta aumentando, come pure la precarietà di vita e di lavoro soprattutto per i giovani. Grillo ha fatto boom, anche se Napolitano non se ne è accorto, e il PdL ha fatto flop. Maroni che aveva detto di avere un sogno, quello di vedere la Lega come il "primo partito del Nord", non parla più. Buon per noi. I francesi hanno mandato a casa Sarkozy e Hollande ha detto che vuole abbassare (sì, proprio così: abbassare) l’età pensionabile e tassare i ricchi. Lo farà? Vedremo. In Grecia, i partiti che stanno alla sinistra del Pasok sono andati oltre il 22%, ma nessuno lo dice e quindi è come se non fosse successo. Sempre in Grecia i neo nazisti entreranno in Parlamento ma si dovranno rifare le elezioni. Tutto sta velocemente cambiando, in peggio e a volte anche in meglio. Ma Monti ha sempre la stessa espressione da polipo bollito.

Mi è capitato di assistere all’ultimo confronto televisivo fra Hollande e Sarkozy, alla fine della campagna elettorale per l’elezione del nuovo presidente francese. C’è stato un momento in cui l’audio è scomparso ma si capiva benissimo il significato delle parole dei due contendenti, tanta era la passione che traspariva dai loro volti. Due persone normali, che se le suonavano (verbalmente) di santa ragione, ma due persone normali, come tutti noi umani.

Il bravissimo Crozza ogni martedì sera in apertura di Ballarò ci rappresenta Monti come una specie di automa. Dopo non so, perché cambio canale. Ma Crozza si sbaglia. Monti non è un automa. Monti è una persona colpita da paralisi facciale. Per ognuno di noi, quando si è in preda a forti sentimenti, è impossibile o difficilissimo restare impassibili. Per Monti invece è uno scherzo. Oppure, altra ipotesi, Monti è una persona assolutamente priva di sentimenti. Quale delle due? si chiederebbe il comico Guzzanti. La seconda, o forse la prima, o forse la seconda. Difficile a dirsi. Ad esempio, quando Monti parla durante una conferenza stampa trasmessa in Tv, i suoi occhi guardano gli interlocutori ma tu hai la netta impressione che il suo sguardo non li veda, o che li veda in trasparenza. Tu sei quasi sicuro che i suoi occhi guardino al di là delle persone che gli stanno di fronte e vedano solo tabelle statistiche, grafici della domanda e dell’offerta, simulazioni econometriche. Monti vittima dei suoi troppo lunghi studi bocconiani? Può essere.

In ogni caso per noi blogger è dura. Abituati ai gesticolamenti e alle sporcaccionate del premier clown e alla gestualità pecoreccia dell’uomo in canottiera, sui quali era facilissimo scherzare, facciamo fatica ad adeguarci al nuovo corso, anche se ormai sono passati sei mesi. Dobbiamo rimpiangere il governo di prima? Certo che no. E se anche un piccolo rimpianto ci fosse in qualche angolo remoto del nostro subconscio, non lo confesseremo mai, neanche se minacciati di morte.

da www.puntorossoblog.com           11 maggio 2012

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