Germania: una lunga vocazione al dominio sul mondo

Tra il 1914 e il 1945 la Germania ha scatenato due guerre mondiali: La prima (1914-1918) ha prodotto in Europa 10 milioni di morti in prevalenza militari, la seconda (1939-1945) 60 milioni di morti di cui 45 milioni di civili e 15 milioni di militari e distruzioni apocalittiche in quasi tutti i paesi del nostro Continente.
Il titolo di questo capitoletto può sembrare eccessivo o eccessivamente di parte ed è quindi utile chiamare a sostegno della tesi alcune affermazioni contenute in documenti prodotti all’epoca dell’inizio del secondo conflitto mondiale.
Nel dicembre del 1941 gli USA, paese che fino ad allora si era mantenuto distante da quanto stava avvenendo in Europa, subiscono l’attacco del Giappone, alleato di Hitler e Mussolini, a Pearl Harbour, attacco che provocò qualche migliaio di morti e la distruzione di una parte significativa della flotta americana.
Ciò nonostante, l’opinione pubblica americana, manteneva, nella sua maggioranza, una posizione contraria all’entrata in guerra del proprio paese. Si considerava il conflitto in essere in Europa estraneo agli interessi USA ed era ancora caldo il ricordo dei tanti caduti americani nel corso del primo conflitto mondiale.
Per questi motivi nella primavera del 1942 il Dipartimento di Stato e della Guerra USA promosse, con il coinvolgimento di Hollywood, una serie di iniziative dirette a convincere gli americani sulla necessità di entrare in guerra al fianco dei paesi in lotta contro il nazi-fascismo.
Un ruolo determinante nella creazione del consenso venne svolto dal fotografo e regista italo-americano Frank Capra al quale il Dipartimento di Stato USA commissionò la realizzazione di sette film dal titolo “Why we fight ?” (Perché combattiamo ?).
Nel secondo film della serie, dal titolo “The nazi strike” (L’attacco nazista), si trovano le seguenti significative affermazioni:

1863 – OTTO VON BISMARCK

“NOI DOMINEREMO TUTTO IL MONDO”

1914 – KAISER WILHELM II

“DIO CI HA CREATI PER CIVILIZZARE IL MONDO.
SCIAGURA E MORTE A COLORO CHE SI OPPONGONO ALLA MIA VOLONTA’”

1933 – ADOLF HITLER
“DISTRUGGERE CON TUTTI I MEZZI POSSIBILI.
IL NAZIONAL SOCIALISMO DARA’ NUOVA FORZA AL MONDO”

Dopo avere ricordato le dichiarazioni dei tre esponenti del potere tedesco in varie epoche storiche nel film di Capra si afferma “Simboli e leader cambiano ma la volontà di predominio della Germania si trasmette di generazione in generazione”.
Nei giorni frenetici delle trattative sulla crisi della Grecia e dei ricatti che contro di essa sono stati messi in atto sotto la guida della Germania, alcuni commentatori hanno provato a riandare indietro nel tempo rispolverando quella memoria storica che pare non appartenere all’umanità in senso lato. Immediatamente si sono levate le voci di coloro che sostengono le profonde differenze tra la Germania di oggi e quella del secolo scorso.
Personalmente nelle affermazioni, nella durezza e nell’alterigia di Herr Wolfgang Schäuble ho ritrovato toni di un passato che credo dovrebbero farci riflettere.
La certezza di possedere la verità rivelata ha segnato i periodi più nefasti della storia dell’umanità e mi è difficile dimenticare che qualche decennio fa il motto delle SS era “Gott mit uns”, Dio è con noi.
Se Herr Wolfgang Schäuble si è distinto per la sua intransigenza, superando abbondantemente la stessa Merkel, non può che essere definito vergognoso l’atteggiamento dei rappresentanti di quella che, non si capisce a che titolo, continua da volersi definire socialdemocrazia europea.
A partire da Martin Schulz, Presidente dell’Alleanza Socialisti e Democratici, abbiamo assistito ad un serie infinita di dichiarazioni a sostegno del ricatto imposto alla Grecia. Le timide avances di mediazione di Hollande e di Renzi avevano più il senso di un tentativo di manifestare la propria esistenza piuttosto che una reale volontà di aprire un varco nell’intransigenza del sistema finanziario che domina l’Europa.

MA TORNIAMO ALLA STORIA
Al termine della Prima Guerra Mondiale, alla Germania sconfitta il fronte degli alleati impose il pagamento dei danni di guerra per una cifra pari a 260 miliardi di Euro attuali. Con il passare degli anni tale debito venne fortemente ridotto ed il pagamento dilazionato negli anni al punto tale che l’ultimo rateo dovuto è stato versato nel 2010. Una dilazione ed una riduzione dei pagamenti che grida allo scandalo se consideriamo la recente vicenda greca.

Ma la storia diviene più interessante se si analizza quanto successe dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale sia dal punto di vista economico delle sanzioni applicate alla Germania ma anche da quello delle iniziative geopolitiche assunte dagli Alleati.
Mentre si celebrava il Processo di Norimberga ad un nutrito gruppo di alti esponenti del regime nazista, grazie all’aiuto dei servizi segreti americani e del Vaticano, qualche migliaio di criminali di guerra nazisti approdavano in America Latina e negli stessi USA. Altri riuscivano a reinserirsi nella società tedesca e a condurre una esistenza del tutto normale senza che nessuno chiedesse loro conto dei crimini commessi. I pochi che incapparono in un processo passarono dietro le sbarre periodi infinitamente più ridotti rispetto alla condanna subita.
Ma perché gli Alleati, e gli USA in particolare, si diedero da fare per sottrarre alla giustizia tanti criminali di guerra ? Di certo molti di questi soggetti disponevano di conoscenze e informazioni importanti sui paesi del blocco orientale, informazioni importanti per il lavoro di intelligence che la CIA e i servizi segreti del blocco occidentale stavano costruendo per contrastare l’Unione Sovietica e i suoi alleati.
Non solo, in molti paesi latino americani, i criminali di guerra tedeschi si sarebbero resi utili quali consulenti nelle pratiche di interrogatorio (si legga tortura) degli oppositori dei regimi dittatoriali di Pinochet (Cile), Stroessner (Paraguay), Videla (Argentina), ecc., tutti regimi che si erano affermati e consolidati con il sostegno concreto degli USA ed i complotti attuati dalla CIA.
Importante ricordare che nessuna impresa tedesca che nel periodo del nazismo si distinse per la produzione di mezzi di sterminio di massa o per l’utilizzo di schiavi dei campi di concentramento nei propri stabilimenti, ha mai pagato il prezzo di tanta infamia. Molte di queste imprese esistono tutt’oggi e sono tra le più importanti del sistema industriale tedesco.
Sul piano economico il trattato di resa incondizionata della Germania prevedeva un accordo in base al quale la Germania avrebbe dovuto rifondere i paesi da essa coinvolti nel conflitto a titolo di risarcimento. Si trattava di un debito enorme che, se rispettato, avrebbe impedito alla Germania qualsiasi ipotesi di rinascita per svariati decenni.
Bastarono pochi anni, dal 1945 al 1953, perché con l’Accordo sul debito di Londra i termini di quell’accordo venissero rivisti dimezzando l’importo del debito tedesco. Firmarono l’accordo Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, GRECIA, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Francia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia.
Anche in questo caso ci si potrebbe chiedere dopo ben due guerre mondiali provocate dalla Germania, pur conoscendo l’attitudine aggressiva da sempre presente nelle politiche di quel paese, come mai si sia arrivati ad una ennesima dimostrazione di benevolenza.
La risposta sta tutta nelle strategie geopolitiche che si andavano affermando nel dopoguerra.
La Germania era l’unico paese sul quale poter contare nel costruire un affidabile baluardo verso il blocco orientale dell’area socialista ed occorreva quindi fare di tutto per rimetterlo in piedi affinché potesse interpretare al meglio il ruolo che, gli USA in particolare, intendevano affidargli.
Ed è sempre per interessi geopolitici che mentre si offrivano alla Germania tutti gli aiuti possibili per una sua rapida ripresa, trame di ogni genere venivano messe in campo per impedire che in paesi come l’Italia potessero affermarsi forze politiche non gradite al blocco occidentale ed in particolare agli USA. Ma fu proprio la Grecia a pagare il prezzo più alto quando di fronte alla possibilità di una vittoria elettorale del fronte liberale e socialdemocratico venne rapidamente attuato il colpo di stato che portò al governo del paese i militari per ben 7 anni (1967-1974). Colpo di stato dietro al quale si ritrovano i soliti agguerriti difensori dell’idea che la democrazia va esportata laddove un popolo vorrebbe operare liberamente le proprie scelte. In quel caso la democrazia dei colonnelli venne imposta con i carri armati, oggi, basta leggersi alcune dichiarazioni dei falchi dell’UE, il Governo liberamente eletto dai greci non è gradito e dato che, almeno per il momento non si ritiene servano i carri armati, si sceglie di strangolare un paese dal punto di vista finanziario.

I GRECI, FANNULLONI, EVASORI FISCALI, OPPORTUNISTI
Uno dei leit motiv che hanno riempito pagine di giornali è questa rappresentazione stereotipata che si vuole dare di un intero popolo. E’ il solito sistema, che ben conosciamo anche nel nostro paese, creare il colpevole, isolarlo per colpirlo meglio. Ma, se proviamo a rifletterci non è la stessa strategia usata in passato contro le razze considerate inferiori fossero queste gli ebrei, gli zingari, gli oppositori di regime, i diversi in genere ?
Perfino in Italia qualche nostro commentatore, fingendo di dimenticare il primato assoluto del nostro paese in questa specialità, ha avuto il coraggio di affibbiare ai greci la qualifica di evasori fiscali.
Frequento da anni, ripeto da anni, la Grecia e faccio fatica a capire in che modo possano nascere queste leggende metropolitane. Qualsiasi bottega nella quale si fanno acquisti rilascia sempre una ricevuta che ha tutta l’apparenza di una ricevuta fiscale (viene data ricevuta anche per l’acquisto di sigarette), lo stesso vale per ristoranti e hotel. Gli affittacamere non sono altrettanto ligi e posso dire che la ricevuta ti viene rilasciata nel 50% dei casi.
Non sono in grado di sapere se queste ricevute servano a determinare il reddito e la conseguente imposta ma dato che vengono stampate da un registratore di cassa forse a qualche scopo serviranno.
Di certo esiste la incredibile anomalia dell’esenzione fiscale concessa a tutti gli armatori, cosa che in un paese che vive di collegamenti marittimi suona alquanto incredibile.
Ma, ammesso che esistano enormi storture, che la Grecia non sia mai riuscita ad avviare delle serie politiche industriali (quelle che, al contrario, abbondano nel nostro paese), che il comparto pubblico disponga di un numero abnorme di dipendenti (mentre da noi, come ben sappiamo, è ridotto all’osso), dato tutto ciò per assunto, chi è il responsabile di tanto sfascio ?
Non sono forse i Governi di centro e di destra che hanno governato il paese per 20 anni con il sostegno convinto in particolare proprio della Germania ?
La vicenda greca ha, qualora ce ne fosse ancora bisogno, messo in luce non i limiti ma, molto peggio, le scelte criminali di una unione europea governata dal sistema finanziario al quale la politica nel suo complesso ha dimostrato la propria totale complicità e subalternità.
Una pessima pagina della storia di quella che avrebbe dovuto essere l’Europa dei popoli e che altro non è che la greppia della finanza.

Atdal over 40 – Armando Rinaldi                  22 luglio 2015

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