JP Morgan e Stalin

Dei crimini di Stalin sono state scritte innumerevoli pagine e ormai l’ immagine tramandata ai posteri  è quella di un dittatore sanguinario, ma dei crimini che la banca JP Morgan intende perpetrare ai danni dell’umanità intera quanti sono informati?

La banca americana JP Morgan ha dettato alla politica la sua linea per il presente e il futuro: gli Stati di tutto il mondo devono essere gestiti come aziende, in cui l’unico fine da perseguire è il profitto per banchieri e finanzieri, con la cancellazione  delle Costituzioni, dei diritti per i lavoratori e dello stato sociale.

È la soluzione finale, il “redde rationem” del neoliberismo selvaggio, propugnato fin dal 1957 da Milton Friedman, fondatore della scuola di economia di Chicago e portato avanti poi da Jeffrey Sachs, che tanti frutti avvelenati ha sparso sul pianeta a partire dal golpe cileno di Pinochet nel 1973.

Dopo quell’ esperimento  coronato dal successo (sic!), in America latina e  nel Sud-est asiatico è stato un "escalation" di golpe militari seguiti da golpe economici, che hanno messo in ginocchio le economie di quei paesi e spinto nella miseria e nella disperazione i popoli.

Dai primi anni ’90, dopo la caduta del muro di Berlino e la dissoluzione dell’ Unione sovietica, per gli strateghi americani non è stato più necessario realizzare golpe militari, sono passati direttamente a quelli economici, condottiti dagli speculatori finanziari: dall’Asia ai paesi dell’ Est europeo, tutto il pianeta è diventato terra di conquista per i pescecani del turbocapitalismo.

Ora tocca all’ Europa occidentale essere spogliata della della sua ricchezza e della democrazia, dei diritti e dello stato sociale: era il programma di Milton Friedman, oggi è diventato il diktat della banca JP Morgan.

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