Da Cantù un nuovo Antifascismo (di Pierluigi Tavecchio e Fabrizio Baggi)

La minaccia neofascista in Italia, oggi, non può essere ridotta semplicemente alla crescente visibilità di gruppi come Forza nuova.Siamo di fronte purtroppo ad una situazione molto più pericolosa nella quale la propaganda dell’estrema destra si intreccia con idee e comportamenti di una parte crescente della società: di questi tempi possiamo parlare di ‘fascismo diffuso’ perchè i miti della razza superiore, il nazionalismo armato, la pretesa superiorità  del cattolicesimo sulle altre religioni , il maschilismo violento e il familismo non sono soltanto caratteristiche dei gruppi dell’ estrema destra ma si distribuiscono e si frantumano anche nel linguaggio della cosiddetta gente comune.La diffusione delle idee neofasciste trova un valido alleato in quelle operazioni politiche che si basano sulla rimozione della memoria civile e sullo stravolgimento del significato delle parole:I ‘ nuovi indifferenti’ che parlano della Resistenza al nazifascismo come di una guerra civile, cancellano le differenze fra I fascisti alleati di Hitler e i Partigiani che  volevano pace, giustizia e democrazia ;  chi oggi per catturare l’attenzione degli elettori nauseati dalla politica, dice che destra e sinistra sono uguali, tenta di far dimenticare le differenze fra chi sta dalla parte dei grandi gruppi finanziari e chi difende I diritti dei lavoratori, tra chi vuole una selvaggia competizione sociale e chi vuole invece giustizia sociale e solidarietà.Chi afferma che la politica sia ‘sporca’ vuole allontanare i cittadini dalla partecipazione diretta, li vuole rendere passivi e ridurre nella attesa fiduciosa che arrivi ‘l’uomo della Provvidenza’, il leader in grado di risolvere ogni cosa.Chi parla di spazzare via il passato, di rottamare il vecchio, e usa le parole nuovo e vecchio come se fossero sinonimo di male e bene, oltre a scimmiottare in modo ridicolo certe smanie distruttive degli intellettuali futuristi che sostennero il fascismo, compie un’operazione di mercato davvero disonesta, trattando I cittadini italiani come incapaci di intendere e di volere e quindi sempre pronti ad accodarsi all’ ultima novità, anche se questa vuol dire autoritarismo, fine della democrazia.L’accanimento contro gruppi o persone che vengono additate come inferiori , in qualche modo spregevoli e quindi da escludere secondo un ragionamento semplicemente razzista, sembrano diffondersi nel nostro paese con un intreccio perverso fra settori ultra conservatori del mondo cattolico e nuove destre: gli attacchi contro leggi che disciplinano il divorzio o l’interruzione di gravidanza, la feroce contrapposizione all’estensione di alcuni diritti ( ad es.: unioni civili) rivelano una concezione della famiglia e delle relazioni fra le persone non molto diversa da quella imposta durante il ventennio fascista.

Così si sta preparando il terreno sul quale riprendono vita idee razziste e autoritarie:la Lega nord può dichiarare ad esempio di essere per il modello  australiano (respingimento totale dei migranti e creazione di lager di detenzione al di fuori dei confini nazionali) perchè confida  nella cancellazione della memoria collettiva di un paese che fino a pochi decenni fa, al nord come al sud era un paese di migranti economici (come li chiameremmo oggi);

Sempre la Lega nord si distingue per far credere che il disagio sociale prodotto dalle politiche neoliberiste, tra cui la disoccupazione, sia colpa della concorrenza dei migranti.

L’obiettivo e’ di trasformare la paura di perdere il lavoro, di peggiorare la propria condizione economica in odio razzista e xenofobo  contro gli ultimi arrivati: se nel ricco nord- Italia di qualche decennio fa gli invasori erano i ‘terroni’, oggi la stessa ignorante discriminazione viene usata verso le persone che scappano dalle guerre e dalla fame.

L’estrema destra (ma anche quella moderata) e la lega nord cercano di fare breccia nella sensibilità degli elettori  impauriti presentando gli extracomunitari come potenziali delinquenti ma tacciono,in modo complice, sui traffici miliardari  delle mafie che, al nord come al sud, si infiltrano nelle istituzioni, saccheggiano il territorio , hanno trasformato in attività criminosa persino l’assistenza ai profughi e sicuramente, come ben sappiamo in Lombardia, gestiscono il mercato delle preferenze elettorali.

A queste tendenze ci riferiamo quando oggi parliamo della necessità di  un nuovo antifascismo:

quindi non ci sono in ballo vecchi nostalgici dei tempi che furono o ragazzotti esuberanti vogliosi di menar le mani. E non ci sono neanche, come sostengono i nuovi indifferenti “in stile Bizzozero” opinioni diverse ma comunque legittime e degne di essere rappresentate.

Oggi il nuovo antifascismo si oppone a quanti vogliono smantellare l’ordinamento costituzionale , vuole affermare una democrazia basata sulla partecipazione dei cittadini alla vita politica,  combatte chi, escludendo i cittadini,  vorrebbe costruire sistemi autoritari e accentratori, ma soprattutto il nuovo antifascismo vuole costruire una società giusta e solidale e contrastare chi vorrebbe imporre discriminazioni e abusi basati sul colore della pelle, sull’orientamento sessuale, sulle convinzioni religiose e, come succede da sempre, sulla classe sociale di appartenenza.

Ciò non significa sottovalutare la risorgenza dei nuovi gruppi che si richiamano esplicitamente alle farneticazioni di tristi personaggi della mitologia nazifascista e ne hanno adottato l’armamentario simbolico insieme alla paccottiglia rappresentativa e gestuale.

Su questi fenomeni, va mantenuta alta la vigilanza, incrementando l’attività di denuncia, l’opera di sensibilizzazione e la mobilitazione di tutti i democratici  per impedire il tentativo di questi gruppi e delle loro squadracce di insediarsi in Lombardia e in particolare a Milano.

In quest’opera occorre rendere chiaro a tutti che il ritorno sulla scena politica italiana di questi tristi residui del passato è responsabilità precisa delle forze politiche della destra istituzionale che, unico caso in Europa, le accolgono come alleate e le utilizzano, è il caso di Salvini della Lega Nord, come truppe d’assalto delle scorrerie contro gli immigrati.

L’iniziativa contro il raduno di Forza nuova a Cantù è stata un bell’esempio di mobilitazione antifascista, perché ampiamente unitaria e, forse anche per questo, partecipata moltissimo.

Tutto è iniziato quando si è diffusa la notizia che per il terzo anno consecutivo la giunta “Lavori in corso” guidata dal Sindaco Claudio Bizzozero avrebbe concesso uno spazio pubblico cittadino, il “Campo Solare” a Forza nuova per svolgere l’ormai ciclico, nostro malgrado, raduno neofascista.

Per contrastare questo scempio democratico Partiti, Sindacati ed Associazioni locali si sono riuniti, hanno costituito un coordinamento dal nome “Noi Diciamo No al Festival neonazista a Cantù”

Dopo i primi incontri, e una volta deciso di mettere in campo un’iniziativa pubblica di approfondimento sulla pericolosità dell’avanzamento di gruppi di estrema destra tenuta da Saverio Ferrari, è stato redatto un appello unitario e si è iniziato a raccogliere adesioni che sono arrivate in massa da tutto il territorio nazionale ed in alcuni casi anche internazionale.

La grande riuscita dell’iniziativa tenutasi a Cantù sabato 12 settembre, in concomitanza con il secondo giorno del festival neonazista, alla quale hanno partecipato più di trecento persone è una dimostrazione lampante di come lavorando in modo unitario, andando in piazza, parlando con la cittadinanza i risultati possono arrivare.

Forse non riusciremo a far sì che il festival fascista non si svolga più nel futuro, ma certamente una grande fetta di cittadine e cittadini di Cantù e non solo, hanno le idee molto più chiare su ciò che succede in città, e questo è senza ombra di dubbio un fatto importantissimo.

Il progetto del Comitato è quello di rimanere attivo e vigilare intervenendo in modo unitario ogni qual volta ce ne sarà la necessità su tutto il territorio provinciale.

Pierluigi Tavecchio – Segretario Provinciale P.R.C. Como                       15 settembre 2015

Fabrizio Baggi – Segretario Provinciale Organizzativo P.R.C. Como

587 Visite totali, 1 visite odierne

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *