La svolta renziana: affamare gli anziani con teorie selettive e anti-umane (di Peppino Caldarola)

Il Pd ha in mano la proposta più indecente per far uscire l’Italia dalla crisi: tassare i più vecchi e avvicinarli alla morte con una progressione negli stenti.
E poi dice che uno si butta a sinistra (cit. Totò). Dopo aver letto l’intervista alla Stampa dell’ ex sottosegretario Nannicini, che fa coppia con l’altro economista di governo, Taddei, messo ai vertici del Pd da Civati e diventato in 24 ore renziano, non ci resta che piangere. E qui le citazioni sono finite perché ti vengono davvero le lacrime al pensiero che quello che probabilmente è ancora il partito più forte dell’area di centro-sinistra ha in mano la proposta più indecente per far uscire l’Italia dalla crisi: tassare gli anziani.

DA NANNICINI UNA CULTURA SELETTIVA ORRIBILE. Dice il prode Nannicini che gli anziani dovrebbero dare di più al fisco di quelli più giovani. Non si capisce se è prevista una progressività per cui un ottantenne non autonomo dovrebbe pagare più tasse di un quarantenne forte e sicuro di sé. La seconda idea (chiamiamola così) dell’economista bocconiano (ma a chi danno la cattedra in quella famosa università?) prevede che anche per i salari si adotti lo stesso criterio. Siamo l’unico Paese, dice Nannicini, in cui i salari salgono con l’età mentre in tutto il mondo avviene il contrario. Non so se ha davvero studiato la comparazione mondiale dell’evoluzione salariale, ma so che quello che dice Nannicini esprime una cultura selettiva orribile.

Non si capisce se è prevista una progressività per cui un ottantenne non autonomo dovrebbe pagare più tasse di un quarantenne forte e sicuro di sé.

Non vale la pena argomentare su quel che serve ai più anziani per campare e quindi sull’obbligo civile di tutelarli invece che avvicinarli alla morte con una progressione negli stenti. Quello che colpisce nelle teorie del Nannicini è la cultura profonda. Il conflitto generazionale diventa l’asse del processo dei riformatori renziani. Altri si attardano sul conflitto di classe, altri ancora ragionano sull’alto della piramide contro il basso della piramide, il meglio delle teste pensanti dell’economia mondiale si interroga sulle diseguaglianze e le mette in rapporto al modello del turbo-capitalismo finanziario. In Italia no. Il bocconiano Nannicini, che nasce a sinistra con un papà di sinistra, decide che il conflitto supremo, essendo quello fra giovani e vecchi, deve vedere questi ultimi puniti nel procedere dell’età.

GLI ANZIANI PIÙ POVERI COME CITTADINI DI SERIE B. In Toscana, oltre al Conducator d’eccellenza, è nato il Carlo Marx dei ricchi. Perché immaginate se un vecchio ricco ha il problema della progressione fiscale. Ce l’avrà il vecchio povero o buon borghese, che poco alla volta dovrà, a mano a mano che cresceranno le esigenze di cura, scoprire che le tasse gli toglieranno parte di quel che ha guadagnato. Capite il concetto? «Quel che ha guadagnato».

LE TEORIE ANTI-UMANE DEI RENZIANI. Nannicini ha iniziato l’intervista alla Stampa dicendo che i suoi ispiratori sono Gramsci e Veltroni. Ho letto Gramsci e se fossi un parente querelerei Nannicini, lo potrebbe fare l’istituto che porta il suo nome se non fosse diventato renziano. Conosco Walter e mi dispiaccio quando vedo il suo nome accostato a questo darwinismo sociale francamente disgustoso. Il Lingotto di Renzi darà vita a teorie selettive e anti-umane che fanno sperare che lui e i renziani non tornino mai più al governo. Invecchierai anche tu Nannicini con i tuoi coetanei che ti inseguiranno …

da LETTERA 43                                              9 marzo 2017

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