Fanno paura (di Nicola Melloni)

Gli spettri, si sa, fanno paura. Soprattutto quando cominciano ad aggirarsi per l’Europa, da Sud a Nord, dall’Atlantico al Mediterraneo passando per la Manica. Spettri, forse ombre rosse che erano dati per morti e sepolti. Ma si sa, gli spettri per loro natura non muoiono mai. Doveva essere tutto finito quasi trent’anni fa. L’URSS spariva, Reagan e Thatcher trionfavano, la sinistra abbandonava la via del riscatto sociale per vendere l’anima (e non solo) alla Terza Via che tanto assomigliava alla Prima: mercato, capitalismo, affari e potere. Dotti accademici confermavano: era finita la storia; le elezioni si vincono al centro (anche se la destra si faceva sempre più radicale); i mercati funzionano; la globalizzazione porta prosperità in tutto il mondo; l’egemonia americana mette fine alle guerre.

Infatti. Un giorno ci siamo svegliati da questo rincoglionimento collettivo. Le banche crollavano. La guerra generava il mostro del terrorismo. I poveri del mondo cercano una vita migliore altrove. E la cosiddetta sinistra non ha nulla da offrire, ormai indistinguibile dalla destra. Speravano forse che tutto rimanesse uguale, che si potesse continuare con la stessa litania degli ultimi decenni. Ed invece prima hanno visto arrivare Syriza che si opponeva all’austerity europea e vinceva le elezioni greche. L’hanno assediata, l’hanno sconfitta. Poi è arrivata la Spagna, e Podemos. Ed ora arriva Corbyn che ha mandato in soffitta definitivamente il New Labour, il simbolo di quella ritirata, il simbolo di vent’anni di pseudo-sinistra-travestita-da-destra-per-far-vincere-la-sinistra-favorendo-il-capitale-contro-il-lavoro.

Un bello smacco per l’establishment. Tutti a gridare al bolscevico, a Corbyn che non può vincere le elezioni. Ma non poteva neanche divenire segretario del Labour, secondo le stesse cassandre. E Syriza non poteva vincere. E Podemos non poteva conquistare Madrid e Barcellona. Ed invece…. Forse Corbyn ha capito che per vincere bisogna avere qualcosa da proporre. Forse ha capito che la sinistra ha perso quando per vincere ha deciso di fare la destra. E che, appunto, vincere non serve a nulla, se poi non si cambia. Gli scozzesi avevano ormai già rotto gli indugi: meglio soli che non rappresentati. Ed anche in Inghilterra il Labour prendeva sempre meno voti tra operai, poveri, giovani. Corbyn, e tutti coloro che in massa lo hanno votato, hanno capito che il New Labour era ormai arrivato alla frutta, incapace di rappresentare una alternativa credibile, incapace di offrire risposte alla crisi che ci attanaglia.

Né Corbyn né Syriza né Podemos sono estremisti. Dicono cose di buon senso. Che l’austerity non funziona. Che i ricchi paghino la loro quota. Che le ferrovie privatizzate con lo Stato che paga per gli investimenti e le compagnie private che fanno profitti da monopolisti sono senza senso. Nelle loro proposte non c’è nulla di radicale se non, forse, il buon senso. Quello che fa paura all’establishment non è la loro proposta politica, ma l’idea stessa che possa nascere una alternativa al pensiero unico. Che la politica risponda di nuovo al popolo e non ai mercati. Una vera rivoluzione in effetti.

da TUTTI I COLORI DEL ROSSO
News Letter del 24 settembre 2015

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